Introduzione allo spread trading

Lo spread trading, altrimenti detto pair trading (useremo d’ora innanzi l’una o l’altra locuzione indifferentemente) consiste in una tecnica molto utilizzata dagli hedge fund che, se ben calibrata, risulta essere essenzialmente market neutral. Consente, in altri termini ed entro certi limiti, di avere una esposizione neutrale rispetto all’andamento del mercato.

Nella sua forma più semplice, il pair trading si attua mediante l’acquisto (long) di uno strumento finanziario e la contemporanea vendita (short) di un altro strumento, secondo certe quantità predeterminate.

L’idea di partenza è che la scelta delle coppie ricada su titoli appartenenti ad esempio allo stesso settore i cui prezzi, proprio per tale motivo, si muovano verosimilmente nella stessa direzione; ciò, naturalmente, in assenza di notizie rilevanti o eventi societari particolarmente significativi che riguardino l’uno o l’altro dei due titoli presi singolarmente.

Per dirla con un esempio, pare abbastanza chiaro che se in un dato momento il settore assicurativo stia attraversando una fase particolarmente positiva, i singoli titoli che lo compongono (ad es., sul mercato italiano, Alleanza, Generali, Milano Assicurazioni etc...) non potranno che rispecchiare l’andamento del settore di appartenenza. Sennonché è lecito pensare che uno tra questi titoli potrà fare meglio degli altri o, come si suol dire tecnicamente, sovraperformi il settore di appartenenza.

Fare pair trading, in modo molto semplice, significa sfruttare queste relazioni, acquistando il titolo più forte e vendendo contemporaneamente quello più debole, con la finalità di guadagnare dalla differenza di performance dei due titoli.

Un esempio vale più di mille parole. Se il titolo attualmente più forte del comparto cementiferi fosse Buzzi Unicem, potrei acquistarne per un controvalore ( a titolo esemplificativo) pari a 5.000 euro e vendere allo scoperto (short) il corrispondente valore di Italcementi, titolo appartenente allo stesso settore. Il dimensionamento della posizione, in questo caso, sarebbe “dollar neutral”; vi sono poi altri modi di pesare le due coppie, ad esempio in relazione al beta dei due titoli o anche in base alla loro volatilità. Quel che conta, e che risulta subito evidente, è che la nostra esposizione sul mercato è in qualche modo bilanciata: siamo contemporaneamente long e short su una coppia di titoli il cui andamento dovrebbe essere simile. Se sale uno, dovrebbe salire l’altro e, viceversa, se scende il primo, dovrebbe scendere anche il secondo.

Vediamo allora,nell’esempio appena fatto, quando potrò guadagnare: se entrambi i titoli salgono guadagnerò se Buzzi guadagna più di Italcementi; se entrambi i titoli scendono otterrò un guadagno se Buzzi scenderà meno di Italcementi. Il che equivale ancora a dire che Buzzi, indipendentemente dall’andamento del mercato, sovraperforma Italcementi. Tuttavia, come si suol dire, non è tutto oro quel che luccica. E’ chiaro, infatti, che se le coppie di titoli sono scelte in modo sbagliato, subirò delle perdite su entrambi i lati dello spread. Per questo è importante avere un metodo per selezionare i titoli e seguirlo scrupolosamente.

Prendiamo un esempio reale di spread aperti qualche tempo fa per comprendere come la direzione del mercato (questa è la notizia davvero interessante) non influisca minimamente sul portafoglio di pair trading. Si tratta di una giornata borsistica particolarmente negativa, in cui l'indice SPMIB aveva rotto i minimi di periodo, provocando una accelerazione ribassista su tutti i principali titoli del listino. Ebbene, il portafogliodi spread, quello stesso giorno, registrava una performance positiva.

Possiamo notare dalla figura che segue, la composizione del portafoglio di spread: long Saipem e short Tenaris, long Buzzi Unicem e short Italcementi e, infine, long Generali short Alleanza.

Solo l'ultimo di questi spread era leggermente negativo, ma il portafoglio nel suo complesso restava più che positivo (a fronte, di un mercato, che faceva registrare perdite nell’ordine di tre punti percentuali.

Possiamo quindi affermare che il valore aggiunto del pair trading è quello di poter guadagnare indipendentemente dalla direzione del mercato. Ovvio, le performances assolute variano poi in relazione al capitale investito, ma quel che maggiormente rileva è proprio la possibilità di abbassare drasticamente la volatilità e il rischio del proprio portafoglio.

Prossimamente, col supporto di esempi reali, vedremo di approfondire la tematica di questa appassionante tecnica di trading.

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