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SETTORE FINANZIARIO ITALIANO

Trimestrali finanziari Italia: banche, assicurazioni e risparmio gestito

Il settore finanziario italiano si avvicina alla stagione delle trimestrali del primo trimestre 2026 con fondamentali ancora solidi, ma con un contesto macro più incerto. Per i trader il focus non sarà solo sui numeri, ma soprattutto su guidance, tono del management e possibili revisioni delle attese.

Fonte: Bloomberg

Written by

Filippo A. Diodovich

Filippo A. Diodovich

Senior Market Strategist per IG Italia

Data di pubblicazione

Il settore finanziario italiano si presenta alla stagione delle trimestrali del primo trimestre 2026 partendo da basi ancora robuste. Dopo un 2025 chiuso con livelli elevati di redditività e capitale, banche, assicurazioni e società del risparmio gestito arrivano a questo appuntamento con fondamentali che, almeno per ora, restano solidi.

A nostro avviso, però, per il mercato il punto centrale non sarà tanto la fotografia del trimestre appena concluso, quanto il messaggio prospettico sul resto dell’anno. Per chi fa trading, infatti, la reazione dei prezzi si giocherà molto più su outlook, guidance e tono dei vertici che non sul semplice confronto tra risultati effettivi e consensus.

Banche, assicurazioni e asset manager: cosa aspettarsi dal primo trimestre

Sul fronte bancario, il primo trimestre dovrebbe mostrare ancora una buona resilienza dei ricavi, sostenuti da un margine di interesse che resta su livelli interessanti, da commissioni in recupero e da una qualità del credito che parte da condizioni nel complesso ordinate. Anche il comparto assicurativo dovrebbe evidenziare una tenuta soddisfacente, grazie a livelli patrimoniali elevati e a modelli di business diversificati.

Nel risparmio gestito, il trimestre potrebbe ancora beneficiare di reti distributive solide e di una domanda che, almeno nella prima parte dell’anno, ha continuato a privilegiare prodotti con una componente difensiva. Tuttavia, in questo segmento, più che i dati passati conteranno la tenuta dei flussi nei prossimi mesi, soprattutto se la volatilità dovesse restare elevata.

Iran, petrolio e inflazione elevata: i rischi macro per il settore finanziario

Nelle ultime settimane il quadro macro si è deteriorato in misura significativa. Le tensioni geopolitiche legate all’Iran stanno alimentando pressioni sui prezzi energetici, con il rischio di effetti a catena su inflazione elevata, crescita e fiducia di imprese e consumatori. Per l’Eurozona questo significa prospettive più fragili e un contesto di mercato che torna a essere più instabile.

Per il settore finanziario italiano si apre così una fase più delicata. Da un lato, tassi elevati per più tempo da parte della Banca centrale europea potrebbero continuare a sostenere parte della redditività bancaria. Dall’altro, una crescita economica più debole e mercati più nervosi potrebbero pesare su volumi, raccolta, qualità del credito e valutazioni di Piazza Affari. 

Guidance e tono del management: il vero market mover delle trimestrali

Riteniamo poco probabile una revisione formale e pesante della guidance già in questa tornata di conti. Più realistico, invece, appare un cambio nel tono della comunicazione aziendale: meno ottimismo, più prudenza. E per il trading questa differenza è cruciale.

Un gruppo può anche pubblicare risultati solidi, ma se il management adotta un linguaggio più cauto su secondo trimestre, costo del rischio, domanda di credito, flussi o redditività futura, il titolo può comunque subire prese di profitto. Al contrario, numeri solo discreti ma accompagnati da indicazioni rassicuranti sul resto dell’anno potrebbero sostenere nuovi allunghi. In questa fase, quindi, il driver principale non è solo il “beat or miss”, ma la capacità delle società di convincere il mercato sulla tenuta degli utili nei prossimi trimestri.

Trading banche italiane: UniCredit resta il nome più interessante

Tra i titoli bancari italiani, la nostra prima scelta in ottica trading resta UniCredit. Il gruppo continua a offrire un mix molto solido di redditività, capitale, disciplina sui costi e forte visibilità sulla remunerazione degli azionisti. In uno scenario di incertezza, questo profilo resta particolarmente interessante perché unisce qualità degli utili e capacità di assorbire eventuali shock macro.

