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STAGIONE DELLE TRIMESTRALI

Intel alla prova della trimestrale: fonderia e nuovi chip decidono il futuro del titolo

Intel pubblicherà i risultati del 2T domani 23 luglio, dopo la chiusura di Wall Street. Dopo il fortissimo rialzo registrato nel 2026, ricavi e utili potrebbero non bastare: gli investitori vogliono capire se il rilancio produttivo del gruppo sta diventando un vero business.

Fonte: Bloomberg

Written by

Filippo A. Diodovich

Filippo A. Diodovich

Senior Market Strategist per IG Italia

Data di pubblicazione

 

Grande attesa per la trimestrale di Intel, che sarà pubblicata giovedì 23 luglio dopo la chiusura di Wall Street. La conference call con il management inizierà alle 23:00 italiane.

Il mercato si attende ricavi per circa 14,4 miliardi di dollari, all’interno della fascia indicata dalla società tra 13,8 e 14,8 miliardi. Il dato rappresenterebbe una crescita vicina al 12% rispetto ai 12,86 miliardi dello stesso periodo del 2025.

L’utile per azione rettificato dovrebbe attestarsi intorno a 0,20-0,22 dollari, sostanzialmente in linea con le indicazioni fornite da Intel. Il margine lordo rettificato, cioè la quota dei ricavi che rimane dopo aver sottratto i costi diretti di produzione, dovrebbe invece essere vicino al 39%.

Le aspettative sono quindi positive. Tuttavia, dopo la straordinaria corsa del titolo, una semplice conferma delle previsioni potrebbe non essere sufficiente per sostenere nuove accelerazioni.

Il precedente positivo del primo trimestre

Nel primo trimestre Intel aveva sorpreso nettamente il mercato, riportando ricavi per 13,58 miliardi di dollari, in crescita del 7,4% su base annua.

Ancora più evidente era stata la sorpresa sull’utile per azione rettificato, pari a 0,29 dollari contro una previsione di appena 0,01 dollari.

Il direttore finanziario Dave Zinsner aveva attribuito il miglioramento soprattutto a una politica commerciale e di prezzo più efficace. L’amministratore delegato Lip-Bu Tan aveva invece sottolineato il ritorno di centralità dei processori tradizionali nell’era dell’intelligenza artificiale.

Le CPU, vale a dire i processori principali presenti nei computer e nei server, continuano infatti a svolgere un ruolo fondamentale. Anche quando un sistema utilizza chip specializzati nell’intelligenza artificiale, servono CPU per coordinare le operazioni, gestire i dati ed eseguire concretamente le richieste degli utenti.

Questa dinamica ha sostenuto la divisione Data Center & AI, che nel primo trimestre ha registrato una crescita del 22%, raggiungendo ricavi per 5,1 miliardi di dollari.

Il numero più importante sarà quello della fonderia

Il dato probabilmente più osservato non sarà però quello relativo all’utile, ma il fatturato della cosiddetta fonderia esterna.

In termini semplici, Intel non vuole più limitarsi a progettare e produrre chip per i propri computer e server. Il gruppo punta anche a costruire semiconduttori progettati da altre società, offrendo un servizio simile a quello che oggi rappresenta il principale business della taiwanese TSMC.

Nel primo trimestre questa attività aveva generato ricavi per appena 174 milioni di dollari. Una cifra ancora molto contenuta rispetto alle dimensioni complessive del gruppo.

La trimestrale dovrà quindi mostrare se Intel sta realmente riuscendo ad attirare clienti esterni oppure se il rilancio della produzione rimane, per il momento, soprattutto una promessa.

Un’accelerazione significativa rispetto ai 174 milioni del trimestre precedente rappresenterebbe probabilmente il segnale più importante dell’intera pubblicazione.

Perché il processo 18A è così importante

Al centro della strategia industriale di Intel c’è il nuovo processo produttivo denominato 18A.

Il nome può sembrare molto tecnico, ma il concetto è relativamente semplice: si tratta di un nuovo metodo per costruire chip più piccoli, potenti ed efficienti dal punto di vista energetico.

