Prezzo del petrolio in calo, per l’Opec la domanda scenderà a 5,4 milioni di barili al giorno entro giugno

Il report dell’organizzazione degli esportatori di petrolio non lascia troppe speranze per il 2020, sebbene i tagli alla produzione stiano già dando i propri frutti. Wti resta stabile intorno ai 25 Usd/b

È durato pochi giorni il rimbalzo del prezzo del petrolio da quando, all’inizio di maggio, sono entrati in vigore i tagli alla produzione stabiliti in sede Opec+ per far fronte all’iperproduzione (e conseguente crisi di stoccaggio) del greggio, scatenata dalla guerra dei prezzi che ha visto contrapporsi per tutto marzo Russia e Arabia Saudita.

Nelle ultime ore infatti il prezzo del petrolio è tornato a scendere al di sotto della soglia psicologica dei 30 dollari al barile, dopo che la pressioni per la riapertura dell’economia Usa ha spinto la task force degli esperti, guidati dal virologo della Casa Bianca Anthony Fauci, a mettere in guardia la prima economia mondiale sul potenziale rischio di una seconda ondata di contagi da Covid-19 la quale, dal punto di vista delle materie prime, potrebbe tradursi in un nuovo calo della domanda.

A quanto ammontano le scorte Usa?

Nel pomeriggio l’Energy Information Administration (Eia) ha annunciato un decremento delle scorte di petrolio statunitensi pari a 750 mila barili, rispetto a 4,147 milioni di barili stimati dagli analisiti. Migliora anche la situazione del principale sito di stoccaggio di Cushing, in Oklahoma, dove le giacenze sono diminuite di tre milioni. Si tratta del primo calo nelle scorte di petrolio Usa nelle ultime 16 settimane.

L’Eia ha inoltre alzato le stime per il prezzo del petrolio per il 2020 e il 2021. Secondo quanto illustrato nelle previsioni a breve termine sull’energia, il prezzo spot del Brent entro la fine del 2020 potrebbe tornare a sfiorare i 34,13 dollari al barile, mentre il West Texas Intermediate riuscirebbe a salire a 30,10 dollari al barile. Uulteriori rialzi entro il 2021: il Brent arriverà a 47,81 dollari al barile, il Wti a 43,62.

La domanda di greggio secondo l’analisi dell’Eia salirà a 92,6 barili al giorno nel 2020, in leggera diminuzione rispetto a quanto calcolato il mese scorso (95,5 milioni di barili), che supereranno i 100 nel 2021; di contro, la produzione di greggio Usa scenderà a 11,7 milioni di barili al giorno nel 2020, 10,9 nel 2021.

Quali misure sta adottando l’Opec?

Intanto anche l’Opec ha pubblicato oggi il proprio report mensile. Secondo l’organizzazione dei paesi esportatori di petrolio, il trimestre in corso è quello che sperimenterà il crollo più drammatico della domanda di petrolio. Si calcola una contrazione al livello globale pari a 5,4 milioni di barili al giorno, che diventano 9,1 per tutto il 2020.

Il rapporto menziona anche il taglio della produzione di 9,7 milioni di barili al giorno, stabilito lo scorso 10 aprile tra i paesi dell’Opec+ (la formazione originale allargata a Russia e altri alleati) con la partecipazione degli Usa, nel tentativo di contrastare l’eccesso di greggio in circolazione che, il mese scorso, ha trascinato il prezzo del barile al di sotto dello zero.

A quanto viaggia oggi il prezzo del petrolio?

Alla pubblicazione del report dell’Opec ha immediatamente seguito un leggero rialzo del prezzo del barile, che è arrivato a toccare 26,87 dollari (il Wti) e 30,89 dollari (il Brent). Il rimbalzo tuttavia è stato temporaneo: dopo poche ore il greggio è tornato ai livelli della vigilia e attualmente viaggia a 25,47 dollari al barile (Wti) e 29,50 (Brent).

A livello globale infatti il timore di una seconda ondata di contagi da Covid-19, altamente probabile (secondo gli esperti virologi della Casa Bianca) nel momento in cui gli Usa dovessero tornare alla normalità in tutti gli stati, così come già sta accadendo in Germania e in Asia (con contagi di ritorno anche nella città di Wuhan) fanno temere per la tenuta della domanda.

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