Indici globali frazionati, in Europa giornata di dati macro

Dopo aver archiviato un trimestre darecord, gli azionari tentano di proseguire al rialzo, nonostante le preoccupazioni per la pandemia di Covid-19. Prezzo dell’oro ai massimi dal 2011 a 1.800 dollari, bene intanto gli indici PMI

Le buone notizie in arrivo dall’economia cinese non bastano per mantenere tutti i principali azionari europei al di sopra della parità, in attesa dei dati macro di giugno, in grado di fornire nuovo sprint alle Borse che ieri hanno chiuso sottotono, dopo un trimestre da record.

Cosa dicono i dati macro in arrivo dall’Asia?

Continua spedita la ripresa economica cinese: dopo i buoni dati maro di ieri rilasciati dal Li Fung Research Centre sull’indice Pmi manifatturiero, 50,9 punti, oggi è il turno dei dati elaborati dall’istituto privato Caixin, che segna un incremento dell’indice dei direttori agli acquisti sempre nel settore manifatturiero a 51,2 punti, in rialzo rispetto ai 50,7 di maggio e comunque al di sopra della soglia dei 50 punti, se segna l’espansione economica.

Chiusura positiva dunque per le Borse cinesi, con Shanghai che avanza dell’1,38% e China A50 del 2,60%, mentre Shenzhen guadagna lo 0,84%. Buoni risultati anche nel resto dell’Asia, con Hong Kong in leggero rialzo dello 0,52%.

Debole invece il Kospi coreano, che perde lo 0,08%, ma soprattutto gli indici giapponesi, dopo il risultato negativo dell’indice Tankan sulla produzione manifatturiera del secondo trimestre (-27 punti; nel primo trimestre la perdita si era fermata a 11 punti). Il Nikkei perde così lo 0,11%, il più ampio Topix lascia sul terreno l’1,29%. Al calo della produzione industriale si aggiungono anche le preoccupazioni per l’espansione della pandemia di coronavirus.

Le ultime notizie dagli Usa

Per il numero uno della Federal Reserve statunitense, Jerome Powell, l’andamento dell’economia Usa è ancora “molto incerto”, riferendosi all’impatto della pandemia di Covd-19. Il presidente della Fed è stato ascoltato ieri alla commissione servizi finanziari della Camera dei Rappresentanti, nell’ambito della ricerca di un accordo all’interno del Congresso per un ulteriore pacchetto di stimoli fiscali – al momento il governo Usa ha messo a disposizione oltre tremila miliardi di dollari per la ripresa dell’economia Usa.

Chiusura positiva ieri per gli indici di Wall Street, che hanno messo a segno il miglior trimestre da oltre 20 anni: spinti dall’euforia (scarsamente giustificata) per una rapida ripresa post-Covid, infatti, il Dow Jones ha messo a segno il risultato migliore dal 1987, l'S&P 500 dal 1998 e il Nasdaq dal 2001. Al momento i futures viaggiano in rialzo (il Dj di 217 punti, l’S&P di 47,05 punti e il Nasdaq di 184,61 punti).

Sul mercato valutario prosegue in leggero rafforzamento il dollaro, sulla scia delle preoccupazioni per l’andamento della pandemia di Covid-19 negli Usa: il cambio EUR/USD si conferma in lieve calo, a 1,1224, ma ancora più forte è l’attrazione per gli operatori dello yen, con il cambio USD/JPYa 107,639. Resta debole la sterlina dopo che, ieri, il Pil del Regno Unito ha messo in evidenza un calo del 2,2% nel primo trimestre, con il cambio EUR/GBP a 0,906.

Mentre il prezzo del petrolio resta stabile, oscillando intorno ai 39 dollari per il Wti e ai 41 per il Brent, schizza in rialzo quello dell’oro, che ieri ha raggiunto il massimo da nove anni, superando la soglia del 1.800 dollari l’oncia.

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Cosa muoverà oggi i mercati in Europa?

Mattinata di dati macro per il Vecchio Continente, dove gli indici Pmi di giugno nel settore manifatturiero continuano a salire: in Germania segna 45,2 punti, in Francia 52,3, in Italia 47,5 (leggermente al di sotto delle aspettative, a 47,7 punti). Positivo inoltre il dato sul tasso di disoccupazione in Germania, al 6,4% (gli analisti avevano previsto non meno del 6,6%), con una variazione di 69 mila unità a giugno.

Alle prime battute della sessione, gli azionari europei si muovono in ordine sparso: Parigi perde lo 0,23%, mentre il Dax avanza dello 0,10%; Londra lascia sul terreno lo 0,14%, Milano invece guadagna lo 0,12% grazie per lo più a Buzzi Unicem (+,156% a 19,47 euro), Saipem (+1,13% a 2,24 euro) e AmplifonAmplifon (+1,1% a 23,97 euro).

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