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Inflazione nuova accelerazione in Italia e nella Zona Euro

Le pressioni inflazionistiche nell’area Euro e nel Bel Paese fanno registrare un dato superiore alle aspettative aumentando i timori di un inasprimento della BCE a luglio.

La situazione europea

A maggio le pressioni inflazionistiche nell’area euro hanno registrato un aumento all’8,1% anno su anno contro le previsioni ferme al 7,7%. Ad aprile, invece, l’indice dei prezzi al consumo si era attestato al 7,4%, lo stesso livello di marzo.

L’indice Core, invece, (che non tiene conto delle variazioni nei prezzi di alimentari ed energia) si ferma al 3,8% anno su anno contro le stime del 3,5% uguali a quelle del mese di aprile. Inoltre, l’incremento mese su mese risulta dello 0,8% rispetto allo 0,6% tra marzo e aprile.

Dunque, le pressioni inflazionistiche continuano a crescere e stanno raggiungendo i livelli monstre registrati negli Stati Uniti. Questi dati stanno spaventando i principali listini europei che perdono quasi un punto percentuale. Infatti, i mercati prevedono una manovra monetaria più restrittiva del dovuto da parte della Banca Centrale Europea con un possibile effetto sulla crescita delle attività economiche nel Vecchio Continente.

L’inflazione corre anche in Italia

Anche i dati sull’inflazione italiana non sono incoraggianti. L’ISTAT registra che l’indice dei prezzi al consumo è salito del 6,9% anno su anno rispetto alle aspettative ferme al 6,2%. Ad aprile, invece, l’inflazione era aumentata “solo” del 6% anno su anno, rallentando rispetto all’incremento del 6,5% a marzo.

Invece, l’inflazione armonizzata (dove il paniere di beni è equiparato a quello degli altri paesi UE) ha registrato un’accelerazione fino al 7,3% contro le previsioni del 6,8%. Inoltre, la crescita mese su mese si attesta allo 0,9% dimostrando come l’incremento sia dovuto prettamente ad esternalità legate al lato dell’offerta (rialzo delle materie prime conseguente al rimbalzo della domanda post pandemia ed alla guerra in Ucraina).

Quali saranno le mosse della BCE?

Un aumento elevato dei dati relativi alle pressioni inflazionistiche potrebbe inasprire il rialzo dei tassi di interesse previsto per luglio. Infatti, il governatore della BCE Christine Lagarde ha confermato che - se necessario - è pronta a frenare l’inflazione con un rialzo dei tassi maggiore. Questo potrebbe dunque avere forti ripercussioni sulla crescita economica in tutta l’Eurozona, gravemente indebolita dalle tensioni geopolitiche. Ricordiamo che nei giorni scorsi sia Lagarde che il capo economista della BCE Philip Lane hanno lasciato una roadmap sulle manovre della BCE ovvero la fine del piano di acquisti netti di titoli governativi a luglio e l’addio a tassi di interesse negativi a settembre.

I movimenti dei mercati

In mattinata, le Borse europee sono appesantite dai dati macroeconomici e scontano una politica monetaria più aggressiva sui tassi per il mese di luglio. L’outlook di breve termine risulta comunque negativo, considerate le esternalità che influiscono pesantemente sull’economia europea. E il forte aumento dei prezzi petroliferi nelle ultime sedute lasciano intendere che le pressioni inflazionistiche dal lato dell’offerta saranno per molto tempo molto forti.

Tuttavia, crediamo che l’isteresi (la reazione ritardata sull’economia reale) di un rialzo dei tassi di interesse possa riportare le pressioni inflazionistiche verso livelli più sostenibili per il sistema economico e migliorare le performance di medio termine dei mercati finanziari.

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