Italia in rosso: pesa il Def e il rischio livello spazzatura

Due eventi in agenda preoccupano il mercato: la presentazione della Legge di Bilancio a metà ottobre e il giudizio delle agenzie di rating entro fine mese.

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Fonte Bloomberg

Avvio di settimana non facile per Piazza Affari. Il listino italiano ha aperto in calo dell’1%, estendendo poi le proprie perdite di circa un punto e mezzo percentuale. Milano ha così scontato negativamente le tensioni sorte in seguito alla bocciatura informale da parte dell’Europa della nota d’aggiornamento del Documento di economia e finanze (Def).

Nel focus del mercato ci sono ora due eventi: la presentazione della Legge di Bilancio a metà ottobre e il giudizio delle agenzie di rating entro fine mese.

Il "no" categorico della UE

Una lettera da due pagine che fa seguito a quella inviata la scorsa settimana dal ministro all’Economia, Giovanni Tria, in cui si spiegavano alle Autorità comunitarie i cardini del Def.

"Il Def” si legge nella risposta del vicepresidente della Commissione, Valdis Dombrovskis,e del titolare agli Affari economici, Pierre Moscovici "sembra costituire a prima vista una deviazione significativa dal percorso di bilancio indicato dal Consiglio Ue il che è motivo di seria preoccupazione". "Chiediamo alle autorità italiane” hanno aggiunto gli stessi, “di assicurare che la manovra sia in linea con le regole fiscali comuni" della zona euro. L’Europa aveva già concesso all’Italia un allargamento del rapporto deficit Pil per l’anno 2019 pari all’1,6%, ben lontano dal 2,4% richiesto dall’esecutivo tricolore. I 40 miliardi complessivamente previsti dalla manovra, inoltre, risultano il doppio rispetto a quelli degli utlimi anni.

Tra i comparti più colpiti del listino italiano, quello finanziario: l'indice dei titoli bancari italiani ha ceduto il 2,71% sulle rinnovate tensioni politiche. A guidare la schiera dei ribassi, Banco BPM, BPER Banca e UBI Banca. Male anche UniCredit ed Intesa Sanpaolo. Apertura in asta di volatilità, infine, per Banca MPS.

Anche la moneta unica sconta negativamente le tensioni tra Roma e Bruxelles, mentre torna ad alzarsi lo spread, diretto in area 300.

Il Governo ha ora tempo fino al 15 ottobre per rivedere i propri numeri, presentando la Legge di bilancio per l’anno 2019 a Bruxelles, che darà il proprio parere entro due settimane. Se la commissione non si riterrà soddisfatta, l’Italia dovrà affrontare l’apertura di una procedura su debito e deficit.

"Non c'è stata alcuna bocciatura da parte dell'Ue” ha spiegato il Governo, “anche perché non è stata ancora avviata, né poteva esserlo, alcuna interlocuzione formale".

A spaventare il mercato è il giudizio delle agenzie americane di rating Standard & Poor’s e Moody’s, che si esporranno solo a chiusura del dossier sulla legge di bilancio. Il merito creditizio dell’Italia si trova ora due gradini sopra la soglia del non investment grade.

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