Come migliorare le performance nel trading

La maggior parte dei trader quando apre una posizione è sicuramente convinta di poter realizzare un guadagno, ma le statistiche ci dicono che buona parte di loro perde denaro.

Ma è proprio così?

Vorrei sfatare questa “falsa” credenza e andare controcorrente perché secondo me queste statistiche rispondono a un problema che è mal posto.

Siamo così certi che un trader: che abbia un discreto metodo per entrare sul mercato; che segua delle buone regole di risk e money management; che poi sia anche disciplinato; perda effettivamente denaro nel trading?

La statistica dovrebbe piuttosto affermare qualcosa del tipo: “la maggior parte dei trader impreparati, indisciplinati e avventati perdono denaro; tutti nel lungo periodo, nessuno escluso con una percentuale prossima al 100% periodico (!)".

Se infatti esaminiamo le caratteristiche dei trader che nel lungo periodo perdono denaro notiamo che hanno tutte le caratteristiche sopra menzionate: magari alcuni hanno anche una buona tecnica, ma sono tutti, chi più chi meno, indisciplinati, non hanno alcun controllo del rischio e, infine, non sanno cosa sia il money management.

Una breve parentesi per fare un piccolo distinguo mi sembra opportuna. Coloro che “nel lungo periodo” perdono o comunque ancora non riescono ad avere risultati positivi con costanza sono sicuramente diversi da quelli che hanno approcciato i mercati finanziari pensando di potersi arricchire velocemente ma, loro malgrado, ne sono rapidamente buttati fuori. Questi ultimi ci hanno provato, forse senza molta convinzione, attratti dal marketing spietato di alcuni broker e formatori senza scrupolo che millantano guadagni immediati con poco sforzo, hanno sacrificato un capitale (grande o piccolo che sia) alla chimera dell’arricchimento semplice e rapido per poi decidere bruscamente che il trading non era il percorso migliore per loro.

I perdenti di lungo corso sono invece tutti quelli che si ostinano a sedersi al tavolo di un gioco del quale si rifiutano di approfondire le regole: a volte guadagnano e si esaltano, convinti di avere trovato la tecnica “giusta”, ma ben presto tornano a perdere e, indomiti, si rimettono alla ricerca del Sacro Graal. Tra questi, ci sono anche coloro che accumulano una serie indefinita di trade vincenti per poi andare incontro a una perdita che si “rimangia” tutti i guadagni fatti in precedenza e li riporta nella prigione del trading, “senza passare dal via” come succede nel famoso gioco del Monopoli.

Ma perché i trader perdono?

Credo che i motivi possano dividersi sostanzialmente in tre macro aree.

Vediamole insieme.

 

1. Innamorarsi delle proprie scelte di trading

Joe Ross, un noto trader americano, raccomandava di fare trading su quel che si vede (dai grafici) e non su quel che si pensa. Moltissimi trader prendono posizione sul mercato perché si fanno una idea (giusta o sbagliata che sia) sulla futura direzione del mercato. Se il mercato non va nella direzione prevista questi trader hanno enorme difficoltà nel cambiare idea e anziché convincersi che il trade è sbagliato (quel che stanno vedendo è qualcosa di diverso dall’idea che si erano fatti) insistono nel mantenere aperta la posizione trasformando quella che inizialmente era una piccola perdita in una voragine incolmabile.

Cambiare la propria idea, o meglio ammettere che era sbagliata ha un costo psicologico certamente maggiore rispetto a quello di incassare una perdita (almeno all’inizio).

La tendenza del trader, in questi casi, è quella di trovare una serie di motivazioni atte a giustificare la situazione, addebitando il fallimento a fattori esterni. È quindi il mercato a comportarsi in modo “inspiegabile” e, di certo, non il trader ad aver sbagliato. “Prima o poi il mercato realizzerà che la direzione corretta è quella scelta dal trader e tutto tornerà a posto. Generalmente la posizione viene poi chiusa quando la perdita diventa talmente ampia che il costo monetario supera quello psicologico: ora domina la paura di azzerare il proprio conto di trading mantenendo aperta controtrend la posizione. Spesso questi trader chiudono l’operazione solo quando la perdita è diventata insopportabile. E altrettanto spesso il mercato a quel punto… finalmente “gira”.

