Indice IFO tedesco sale oltre le aspettative, migliora la fiducia delle aziende dopo allentamento post-coronavirus

Il coronavirus ha impattato sull’economia tedesca ben prima dello scoppio del focolaio in Europa, ma a maggio arrivano i primi segnali di ripresa. Recupera il cambio EUR/USD a 1,09, bene anche il Dax

L’allentamento delle restrizioni per contenere la pandemia globale di coronavirus inizia a dare i propri frutti: a maggio l’indice Ifo Information und Foschung), che misura il livello di fiducia delle aziende tedesche, è salito a 79,5 punti, ben oltre le attese di 76,8 punti e superiore al dato precedente, fermo a 74,3 punti.

Per Clemens Fuest, presidente dell’istituto, “Il morale delle aziende tedesche si è ripreso dopo il mese scorso, catastrofico. Le aspettative per i mesi successivi sono migliorate sensibilmente”.

Gli esperti restano comunque cauti: “L’economia tedesca vede la luce in fondo al tunnel” ha commentato Klaus Wohlrabe, economista all’Ifo, “ma siamo ancora molto lontani dall’ottimismo”.

Come si sta evolvendo la situazione economica post-coronavirus?

Rispetto al dato di aprile, sceso ai minimi storici da quando, nel 1991, l’istituto iniziò a monitorare il clima imprenditoriale tedesco, si tratta di un balzo avanti - che comunque non raggiunge il minimo registrato nel marzo del 2009 (quando si attestò ad 80 punti).

Eppure il dato rappresenta comunque un segnale positivo nella stessa giornata in cui, proprio a causa dell’impatto del coronavirus, il Pil tedesco è sceso del 2,2% nel primo trimestre 2020 rispetto agli ultimi tre mesi del 2019, confermando le aspettative di due settimane fa e facendo piombare la Germania in recessione. Wolhlrabe ha dichiarato di aspettarsi un crollo a doppia cifra nel secondo trimestre dell’anno.

Quanto ha impattato il coronavirus sull’economia tedesca?

D’altra parte, le previsioni non sono affatto rosee. Nell'intero 2020 si prevede una contrazione del Pil tedesco del 6,3%, mentre la Germania si prepara a fronteggiare la peggiore crisi economica da quella del 2008 – l’ultimo anno in cui si è verificata una contrazione così profonda del prodotto interno lordo trimestre su trimestre.

Secondo le statistiche, i settori che hanno trainato al ribasso il Pil tedesco sono stati la spesa dei consumatori, crollata del 3,2%; seguono gli investimenti da parte dell’industria in nuovi impianti e componenti e il crollo della bilancia commerciale nei primi tre mesi dell’anno, con le esportazioni scese del 3,1% e le importazioni dell’1,6%.

D’altra parte, il crollo dell'import aveva iniziato a farsi sentire ben prima dell’arrivo del virus in Europa. La Germania, locomotiva d’Europa ma da sempre dipendente dalle importazioni, ha scontato infatti lo stop alle attività produttive della Cina che, già da febbraio, ha implementato le prime misure di lockdown.

Il coronavirus è stato l’ultimo dei fattori che già stavano mettendo in crisi le importazioni tedesche, colpite sia dalla Brexit sia dalla guerra dei dazi tra Stati Uniti e Cina – che sembravano aver trovato un accordo commerciale, almeno per una “Fase 1” dei negoziati, a metà gennaio, messo però in dubbio proprio negli ultimi giorni quando, al continuo botta e risposta tra Washington e Pechino sulle responsabilità della pandemi globale, si sono aggiunte le rinnovate tensioni scatenate dalle prostese pro-democrazia a Hong Kong.

Alla luce di tutto ciò, già tra febbraio e marzo gli ordini all’industria tedeschi sono crollati del 9%, il calo peggiore dalla riunificazione.

Come ha reagito il Dax?

Resta ben intonata la Borsa di Francoforte dopo il dato migliore del previsto sul sentiment delle aziende tedesche e quello sul Pil, che per quanto negativo non ha disatteso le aspettative. Al momento, il Dax segna un rialzo dell’1,67%, a 11.256,54 punti.

Torna anche a rafforzarsi l’euro, con il cambio EUR/USD che supera di nuovo nel giro di poche ore la soglia di 1,09 e attualmente viaggia a 1,0901.

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