Usa-Cina: riprendono le trattative, Borse europee positive

Segnali positivi sul fronte commerciale, anche se permane la cautela. Meglio delle aspettative, ma comunque debole, l’indice Ifo tedesco

Timido ottimismo per le borse europee, che stamattina hanno aperto leggermente in rialzo. Alla base del segnale positivo, la ripresa delle trattative commerciali tra Cina e Stati Uniti. L’annuncio è arrivato ieri dal segretario al Tesoro statunitense, Steven Mnuchin, a margine dell’assemblea generale delle Nazioni Unite che si è tenuta ieri a New York. Le trattative, dopo lo stop della settimana scorsa, riprenderanno a ottobre e proseguiranno per due settimane.

La notizia arriva dopo le tensioni dei giorni scorsi, seguite all’annullamento di una visita di delegati cinesi alle fattorie in Montana e Nebraska. Interrogato dal presidente statunitense Donald Trump sui motivi di tale cambio di programma, Mnuchin ha parlato di una richiesta dell’amministrazione Usa, al fine di “evitare confusione sulle trattative”. “Sì, ma io voglio che comprino i nostri prodotti agricoli”, ha insistito Trump.

D’altra parte, la Cina si è impegnata proprio in questo senso: ieri il governo ha annunciato l’acquisto di circa 600 mila tonnellate di soia, da spedire tra ottobre e dicembre. I futures sulla soia hanno dunque subìto un netto rialzo. Secondo Mnuchin, l’annullamento della visita nelle fattorie statunitensi non sarebbe dunque un segnale troppo negativo: “Abbiamo semplicemente convenuto che il momento della visita non era quello giusto, la riprogrammeremo in futuro, dopo le trattative”.

La strategia della Cina

Nel frattempo, il presidente della banca centrale cinese Yi Gang ha dichiarato di voler mantenere una politica monetaria prudente, senza ricorrere a piani di “inondazioni di stimoli”. Escluse dunque misure di Quantitative easing o taglio dei tassi, per cui “al contrario di altre banche straniere, non c’è fretta”, secondo Yi.

Ciò si inserisce nella strategia della Banca Popolare Cinese di allinearsi agli standard internazionali. In occasione di una conferenza stampa sulla prossima cerimonia per il 70 anni dalla fondazione della Repubblica Popolare Cinese, Yi ha confermato tale indirizzo, adottando gli indicatori internazionali per la politica monetaria e misure per allinearsi ai requisiti di mercato. “Il limite al tasso azionario verrà completamente liberalizzato l’anno prossimo”, ha dichiarato Yi.

Il tasso di cambio dello yuan, sia reale che nominale, si è in effetti notevolmente apprezzato negli ultimi 25 anni. Inoltre, da quando ha aderito agli standard del Fondo Monetario Internazionale, la valuta si è stabilizzata, riflettendosi anche sul ruolo della Cina come partner commerciale – con ricadute positive soprattutto per i paesi in via di sviluppo.

Quali sono le previsioni per l’Europa?

La ripresa delle trattative commerciali tra Usa e Cina è una boccata d’aria fresca per gli indici europei, che ieri hanno scontato le notizie negative legate all’indice Pmi (ovvero la risposta dei direttori degli acquisti delle aziende), passato dal 43,5 di agosto al 41,44 di questo settembre.

Oggi l’indice Ifo tedesco si è attestato a 94,6 punti – in rialzo di 0,3 punti rispetto al mese scorso. Bene soprattutto la componente corrente, mentre segnali di incertezza sono arrivati da quella prospettica. La notizia non ha tuttavia scosso più di tanto le borse europee: a Milano, il Ftse Mib sale dello 0,26%, mentre il comparto delle materie prime segna un rialzo dello 0,75%. Quanto alle altre europee, lieve rialzo per il Dax (+0,25%) e per la Borsa di Parigi (+0,30), mentre Londra è invariata.

Stabile il cambio euro-dollaro, a 1,099.

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