 

2. Cambiare l’orizzonte temporale delle operazioni

La gran parte dei trader che ho conosciuto ha un orizzonte temporale molto breve: dagli scalper che aprono e chiudono le proprie operazioni nell’arco – a volte – di pochi secondi, ai trader intraday le cui transazioni durano da qualche minuto a qualche ora. In ogni caso, l’idea di partenza di moltissimi di questi trader è quella di chiudere le operazioni a fine giornata.

Almeno questo è ciò che è nelle loro intenzioni nel momento in cui aprono il trade.

Ma ben presto, se le aspettative non vengono soddisfatte e il mercato non si muove nella direzione desiderata, questi trader si trovano (o, meglio, dovrebbero trovarsi) nella necessità di far scattare lo stop loss e incassare la perdita.

Sembra una equazione molto semplice: stop loss=incasso la perdita e riparto con la prossima operazione.

In fondo fa parte del “gioco”, non è così?

Eppure sono in molti ad ignorare lo stop pensando che prima o poi l’operazione tornerà in positivo. Le giustificazioni che portano ad avere questo atteggiamento sconsiderato sono molte e le più variegate e non è il caso di tornare su questo argomento: una su tutte, la più “bestiale” che mi sia mai capitato di sentire è: “il mercato non ha capito niente”.

Qui il trader, vuole avere ragione e ignora uno degli assiomi del trading: “il mercato ha sempre ragione”.

La conseguenza è che il trader mantiene il trade in perdita e trasforma l’operazione da breve/brevissimo termine qual era in partenza in un investimento multiday che nulla ha a che fare con il trading veloce.

Ovviamente mi guardo bene dallo stigmatizzare l’investimento di lungo termine, solo che non era questo l’obiettivo del trader.

É facile immaginare le conseguenze di questo atteggiamento erroneo. Le perdite aumentano sempre più nella maggior parte dei casi e il trade viene chiuso quando divengono insopportabili, come ho già sottolineato al punto precedente. Ma se questa è una delle più evidenti conseguenze di questa pessima abitudine, ce n’è uno che forse è da molti sottovalutato: quando hai una certa posizione la tua mente ignora tutti i segnali contrari perché tende a proteggere il tuo operato e a giustificarlo. E, così, oltre al danno la beffa: se fossi rimasto flat e avessi incassato la perdita probabilmente avresti aperto una posizione contraria grazie ai nuovi segnali che il mercato ti offriva e avresti potuto recuperare il maltolto.

 

3. Assenza di un piano di fuga

Questo problema va a braccetto con il precedente: cosa c’è peggio di non rispettare lo stop loss? Non metterlo! Ebbene sì, non mettere lo stop loss è sicuramente un errore più grave di quello di non rispettarlo e può portare a risultati devastanti.

É semplice incoscienza.

Fino a che questi trader non capiranno che fare trading vuol dire confrontarsi in ogni momento con delle “probabilità” e che, dunque, il trade ha solo “n” probabilità su 100 di andare a target, si esporranno ad un rischio illimitato: come diceva un mio caro amico: “chi non sa quanto rischia, rischia tutto ciò che ha.”

Non mettere uno stop loss, significa non avere un piano di fuga nel caso le cose dovessero mettersi male e questo è davvero deleterio. Pensiamo soltanto ad una improvvisa accelerazione nel verso contrario alla nostra posizione; se già non abbiamo preventivato cosa avremmo fatto in una simile situazione ci troveremo spiazzati e prima di realizzare quel che sta accadendo la perdita sarà arrivata ad un livello tale che non avremo più la lucidità di reagire e fare la scelta migliore.

I trader “perdenti” sono dunque vittime di questi comportamenti errati che in realtà affondano le proprie radici in un elemento comune: la mancanza assoluta di disciplina.

Dunque per migliorare le performance e uscire da questa spirale si deve avere ben chiaro cosa significhi la parola “rischio”. E dobbiamo accettarlo, non solo conoscerlo. Perché solo accettando il rischio di un'operazione, cioè valutando bene prima di aprire il trade quale sarà la perdita nel caso il mercato dovesse muoversi nella direzione opposta, si potrà accettare serenamente di aver sbagliato e far scattare lo stop loss. Accettando e incassando la perdita ma preservando il capitale pronti a ripartire con il prossimo trade. Senza innamorarci della nostra idea… evidentemente sbagliata. Perché siamo noi ad aver sbagliato direzione, non il mercato.

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