Che trader sei?

Ogni individuo è diverso dal suo simile. Ogni trader è diverso dall’altro.

Partendo da questo assioma, prima di cominciare ad operare è assolutamente necessario che tu capisca che tipo di trader puoi e/o vuoi essere, quali risultati ti prefiggi con il trading, quali sacrifici sei disposto ad affrontare e quali rischi sei disposto (o, meglio, puoi correre) per diventare un trader professionista.

Quando hai “scelto” il tuo lavoro (salvo che tu non ci sia stato costretto dagli eventi, ma nel caso specifico ora nessuno ti “obbliga” a fare il trader) lo hai fatto pensando che quel lavoro o quella professione fossero adatte a te, che era quello che desideravi fare e che tutto sommato avevi le qualità per poterla svolgere. Ma hai anche capito, sin dall’inizio o strada facendo, quali erano i tuoi limiti e sino a dove potevi arrivare.

Ti porto l’esempio di una professione che conosco molto bene per meglio chiarire questo concetto. Se ti iscrivi alla facoltà di legge sai fin dall’inizio che vorrai impiegarti in una azienda o in una istituzione perché la libera professione non fa per te o perché ti manca lo spirito imprenditoriale o in quanto le tue esigenze, la tua situazione economica o, ancora, il tuo spirito di sacrificio non si spingono fino al punto di dover accettare, dopo la laurea, di dover ancora svolgere anni di pratica forense prima di essere completamente autonomo sia dal punto di vista professionale che finanziario. La pratica forense richiede molto spirito di sacrificio: una volta laureato, con anni di duro studio alle spalle, ancora non saresti in grado di redigere un atto per il Tribunale e dovresti necessariamente andare “a bottega” da un avvocato già esperto che ti insegni come mettere in pratica quello che hai studiato all’università. In questi anni di gavetta il compenso non sarà certo quello che hai immaginato di poter realizzare con la professione di avvocato e dovresti avere molta pazienza e aspettare ancora anni prima di poter anche solo intravedere il traguardo. Vale lo stesso discorso se pensi di voler diventare un commercialista (affermato o non) o un notaio. Sono tutte cose che già sai quando ti sei iscritto all’università e, se non sei disposto a seguire questo percorso può essere che la tua idea sia quella di impiegarti, una volta laureato, in qualche azienda o istituzione.

Comprendo che il paragone potrebbe sembrare forzato ma penso che nel trading il percorso sia analogo.  Sin dall’inizio devi sapere che tipo di trader vuoi (e potrai) essere, che risultati vuoi raggiungere e che per arrivare al traguardo è necessario molto studio, spirito di sacrificio e, soprattutto, una buona conoscenza di se stessi.

Proprio così, ritengo che diventare un trader di successo occorra una profonda e obiettiva conoscenza di se stessi, del proprio carattere e della propria sensibilità, è necessario avere ben chiari fin dall’inizio il proprio obiettivo che non è solo quello di realizzare guadagni importanti (secondo me è un trader di successo chi a fine mese e con costanza realizza con il trading un lauto “stipendio”) ma anche quello di arrivare a svolgere una professione (insisto con questo termine fino alla nausea) in tutta libertà, con una semplice connessione internet e un pc da qualsiasi parte del mondo, senza capi, senza orari imposti da chicchessia, senza clienti da rincorrere per ottenere il saldo della parcella e così via.

Individuare correttamente la propria personalità è un punto fondamentale per riuscire nel trading; ci saranno sicuramente dei lati del tuo carattere che dovrai tenere sotto controllo per evitare di incappare negli errori più comuni che nel trading portano all’insuccesso. Una delle doti che ho riscontrato in tutti i trader vincenti che ho conosciuto è sicuramente quella dell’assoluto controllo del proprio ego e della propria emotività. Un ego incontrollato porta a non voler riconoscere i propri errori e ad insistere in una operazione sbagliata quando invece avresti dovuto tagliare immediatamente la perdita. Non voglio anticiparti nulla sull’argomento degli errori da evitare, cui sarà dedicato un apposito articolo, ma vorrei che tu imparassi subito una cosa e te la stampassi a caratteri cubitali su un foglio da tenere sempre davanti al pc: il mercato non sbaglia mai.

Capire che trader sei è importante  per indirizzarsi su un modello di trading adatto  alle proprie caratteristiche psicologiche, fermo restando che vi saranno alcuni aspetti del carattere che andranno modificati o comunque tenuti sotto controllo eliminando tutte quelle componenti che portano ad atteggiamenti perdenti perché ingestibili durante l’operatività reale.

Ricordati sempre che nel trading sei tu e soltanto tu l’artefice del tuo successo.

Ovviamente alcuni aspetti del carattere incompatibili con un trading di successo emergeranno nel corso della tua operatività; pensa che ci sono aspetti del mio carattere che non conoscevo e che sono venuti alla luce proprio facendo trading sui mercati finanziari.

Oltre ad una analisi approfondita della propria personalità, per capire in primo luogo se sei capace e soprattutto disposto a mettere da parte il tuo ego per far posto alla rigida applicazione di schemi prefissati di trading (il c.d. piano di trading) occorre che tu comprenda bene che tipo di trader sei anche in relazione ad altri elementi, non meno importanti: anzitutto il capitale che hai a disposizione per il trading e gli obiettivi che vuoi conseguire, la tua propensione al rischio, il tempo che intendi dedicare a questa attività, i mercati che vuoi seguire e così via.

Naturalmente nei prossimi articoli ti aiuterò a rispondere a tutte queste domande ma una cosa è bene che tu abbia bene in mente prima di cominciare ad operare sui mercati finanziari: devi fare trading per guadagnare. Può sembrare ovvio ma non è così. Molti miei allievi mi hanno riferito di non avere le idee molto chiare sui motivi per cui avevano cominciato a fare trading, forse invogliati dalle tante, troppe  pubblicità (ingannevoli) di cui abbiamo già parlato che spuntano da ogni dove come funghi (velenosi), facendo oltretutto gran danni anche all’immagine di quei quei broker che invece svolgono seriamente il proprio compito; altri ancora che si, l’idea era chiaramente quella di guadagnare, ma che poi quasi immediatamente avevano cominciato a considerare il trading come un vero e proprio gioco, come una roulette in cui si fa una puntata aspettando che esca il numero fortunato o il colore prescelto.

In un prossimo articolo affronteremo proprio questo argomento: “il trading non è un gioco”, ma una vera e propria professione che, come tale, deve porsi anche (e soprattutto, degli obiettivi di guadagno.

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