Più Intel riesce a produrre questi chip senza difetti e in grandi quantità, più il processo diventa economicamente conveniente e interessante per i potenziali clienti.

Le cosiddette rese produttive sarebbero salite dal 65% all’85%. Ciò significa che, su 100 chip prodotti, circa 85 risulterebbero utilizzabili, contro i 65 del trimestre precedente. È un miglioramento importante, perché riduce gli scarti e abbassa il costo medio di ogni chip funzionante.

Il nuovo processo viene utilizzato per prodotti come Panther Lake, il primo processore Intel per notebook realizzato con la tecnologia 18A, già entrato nella fase delle spedizioni.

A giugno Intel ha inoltre avviato la produzione sperimentale di una versione più avanzata, denominata 18A-P.

Gli investitori cercheranno indicazioni sull’andamento della produzione, sui costi e soprattutto sull’eventuale ingresso di nuovi clienti. Qualsiasi aggiornamento positivo sui processi 18A e 14A potrebbe rafforzare la credibilità del piano industriale.

Una svolta ancora da completare

Nonostante i progressi operativi, il punto di partenza rimane complesso.

Nell’anno fiscale 2025 Intel ha accumulato perdite contabili vicine a 19 miliardi di dollari. Anche nella prima parte del 2026 il gruppo ha continuato a registrare risultati negativi a livello contabile, soprattutto a causa delle ristrutturazioni e degli ingenti investimenti necessari per rilanciare gli impianti produttivi.

La società sta quindi migliorando, ma non ha ancora completato la trasformazione.

Per giustificare la forte rivalutazione del titolo, Intel dovrà dimostrare che gli investimenti effettuati negli ultimi anni stanno iniziando a generare ricavi, nuovi contratti e margini più elevati.

Il ruolo dei grandi azionisti

La composizione dell’azionariato rende inoltre la possibile reazione del titolo meno prevedibile rispetto al passato.

Tra i principali investitori figurano il governo statunitense, Nvidia e SoftBank, entrati nel capitale a prezzi molto inferiori rispetto alle quotazioni attuali.

Il governo americano possiede una quota vicina al 10%, acquistata attraverso operazioni collegate anche ai finanziamenti del CHIPS Act. Nvidia ha investito circa 5 miliardi di dollari, mentre SoftBank ha messo sul tavolo circa 2 miliardi.

Si tratta di azionisti con un orizzonte strategico e industriale, non necessariamente interessati a vendere la partecipazione dopo una singola trimestrale deludente.

La loro presenza potrebbe quindi limitare parte della pressione ribassista strutturale, anche se non può impedire una forte correzione del titolo in caso di risultati o previsioni inferiori alle attese.

Un titolo reduce da una corsa eccezionale

Intel arriva all’appuntamento dopo una performance straordinaria. Il titolo ha guadagnato circa il 163% da inizio 2026, dopo il rialzo dell’84% registrato nel 2025.

Il 22 giugno le azioni hanno raggiunto il massimo storico in chiusura a 140,94 dollari, prima di subire una correzione di circa il 17%.

Il recente arretramento ha parzialmente ridimensionato le valutazioni, ma le aspettative incorporate nei prezzi restano elevate. Una trimestrale semplicemente in linea potrebbe quindi non essere sufficiente a riattivare immediatamente il trend rialzista.

Il mercato delle opzioni segnala un possibile movimento vicino al 15% in una direzione o nell’altra dopo i risultati, superiore alla variazione media storica di circa il 12,4%.

Gli operatori si preparano quindi a una reazione particolarmente violenta.

Analisti ancora divisi su Intel

Il consenso degli analisti rimane prudente, con una netta prevalenza di giudizi neutrali.

Su 46 analisti che seguono il titolo, 11 esprimono un giudizio “Strong Buy”, uno “Moderate Buy”, 32 consigliano di mantenere le azioni e due indicano “Strong Sell”.

Anche i prezzi obiettivo mostrano una forte dispersione. Le valutazioni si muovono indicativamente tra i 65 dollari e i 155 dollari, mentre il target medio si colloca nell’area compresa tra 100 e 114 dollari.

