Le Doji

Vi sono alcuni tipi di candele giapponesi che spesso sono in grado di identificare importanti punti di svolta del mercato. Uno di questi pattern è la doji line.

Su grafici daily, le doji, spesso indicano l’inizio di un trend minore o intermedio, per cui riconoscere questo tipo di pattern può evitarci errori comuni quale quello di entrare al rialzo sui massimi di mercato o al ribasso sui minimi, oppure al contrario può fornirci valide indicazioni per prendere posizione proprio alla vigilia di un’importante inversione del trend.

Vi sono ben 4 tipi di candele doji: la classica figura doji che ha chiusura e apertura coincidenti e range abbastanza ristretto ed indica notevole indecisione. 

La seconda versione e la figura long-logged doji, caratterizzata sempre da apertura e chiusura coincidenti ma da un range notevolmente più ampio della doji classica. Questo pattern indica una marcata corsa al rialzo dei prezzi, respinti poi verso il basso, fino al livello di apertura da forti prese di profitto. Comportamento degli operatori, questo, che restituito graficamente dal nostro pattern candlestick indica estrema indecisione.

Dal punto di vista operativo questo pattern può essere sfruttato in abbinamento alle bande di bollinger di cui abbiamo già parlato in un altro articolo. Quando questa figura si verifica al di fuori delle bande di bollinger le probabilità di inversione del prezzo sono molto elevate.

Il terzo tipo di doji è la Gravestone Doji, una candela con apertura e chiusura coincidenti e una lunga coda superiore. Letteralmente “pietra tombale” dal nome possiamo dedurre quali sono le sue implicazioni.

Anche in questo caso abbiamo un notevole rialzo delle quotazioni poi respinte fortemente verso il basso, fino al prezzo di apertura da prese di profitto.

L’ultima versione di questo tipo di pattern è la Drangonfly doji che è la versione opposta della gravestone doji. In questo caso abbiamo un forte ribasso dei prezzi, subito dopo l’apertura, e poi notevoli prese di profitto che respingono il prezzo sul livello di apertura.

Operativamente questi due ultimi pattern sono poco sfruttabili, almeno secondo la mia esperienza, perché essendo la shadow molto pronunciata, risulta molto “costoso” posizionare lo stop al di sotto del pattern (nel caso di operazione rialzista) o al di sotto (nel caso di operazione rialzista).

Quando si verfica un pattern doji dobbiamo porre molta attenzione alla sua posizione, se ad esempio la doji line si verifica all’inizio di un trend sono basse le probabilità che possa invertire la tendenza in atto.

Ancora una volta possiamo associare l’utilizzo delle bande di bollinger per avere qualche indicazione operativa dal pattern doji.

Se, ad esempio, il pattern si verifica all’incirca nel mezzo delle bande, possiamo pensare più ad una pausa del mercato piuttosto che ad una inversione vera e propria.

Naturalmente non dobbiamo basare il nostro processo decisionale solamente su una singola doji, ma osservare il grafico nel suo complesso per ricavane maggiori indicazioni operative e ulteriori conferme. Quindi il verificarsi di una doji in prossimità di supporti o resistenze, oppure al test di trendline oppure ancora in appoggio a canali di prezzo, può essere una ulteriore conferma della significatività del pattern.

E’ poi importante attendere la barra (candela) successiva alla doji per avere una conferma della validità del pattern.

Di seguito un grafico con alcuni esempi reali.

  • Qui troviamo una figura doji nel mezzo di una breve fase di congestione, per cui poco significativa.
  • In questo caso la doji si verifica dopo una notevole discesa del prezzo e questo potrebbe portarci a pensare ad un potenziale inizio di correzione rialzista. Tuttavia la candela successiva smentisce questa ipotesi e il trend ribassista riprende. Di qui, ancora una volta, l’importanza di attendere una conferma dalla candela successiva alla doji.
  • La doji si verifica dopo un movimento di correzione di un primo movimento al rialzo e in questo caso il giorno successivo, con un apertura addirittura in gap, abbiamo la conferma che i prezzi sono pronti per invertire la tendenza ribassista in atto.
  • una long doji che si verifica dopo un breve trend rialzista. Ancora una volta la candela successiva, con la rottura del massimo della long doji, ci convince che la doji ha costituito solo una piccola pausa del trend rialzista in atto.

Nel grafico che segue abbiamo alcuni esempi della validità di questa figura, in quanto in molti punti i prezzi invertono la tendenza dopo il verificarsi del pattern.

Vediamo come nel primo caso la doji segna perfettamente l’esaurimento della correzione e la ripresa della tendenza ribassista  in atto.

Nel secondo caso abbiamo la stessa condizione, anche se lo sviluppo dei prezzi è stato un po’ più travagliato, la doji ha anticipato l’indecisione del  mercato e la ripartenza del trend primario.

Nel terzo caso una long doji ci indica l’esaurimento del movimento in atto anticipandoci la possibile inversione del trend.

L’operatività da adottare con questa figura è estremamente semplice. Si può entrare qualche tick al di sopra del massimo della figura in caso di operazioni rialziste, con stop sotto il minimo del pattern. Oppure si posiziona l’ordine short al di sotto del minimo della doji nel caso il pattern ci indichi l’imminente avvio di un trend  ribassista, con stop sopra il massimo della figura.

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