Le 3 azioni più interessanti da tenere d’occhio su Piazza Affari a luglio

Dopo le premature speranze di una ripresa a V post-coronavirus, tornano i ribassi sui mercati globali. Ecco tre titoli da monitorare nelle prossime settimane sull’azionario di Milano

L’ottimismo generale sulla ripresa post-coronavirus nelle ultime settimane ha provocato rialzi condivisi da tutti gli indici globali, ma troppo prematuri, cui il Ftse Mib non è andato esente. Se infatti all’inizio di giugno l’indice di Milano era tornato sopra quota 20 mila punti (l’8 giugno ha segnato quota 20.231 punti), poco ci è voluto affinché la paura per una nuova ondata di Covid-19 sgonfiasse le speranze degli operatori.

Difficile dunque pensare che luglio possa promettere di sfondare di nuovo la suddetta soglia, soprattutto in considerazione delle cattive notizie che continuano a tenere i mercati sotto pressione: non solo la pandemia globale che, dati dell’ultimo fine settimana, ha provocato oltre 10 milioni di contagi e mezzo milione di vittime in tutto il mondo, ma anche le minacce di dazi in arrivo dagli Stati Uniti (nei giorni scorsi s è parlato di 3,1 miliardi di dollari sulla merce proveniente da Unione Europea e Regno Unito) e i complicati rapporti tra Cina e Usa, con questi ultimi che continuano ad accusare Pechino per lo scoppio della pandemia di Covid-19 – ma, allo stesso tempo, confermando l’accordo commerciale tra le due superpotenze siglato a metà gennaio.

Nel frattempo, proprio a luglio sono attesi altri importanti appuntamenti sul listino milanese: ecco quali.

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L’aumento di capitale di Cattolica

È dello scorso 25 giugno che il colosso assicurativo Generali ha annunciato un accordo per una partnership strategica con Cattolica Assicurazioni che prevede anche l'ingresso nel capitale della compagnia veronese con una quota del 24,4%. L’accordo verterà principalmente su quattro settori: asset management, internet of things, business salute e riassicurazione.

Stando all’accordo, Cattolica avrebbe lanciato un primo aumento di capitale da 300 milioni riservato a Generali con un prezzo di emissione di 5,55 euro per azione, seguito da un ulteriore aumento fino a 200 milioni di euro, con diritto di opzione, a cui il leone di Trieste potrà partecipare in via opzionale.

Entrambe le operazioni avrebbero dovuto essere approvati da Cattolica entro il 15 luglio, mentre entro il 30 dello stesso mese la società assicurativa veronese dovrà approvare la propria trasformazione in Spa (anche questa stabilita nell’accordo) tramite un’assemblea straordinaria degli azionisti – trasformazione che dovrà avvenire entro il 21 aprile 2021.

L’aumento di capitale è in realtà stato già approvato durante il fine settimana, mentre proprio oggi si riunirà il cda per la trasformazione della compagnia veronese in Spa. La prima data utile per l'assise, secondo una fonte vicina alla situazione, è il 28 luglio.

Dal momento dell’annuncio, le azioni Cattolica sono schizzate di oltre il 43%, fino ad arrivare a quota 5,21 euro per azione; durante la settimana il titolo è gradualmente tornato a scendere, ma solo di quasi il 3%. Al momento, le quotazioni Cattolica viaggiano in rialzo del 2,64%, a 5,05 euro per azione.

Ben più modesto invece l’andamento di Generali, le cui azioni al momento segnano un rialzo dello 0,11% a 13,29 euro per azione.

Websim lascia ancora il giudizio sulle azioni Cattolica su neutrale, con target price a 5,60 euro.

La fusione Intesa Sanpaolo/Ubi Banca

Domani pomeriggio il comitato di presidenza e l'assemblea del Sindacato azionisti di Ubi Banca si incontreranno per analizzare l'offerta pubblica di scambio lanciata da Intesa Sanpaolo. Si tratta dell’ultima mossa all’interno del progetto di fusione dei due istituti finanziari, annunciato lo scorso febbraio ma dall’andamento ancora incerto.

Già il Car (Comitato azionisti di riferimento) di Ubi e il Patto dei Mille, che insieme costituiscono il 20% del capitale dell’istituto, hanno rifiutato l’offerta; domani tocca al Comitato di presidenza e gli azionisti storici di Ubi (l’8% del capitale). È l’ultimo organo ad esprimersi sulla questione: la riunione, prevista per inizio marzo, prima è slittata a causa del Covid-19, poi ancora è stato deciso di rimandarla, nell’attesa di poter contare su tutti i documenti rilevanti per valutare il progetto dell’offerta pubblica di scambio.

In settimana, presumibilmente tra giovedì e venerdì, si riunirà anche il cda di Ubi Banca, chiamato a esprimersi sulla congruità della proposta. L'ops arriverà quindi sul mercato il 6 luglio e si dovrebbe concludere il 28 dello stesso mese. La fusione potrebbe invece avvenire non prima del 2021. Nella seconda metà di luglio arriverà anche il parere dell’Antitrust sull’ops.

Proprio sul lasso di tempo che scorre tra l’ops e la fusione si concentra il giudizio di Equita sim, che sottolinea la differenza delle condizioni dell’offerta pubblica di scambio rispetto a quelle che si potrebbero verificare al momento della fusione vera e propria – e meno favorevoli. Equita mantiene su Intesa un giudizio buy e un target price di 2,2 euro, così come Kepler Cheuvreux.

Al momento, le azioni Intesa Sanpaolo viaggiano a quota 1,69 euro, in rialzo del 2,02%, mentre quelle Ubisegnano un rialzo del 2,32% a 2,9 euro.

Quale futuro per Diasorin?

Tra gli eventi in grado di tenere alta l’attenzione degli operatori a luglio resterà a fare da padrona la pandemia di coronavirus. Sul Ftse Mib ciò potrebbe tradursi con leggeri movimento sul settore farmaceutico e, dal punto di vista economico, sui titoli petroliferi, con il greggio particolarmente sensibile all’andamento della pandemia e, di conseguenza, dell’economia globale.

Tra i farmaceutici giù allora Diasorin, le cui sorti sono legate a stretto giro con quelle sulla ricerca di soluzioni (prima fra tutte, un vaccino) anti-coronavirus. Non a caso per Carlo Rosa, amministratore delegato della società, la sentenza del Tar che, lo scorso 8 giugno, ha annullato l'accordo con il Policlinico San Matteo rappresenta “un chiodo sulla bara della sperimentazione clinica in Italia, che crea un precedente pericolosissimo”.

La farmaceutica ha subito presentato ricorso al Consiglio di Stato, oltre a un’istanza cautelare di sospensione del provvedimento del tribunale amministrativo lombardo.

Al momento, le azioni Diasorin viaggiano a quota 168 euro, in ribasso dell’1,46%.

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