Dal punto di vista operativo, UniCredit può continuare a essere uno dei titoli più reattivi del comparto in presenza di trimestrali superiori alle attese o di indicazioni rassicuranti sulla seconda parte dell’anno. Allo stesso tempo, proprio per il forte rerating già registrato, un messaggio prudente potrebbe innescare movimenti bruschi anche al ribasso. Per questo resta uno dei nomi più adatti a chi cerca volatilità e direzionalità da evento.

Intesa Sanpaolo tra i titoli più solidi per chi cerca resilienza

Accanto a UniCredit, continuiamo a vedere valore in Intesa Sanpaolo. Il gruppo si avvicina alle trimestrali con fondamentali robusti, forte generazione di capitale e una struttura dei ricavi più bilanciata rispetto ad altri player, grazie al contributo delle commissioni e delle attività assicurative.

In un contesto macro meno favorevole, questa diversificazione rappresenta un punto di forza importante. In chiave trading, Intesa potrebbe risultare meno esplosiva di altri titoli nelle giornate di fortissimo risk-on, ma più resiliente nei momenti di tensione. Proprio questa caratteristica la rende interessante per chi vuole restare esposto al settore bancario italiano con un profilo relativamente più difensivo.

Generali e Unipol: due assicurazioni da monitorare in Borsa

Nel comparto assicurativo, la nostra preferenza principale resta Generali. Il gruppo continua a mostrare una buona crescita operativa, una solida generazione di cassa e un’elevata visibilità sulla politica di remunerazione degli azionisti. In una fase in cui il mercato premia la qualità e la prevedibilità degli utili, Generali continua a rappresentare uno dei nomi più credibili del listino finanziario italiano.

Accanto a Generali, inseriremmo anche Unipol. Il titolo presenta caratteristiche diverse ma potenzialmente molto interessanti in ottica trading. La forte esposizione al business danni, la sensibilità al tema tariffe e la possibilità di beneficiare di una lettura più domestica e difensiva del business potrebbero renderlo uno dei nomi da seguire con attenzione, soprattutto se il mercato dovesse premiare società meno esposte alla volatilità dei flussi finanziari puri. In caso di trimestrale convincente e tono costruttivo del management, Unipol potrebbe attirare interesse proprio come alternativa assicurativa italiana meno “affollata” rispetto a Generali.

Azimut titolo da trading nel risparmio gestito

Nel risparmio gestito la nostra scelta va ad Azimut. In un contesto di mercato volatile, il titolo può offrire un profilo particolarmente interessante per il trading perché unisce forte sensibilità ai flussi, leva sui mercati e capacità di sorprendere in positivo o in negativo a seconda dell’andamento della raccolta e del sentiment sugli asset finanziari.

Rispetto a un titolo più stabile e meno direzionale, Azimut ha spesso una reattività superiore quando il mercato torna a scommettere sul comparto del wealth e dell’asset management. È quindi un nome da osservare con attenzione in occasione delle trimestrali e dei dati di raccolta, soprattutto se il management dovesse trasmettere fiducia sulla tenuta dei flussi nonostante l’aumento dell’incertezza macro.

Perché queste trimestrali possono muovere davvero il settore finanziario italiano

La vera particolarità di questa stagione delle trimestrali è lo scollamento crescente tra numeri che potrebbero restare ancora forti e aspettative che invece stanno peggiorando rapidamente. È esattamente in questi contesti che il mercato diventa più selettivo e che i titoli reagiscono con maggiore violenza a guidance, conference call e revisioni di scenario.

Per questo motivo, riteniamo che le prossime trimestrali del settore finanziario italiano possano offrire opportunità interessanti non solo in ottica di investimento, ma soprattutto in chiave trading. Più che guardare allo specchietto retrovisore dei risultati, sarà fondamentale capire quali gruppi riusciranno a convincere il mercato di poter difendere redditività e distribuzione agli azionisti anche in una fase di crescita più fragile e inflazione elevata.

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