Indici europei in forte calo, al via nuovo round di contrattazioni per la Brexit

Mentre gli azionari scontano gli effetti del crollo dei mercati asiatici, Londra e Bruxelles tornano a confrontarsi sull’uscita del Regno Unito dall’Ue – stabile il cambio EUR/GBP, dopo i forti ribassi di stamattina

Mattinata di appuntamenti per l’Unione Europea: nel giorno in cui ripartono i collegamenti interni all’area Schengen (mentre nel resto del mondo tornano a salire in maniera preoccupante i casi di Covid-19 – i rappresentati delle istituzioni europee incontrano in via telematica il premier britannico Boris Johnson dopo che quest’ultimo ha annunciato di non voler richiedere all’Ue a 27 un prolungamento del periodo di transizione.

Cosa sta spingendo al ribasso gli indici europei?

Le Borse europee hanno in parte ritracciato i ribassi con cui hanno aperto la prima sessione della settimana, ma non abbastanza per tornare sopra la parità (al momento la migliore è Piazza Affari, pur in ribasso dello 0,95%).

Nell’Eurozona stamattina i dati sulla bilancia commerciale di aprile hanno registrato un surplus di soli 2,9 miliardi di euro – laddove a marzo erano stati circa 28,2. Scende poi l’inflazione in Italia, che passa dallo zero a meno 0,2% a maggio (le aspettative erano per meno 0,1%).

Tra gli indici paneuropei, l’Eurostoxx 600 perde l’1,15%, a 350,08 punti (il minimo dal 29 maggio), con il comparto bancario in calo del’1,49%.

A pressare i listini del Vecchio Continente sono soprattutto le cattive notizie in arrivo da Asia e Stati Uniti sull’andamento della pandemia di coronavirus. Mentre gli Usa fanno i conti con un’impennata di nuovi contagi in Alabama, Texas, California e Florida, la situazione torna critica proprio in Cina, dove si sospetta un nuovo focolaio: il mercato di Xinfadi, alle porte di Pechino, grande circa venti volte quello del pesce di Wuhan (dove per la prima volta si è sviluppato il Covid-19), che finora avrebbe provocato il contagio di 36 persone. Le autorità hanno già chiuso i distretti attigui, undici, mentre si tenta di isolare le persone che hanno frequentato il mercato recentemente e alcune scuole tornano a chiudere i battenti.

Le Borse europee subiscono da una parte i crolli con cui i mercati asiatici hanno chiuso la giornata di oggi (Nikkei -3,47%, Kospi -4,74%, Shanghai -1,02%), dall’altro le cattive prospettive lasciate intuire dai futures statunitensi che, in apertura, viaggiavano in ribasso di oltre due punti percentuali – salvo poi osservare un cambio di direzione che, al momento, li porta verso rialzi dall’1,90% (Dow Jones) all’1,31% (S&P500).

Al momento in cui si scrive, Francoforte viaggia in calo dell'1,45%, Parigi segna un ribasso dell'1,35%, Londra perde l’1,15%, Milano lo 0,90%.

Cosa si prospetta per i negoziati sulla Brexit?

Verso la fine della scorsa settimana è tornata alla ribalta la questione della Brexit, con la presentazione, venerdì, della bozza di veto da parte dell’Ue a 27 qualora il Regno Unito non avesse accettato la proposta comunitaria in tema di norme di salvaguardia (soprattutto per quanto riguarda diritti di pesca e regolamentazione della concorrenza).

Nella stessa occasione, il Regno Unito ha rifiutato l’ipotesi di chiedere un (ennesimo) prolungamento dei negoziati - per cui avrebbe avuto tempo fino alla fine del mese: il che significa che, entro la fine del 2020, Londra dovrà essere fuori dall’Unione Europea, con o senza accordo.

Sull’opportunità o meno per entrambe le parti di un accordo, il dibattito è ancora aperto. Tuttavia, il fatto che dalla riunione di oggi le parti in causa hanno promesso di uscire con una fitta agenda di incontri da seguire durante l’estate fa propendere verso la prima ipotesi.

Nel frattempo però sul mercato valutario la sterlina ha perso all’apertura dei mercati circa lo 0,60% nei confronti dell’euro, con il cambio tra le due valute arrivato a quota 0,8970. La coppia valutaria è poi tornata leggermente a salire, stabilizzandosi nelle ultime ore – in attesa dell’esito del confronto – a 0,8979.

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