Le migliori strategie di trading con l’indicatore On Balance Volume (OBV)

L’OBV è stato uno dei primi indicatori nella storia, ideato per misurare il flusso di volumi in entrata e in uscita da uno strumento finanziario. Scopri come fare trading con questo indicatore in questa guida di Bruno Moltrasio.

Cos’è l’indicatore OBV?

L’On Balance Volume (OBV) è stato sviluppato da Joe Granville e introdotto nel 1963 grazie alla pubblicazione del suo libro 'Granville’s New Key to Stock Merket Profits'.

L’indicatore misura la pressione di acquisto e di vendita supponendo vi siano correnti in acquisto e quindi volumi in entrata, nelle sedute rialziste, e ondate di vendite, e quindi volumi in uscita, nelle giornate ribassiste.

L’OBV in pratica misura il volume totale positivo o negativo di una seduta di contrattazione sommando i volumi del giorno in questione al valore dell'indice OBV del giorno precedente, nel caso in cui si è avuto un aumento del prezzo.

I volumi del giorno di osservazione vengono invece sottratti al valore dell'indice OBV del giorno precedente, nel caso in cui si sia avuta una seduta negativa.

Come si calcola l’indicatore On Balance Volume?

L’OBV è espressione della seguente formula:

SE[C0-C1]>0:I = +V
SE[C0-C1]<0:I = -V
OBV = OBV+I

Dove

I = valore del OBV del periodo precedente
CO = chiusura corrente
C1 = chiusura del giorno precedente
V = volume

Esempi pratici di trading con l’indicatore OBV

Vediamolo subito applicato al grafico del titolo Enel su base giornaliera

Come si può vedere dal grafico, l’indicatore segue bene l’andamento del titolo e può essere usato per individuare le divergenze fra l’indicatore e prezzi per anticipare il movimento del titolo o per confermare la tendenza in atto.

Grossville, infatti, osservava che i volumi anticipano i prezzi: l’OBV tende a salire quando i volumi nelle sedute rialziste superano i volumi delle sedute ribassiste. Mentre l’OBV scende quando il volume è più alto nelle giornate ribassiste. Dunque un OBV discendente riflette una pressione negativa del volume che porta a prezzi negativi.

Come detto prima Grossville ha notato, nei suoi studi, che l’OBV spesso anticipa i prezzi: ci aspettiamo che i prezzi continuino ad aumentare se l’OBV sale mentre i prezzi sono fermi o stanno ritracciando. Mentre possiamo attenderci che i prezzi continuino a calare se l’OBV scende mentre gli stessi sono fermi o stanno rimbalzando verso l’alto.

Il valore assoluto dell’OBV non è importante, piuttosto dobbiamo focalizzare la nostra attenzione sul movimento della linea dell’OBV.

Dobbiamo prima definire il trend dell’OBV, poi controllare se questo corrisponda alla tendenza attuale dei prezzi. Un consiglio per il miglior utilizzo dell’OBV è quello di controllare non solo i livelli di supporti e resistenze sui prezzi ma anche sulla linea dell’OBV.

La violazione di questi supporti e resistenze sulla linea dell’OBV possono essere usati come anticipatori di segnali della violazione dei supporti e delle resistenze sui prezzi.

Vediamo come utilizzare al meglio questo indicatore.

Divergenze rialziste e ribassiste

Le divergenze fra indicatore e prezzi possono essere usate per anticipare un cambiamento di tendenza. Questi segnali sono basati sulla teoria che l’andamento dei volumi anticipa il movimento dei prezzi.

Una divergenza rialzista si forma quando l’OBV forma minimi crescenti, o continua a salire, mentre i prezzi formano minimi decrescenti o continuano a scendere.

Una divergenza ribassista invece si forma quando l’OBV forma massimi decrescenti, mentre i prezzi formano massimi crescenti.

Queste condizioni ci devono mettere in allerta per un possibile cambio di tendenza.

Vediamo qualche esempio sul mercato reale per meglio comprendere quanto esposto sopra.

Nel grafico che segue vediamo realmente i concetti appena espressi:

Vediamo, tracciata in blu, la divergenza rialzista: mentre i prezzi effettuano minimi decrescenti, l’indicatore mette a segno minimi crescenti che indicano che il titolo potrebbe invertire la sua tendenza ribassista.

Vediamo poi come la linea dell’OBV attua un breakout del massimo precedente ancor prima che i prezzi mettano a segno il breakout del loro massimo precedente; questo spiega molto chiaramente il concetto riguardo le caratteristiche anticipatrici dell’indicatore.

