STAGIONE DELLE TRIMESTRALI
La trimestrale di Tesla arriva in un momento delicato: il mercato vuole capire se il rallentamento delle consegne peserà su ricavi e utili, ma soprattutto cerca indicazioni credibili su margini, domanda e sviluppi di FSD, Robotaxi, batterie e Optimus.
Tesla pubblicherà i risultati del 1T 2026 domani, mercoledì 22 aprile, dopo la chiusura di Wall Street. Nello stesso giorno il management terrà anche la consueta sessione di confronto con gli analisti, indicata dalla società per le 23,30 ora italiana. Per il mercato sarà quindi un doppio appuntamento: prima il dettaglio dei numeri, poi il confronto diretto con il management sull’andamento del business e sulle prospettive dei prossimi trimestri.
Secondo il consensus il mercato si aspetta nel primo trimestre:
Sul fronte adjusted, il consensus indica un EPS non-GAAP medio di 0,33 dollari. Si tratta di attese che fotografano un trimestre più debole rispetto ai livelli visti nell’ultima parte del 2025, e proprio per questo il focus non sarà soltanto sul confronto con il consensus, ma anche sulla qualità del mix tra auto, energia e servizi.
Il punto di partenza di questa trimestrale è noto: nel primo trimestre Tesla ha consegnato 358.023 veicoli, contro una media consensus sulle consegne di 365.645 unità pubblicata in precedenza dalla stessa società. In altre parole, il dato operativo è arrivato sotto le attese del sell-side, e questo spiega perché il mercato si presenti alla trimestrale con aspettative prudenti su ricavi automotive, leva operativa e profittabilità. La società ha anche comunicato di aver prodotto 408.386 veicoli e di aver distribuito 8,8 GWh di sistemi di energy storage, dato che aiuterà a capire quanto il segmento energia possa compensare la debolezza del business auto.
A nostro avviso, il vero market mover potrebbe essere soprattutto l’outlook. Già nell’update del quarto trimestre 2025 Tesla aveva indicato il 2026 come un anno di ulteriore investimento nell’infrastruttura necessaria a sostenere clean energy, trasporti e robot autonomi, con il ramp di sei nuove linee produttive tra veicoli, robot, storage energetico e batterie. Questo significa che il mercato vorrà capire se il gruppo confermerà una narrativa di crescita aggressiva, anche a costo di accettare maggiore pressione su capex e free cash flow nel breve termine.
Uno dei passaggi chiave della preview resta quello dei margini. Nell’ultimo trimestre 2025 Tesla aveva riportato un GAAP gross margin del 20,1% e un operating margin del 5,7%, livelli migliori rispetto a quelli registrati in Q1 2025. Ora però il consensus sul primo trimestre 2026 indica un ritorno a margini molto più compressi, con gross margin atteso al 17,5% e operating margin al 2,5%. È qui che si giocherà una parte importante della reazione di mercato: se la pressione sui margini dovesse risultare più intensa del previsto, il titolo potrebbe leggere la trimestrale come un segnale di rallentamento della redditività; viceversa, una tenuta superiore alle attese sarebbe probabilmente interpretata come prova di maggiore disciplina industriale e commerciale.
Accanto ai numeri, il mercato continuerà a guardare con enorme attenzione a FSD e Robotaxi. Nell’update di fine 2025 Tesla ha spiegato di aver iniziato i test di Robotaxi senza conducente ad Austin già a dicembre, con una progressiva rimozione del safety monitor a gennaio su base limitata, e ha indicato ulteriori espansioni previste nel primo semestre 2026 in città come Dallas, Houston, Phoenix, Miami, Orlando, Tampa e Las Vegas. Sempre la società ha sottolineato che gli abbonamenti mensili a FSD (Supervised) hanno continuato a crescere e che nel 2025 sono più che raddoppiati. Per il mercato, quindi, sarà cruciale capire se questi progetti stanno davvero iniziando a trasformarsi da semplice promessa tecnologica a leva concreta di monetizzazione futura.
Un altro fronte da seguire con attenzione è Optimus. Tesla continua a presentare il robot umanoide come uno dei pilastri della propria strategia di lungo termine, in un quadro in cui il gruppo punta a investire nel 2026 anche nello sviluppo di robot autonomi e nel ramp di nuove linee produttive. Siamo ancora in una fase iniziale, ma per il mercato il punto non è tanto il contributo immediato ai ricavi quanto il peso crescente che Optimus ha nella valutazione prospettica del gruppo. Ogni aggiornamento concreto su tempi, supply chain e industrializzazione potrà quindi avere un impatto importante sul sentiment
Nel trimestre appena chiuso, il business energia potrebbe rappresentare ancora una volta uno degli elementi più interessanti del conto economico. Tesla aveva chiuso il Q4 2025 con ricavi energy generation and storage pari a 3,84 miliardi di dollari, in crescita del 25% su base annua, e nel primo trimestre 2026 ha già comunicato deploy di storage per 8,8 GWh. Inoltre, la società aveva indicato ulteriori sviluppi industriali nel 2026 tra Megapack, LFP e produzione di celle 4680 in Texas e Nevada. Per questo nella trimestrale conterà molto capire se il segmento energy stia confermando il ruolo di secondo motore di crescita del gruppo, attenuando la dipendenza dai soli volumi automotive.
Nella conference call a nostro avviso sono cinque aspetti da valutare con particolare attenzione.
In sintesi, non basterà un semplice “beat” o “miss” su EPS: il mercato vuole capire quale Tesla uscirà da questo 2026, se ancora principalmente auto-elettrica o sempre più piattaforma integrata tra AI, software, energia e robotica
Le quotazioni di Tesla hanno mostrato una reazione significativa a partire dal 9 aprile, dopo tre mesi di forti ribassi, arrivando a toccare un picco a $409 nella seduta di venerdì scorso. In attesa della pubblicazione dei risultati trimestrali, il quadro tecnico di breve appare in miglioramento, ma necessita ancora di conferme.
A nostro avviso, l’eventuale superamento della resistenza a $409 potrebbe rappresentare il segnale utile per ridare slancio alla spinta rialzista e creare i presupposti per un’estensione del recupero verso i successivi obiettivi collocati a $416,36 e $436,34, rispettivamente massimi dell’11 marzo e dell’11 febbraio.
Indicazioni negative arriverebbero invece con il cedimento del supporto a $385, minimo del 17 aprile e area di transito dell’EMA 50. La perdita di questo livello potrebbe infatti rappresentare il preludio a una nuova fase di debolezza verso $367,80.
Rialzista (principale):
sopra $409 → possibile estensione del recupero verso $416,36;
sopra $416,36 → spazio per un allungo verso $436,34.
Ribassista (alternativo):
sotto $385 → possibile discesa verso $367,80.
Il quadro tecnico di breve di Tesla mostra segnali di recupero dopo la reazione avviata a inizio aprile, ma per consolidare il miglioramento servirà il superamento di $409. Solo oltre questa soglia il titolo potrebbe avere spazio per un’estensione verso $416,36 e $436,34. Al contrario, la perdita di $385 indebolirebbe nuovamente l’impostazione, riportando il focus sul supporto successivo a $367,80.
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