La distanza tra le diverse stime riflette soprattutto l’incertezza sul futuro della fonderia. Il valore di Intel potrebbe cambiare radicalmente qualora il gruppo riuscisse a diventare un produttore rilevante anche per altre aziende.

Gli scenari dopo la trimestrale

Scenario rialzista

Una crescita significativa dei ricavi della fonderia esterna, un margine lordo superiore al 39% e previsioni positive per il terzo trimestre potrebbero favorire un nuovo recupero del titolo.

Indicazioni su nuovi clienti o contratti legati ai processi 18A e 14A rafforzerebbero ulteriormente lo scenario positivo.

In questo caso, le quotazioni potrebbero muoversi verso la parte superiore della fascia implicita nelle opzioni, con il massimo storico di 140,94 dollari come principale riferimento.

Scenario ribassista

Ricavi della fonderia ancora deboli, un margine inferiore alle attese o una guidance prudente potrebbero invece innescare nuove prese di profitto.

Dopo il fortissimo rialzo registrato negli ultimi mesi, il titolo risulta infatti particolarmente vulnerabile a eventuali delusioni.

La parte inferiore della fascia di movimento del 15% indicata dal mercato delle opzioni rappresenterebbe il primo riferimento per valutare l’ampiezza di una possibile reazione negativa.

Cosa osservare nei conti di Intel

Ricavi e utile per azione offriranno una prima indicazione sulla solidità del trimestre, ma non saranno probabilmente sufficienti per determinare la direzione del titolo.

Gli investitori concentreranno l’attenzione soprattutto su cinque elementi:

  1. i ricavi della fonderia esterna rispetto ai 174 milioni del trimestre precedente;
  2. il margine lordo rettificato rispetto all’obiettivo del 39%;
  3. le previsioni sui ricavi e sui margini del terzo trimestre;
  4. eventuali nuovi clienti e aggiornamenti sui processi produttivi 18A e 14A;
  5. la crescita della divisione Data Center & AI dopo il +22% registrato nel primo trimestre.

La vera domanda non è quindi soltanto se Intel abbia chiuso un buon trimestre. Il mercato vuole capire se il gruppo stia finalmente trasformando la propria superiorità tecnologica promessa in capacità produttiva, clienti e ricavi reali.

Highlights

 

 

  • Intel dovrebbe riportare ricavi trimestrali vicini a 14,4 miliardi di dollari, in crescita di circa il 12% rispetto allo scorso anno.

  • Il mercato guarda soprattutto ai ricavi generati dalla produzione di chip per aziende esterne.

  • Il nuovo processo produttivo 18A rappresenta il principale banco di prova della strategia industriale del gruppo.

  • Le opzioni segnalano la possibilità di un movimento del titolo vicino al 15% dopo la pubblicazione dei risultati.

  • Dopo il rally da inizio anno, una guidance debole potrebbe favorire nuove prese di profitto.

 

Grafico Daily Intel

Analisi Tecnica Intel

Le quotazioni stanno provando a reagire, ma il rimbalzo appare al momento ancora troppo debole per modificare un quadro tecnico di medio-breve periodo che resta ribassista. A nostro avviso, il cedimento del supporto a $96,77 potrebbe creare i presupposti per una discesa verso $90, minimo del 17 luglio e ultimo riferimento utile per evitare un affondo più profondo verso $80.

Scenario differente, invece, in caso di deciso superamento di $110. La rottura di questa resistenza darebbe maggiore forza al tentativo di recupero, aprendo spazio verso il successivo obiettivo rialzista a $115,35.

Scenari

Ribassista (principale):
sotto $96,77 → possibile discesa verso $90;
sotto $90 → spazio per un affondo verso $80.

Rialzista (alternativo):
sopra $110 → possibile estensione del recupero verso $115,35.

Il quadro tecnico di Intel resta fragile alla vigilia della trimestrale. La perdita di $96,77 confermerebbe la pressione ribassista, con obiettivi a $90 e $80. Solo una decisa vittoria sopra $110 migliorerebbe l’impostazione, rilanciando il titolo verso $115,35.

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