Nel grafico che segue abbiamo invece una divergenza ribassista con massimi crescenti dei prezzi e indicatore che non riesce ad attuare massimi crescenti ma mette in atto una sorta di doppio massimo. Un’inversione che porta i prezzi verso un cambiamento di rotta abbastanza sostenuto.

Nell’esempio che segue abbiamo un ulteriore grafico con tutte le condizioni esposte in questo studio. Non dobbiamo necessariamente andare alla ricerca dell’inversione di tendenza, ma potrebbe essere utile in particolari condizioni avere più semplicemente la conferma della tendenza in atto come vediamo nella prima parte del grafico.

L’OBV rispetta fedelmente la tendenza ribassista in atto seguendo l’inclinazione dei prezzi.

Quando i prezzi sono maturi per un'inversione si forma una divergenza rialzista con una anticipazione di breakout.

Ovviamente possono poi essere cercate anche divergenze inverse, ovvero i casi in cui l’afflusso di denaro (volumi) in entrata e in uscita non trova analogo andamento sui prezzi, come nel caso del titolo ENEL già visto.

Nell’esempio sopra riportato vediamo infatti come l’indicatore salga più di quanto non facciano i prezzi dando luogo ad una divergenza inversa ribassista che porta il titolo da 4.20 a 3.50 con una discesa di oltre il 15%.

Come tutti gli indicatori che si sfruttino per individuare divergenze con i prezzi anche l’OBV va utilizzato come una sorta di ‘allarme’ per richiamare la nostra attenzione sulla possibile evoluzione futura dell’andamento del titolo, salvo poi demandare ad altre tecniche la ricerca puntuale del timing di entrata.

Un altro aiuto che ci può fornire l’On Balance Volume è relativo ai breakouts di fasi di congestione: l’On Balance Volume ci può aiutare a comprendere se il breakout di un determinato livello può essere attendibile o meno, vediamo come.

Nel grafico che segue riporto un grafico dove ho messo in evidenza una fase di consolidamento:

Come puoi vedere dopo una fase rialzista i prezzi si sono ingabbiati in una fase di consolidamento laterale. Nella parte bassa del range il prezzo tenta di rompere al ribasso un determinato livello per ben 4 volte, senza riuscirci, va poi a testare la parte superiore della congestione e torna nuovamente indietro verso la parte bassa e la viola momentaneamente. Nel momento in cui avviene il breakout al ribasso del lato inferiore della congestione ci chiederemo sicuramente se quel breakout possa considerarsi valido o meno. La risposta ce la può fornire l’andamento dell’On Balance Volume: basta disegnare minimi e massimi di congestione anche sull’indicatore e osservare se nel momento in cui i prezzi rompono al ribasso il lato inferiore della congestione anche l’On Balance volume rompe al ribasso i livelli di minimi e massimi creati in corrispondenza dei prezzi.

Come possiamo vedere nel momento in cui avviene il breakout del lato inferiore della congestione l’On Balance volume è ben lontano dal livello di minimo creato sul primo ritracciamento dei prezzi verso il basso, addirittura si crea una divergenza. Questo ci induce a pensare che quel breakout non sia in realtà un valido breakout.

Effettivamente il breakout risulta essere un falso breakout e i prezzi tornano a salire spingendosi rapidamente verso il lato superiore della congestione che viene rotto senza indugio.

Se osserviamo l’On Balance Volume in corrispondenza del breakout superiore della congestione da parte dei prezzi, ci accorgiamo che anche l’On Balance Volume effettua la rottura del lato superiore della sua congestione, confermando così la validità della rottura.

Come possiamo vedere dopo il breakout, confermato anche dal nostro indicatore i prezzi effettuano una sostenuta risalita, nella direzione del tendenza principale instaurata prima della congestione.

Possiamo dire che questo indicatore è un valido strumento che ci può aiutare a comprendere la genuinità o meno di determinati movimenti.

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L'autore della guida: Bruno Moltrasio

Avvocato, opera in Borsa dal 1998 come trader privato. Nel 1999 ha frequentato un Master di Analisi Tecnica dei Mercati Finanziari. È stato redattore e coautore di testi tra i quali 'Dal Trading Direzionale allo Spread Trading', nonché il fondatore dell'omonimo sito BrunoMoltrasio.eu, Culturafinanziaria.com, Universitrading.com e, non ultimo, Solospread.com. che tratta in modo specifico lo spread trading. Grazie ai suoi siti Bruno diffonde da anni l’analisi tecnica, quelle che considera le migliori strategie di trading e, soprattutto, quello che ritiene essere il corretto approccio psicologico e comportamentale ai mercati, per essere vincenti nel trading. È relatore in numerosi corsi, rivolti a privati e istituzionali, sull’analisi tecnica e sulle sue strategie di trading.

Data di pubblicazione : 2020-10-16T10:52:46+0100


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