Le valute emergenti da tenere d'occhio

Nel Forex, le valute dei mercati Emergenti (come real brasiliano, rublo russo e renminbi cinese), a causa delle rapide oscillazioni delle quotazioni, sono più volatili rispetto alle valute dei Paesi più sviluppati. In questo articolo andremo a vedere quali sono le valute emergenti più rilevanti e come fare trading su questi mercati.

valute dei paesi emergenti

Quali e cosa sono le valute emergenti?

Le valute emergenti sono quelle che appartengono ai ‘mercati emergenti’ (EM) - un termine senza una precisa definizione, ma che si applica ai paesi che sono tuttora in transizione dalla condizione di paese ‘in via di ‘sviluppo’ a paese ‘sviluppato’. Si tratta di stati che hanno già alle spalle diversi anni di solido sviluppo economico e che dovrebbero continuare a crescere rapidamente, sperimentando un periodo di transizione, politica, sociale e demografica, che faciliterà la loro integrazione globale con altre economie.

Al giorno d’oggi non abbiamo una lista di mercati emergenti universalmente riconosciuta, enti come il FMI, il FTSE, Goldman Sachs, Morgan Stanley, JPMorgan, Dow Jones, Russell e la Columbia University usano parametri leggermente diversi nella categorizzazione dei paesi come mercati emergenti. Tuttavia, si intendono per paesi emergenti: il Brasile, la Russia, l’India, la Cina e il Sudafrica- chiamati con l’acronimo ‘BRICS’. Invece, come valute emergenti consideriamo: However, the countries most commonly thought of as emerging are Brazil, Russia, India, China and South Africa – now collectively known by the acronym ‘BRICS’. The following are therefore generally considered to be emerging market currencies:

  • Real brasiliano (BRL)
  • Rublo russo (RUB)
  • Rupia indiana (INR)
  • Renminbi (CNH)
  • Rand sudafricano (ZAR)

Andiamo a vedere i tassi di cambio dei BRICS e a evidenziare le coppie di valute nel forex che potreste prendere in considerazione quando fate trading.

Real brasiliano (BRL)

Il real brasiliano è la valuta ufficiale del Brasile ed è la diciannovesima più scambiata a livello globale, con un volume di 51 miliardi US$ nel 2016. È stata varata il 1 luglio 1994 come parte del ‘Plano Real’, un piano per stabilizzare e far crescere l’economia brasiliana e porre fine all'iperinflazione durata 14 anni. A partire da quella data, l’economia brasiliana è cresciuta più del 2,5% in media all’anno. Il suo prodotto interno lordo è di 2050 miliardi di dollari USA.

Il real ha subìto una sostanziale fluttuazione negli ultimi anni a causa dei mutamenti politici ed economici. Il Paese è caduto in recessione tra il 2015 e il 2016 dopo il calo dei prezzi delle materie prime e della crisi politica che ha visto il Presidente, Dilma Rousseff, messo in atto di accusa (il cosiddetto impeachment) per essere coinvolta nello scandalo di tangenti alla compagnia petrolifera statale Petrobas.

USD/BRL (dollaro USA contro real brasiliano) 2014-2018

Il Paese ha ripreso a crescere al tasso di 1% nel 2017, resta però da vedere se il peggio sia passato. La fiducia degli investitori è rimasta bassa nella prima metà del 2018, con un calo del real rispetto al dollaro. In ogni caso, il governo sta introducendo ora politiche pensate a far crescere gli investimenti e il commercio internazionale per dare una spinta all’economia - un’area di crescita potenzialmente entusiasmante, considerati i consumi domestici per più del 83% del PIL brasiliano. Nel caso avesse successo potrà apprezzarsi rispetto alle altre maggiori valute.

Mercati da tenere d'occhio: USD/BRL e USD/BRL

Rublo russo (RUB)

Il rublo russo è la valuta ufficiale della Federazione Russa e la diciassettesima più scambiata a livello globale, con un volume giornaliero di 58 miliardi di dollari USA. Il primo rublo apparve già nel XIII secolo, mentre quello moderno è stato emesso dalla Banca della Russia nel 1991 dopo il collasso dell’Unione Sovietica. È stato poi rivalutato tra il 1999 e il 2001 a causa di un’inflazione incalzante. Il tasso scelto è stato quello di 1 a 1000 - che significa che una nuova banconota del rublo equivaleva a 1000 della sua vecchia controparte.

In seguito alla ridenominazione della valuta, l’economia della Russia crebbe in media del 4% all’anno con un PIL equivalente a 1500 miliardi di dollari USA. Questo la rese l’undicesima economia mondiale secondo la Banca Mondiale, e undicesima per il Fondo Monetario Internazionale (a causa delle differenze di metodologia usata per determinare il PIL). La sua economia è notevolmente dipendente dall’esportazione di materie prime, carbone, petrolio e gas naturali, perciò il valore del rublo è spesso correlato al prezzo delle materie prime. Durante il 2014 e il 2015, per esempio, la Russia entrò in recessione e il rublo scese rispetto al dollaro. Questo avvenne a causa del crollo di prezzo di petrolio e delle sanzioni economiche imposte alla Russia, per l’annessione della Crimea e l’intervento militare in Ucraina.

USD/RUB (dollaro USA contro rublo russo): 2014-2018

Il Paese è tornato a crescere nel 2017 con un PIL dell’1,5%. La Russia sta crescendo grazie alla politica di ‘sostituzione delle importazioni’, con cui ha in piano la sostituzione dell’importazione estera con i beni propri. L’idea è di far crescere la domanda dei beni interna, la quale si raggira attorno al 70% del PIL, per tamponare in futuro le fluttuazioni del prezzo delle materie prime e delle sanzioni internazionali. In caso di riuscita, il rublo potrà apprezzarsi contro le maggiori valute.

Mercati da tenere d'occhio : USD/RUB e EUR/RUB

Rupia indiana (INR)

La Rupia indiana è la valuta ufficiale della Repubblica dell’India. È la diciottesima valuta più scambiata globalmente, con una media di volumi giornaliera di 58 miliardi di dollari USA. The rupee can be traced back to a silver coin called the rupiya, issued by Sher Shah Suri between 1540 and 1545, with a version of the Indian currency in use ever since. Today it is issued by the Reserve Bank of India under the RBI Act 1934.

Nonostante questo, negli ultimi cinque anni, la rupia ha perso valore rispetto al dollaro. Questo perché il Paese importa la maggior parte del petrolio greggio, che viene prezzato in dollari. Oltre a questo. L’India ha dovuto anche far fronte ad eventi sfavorevoli come la crisi del mercato del credito (ossia, prestiti bancari) dovuto all’innalzamento del debito insoluto, come a diversi shock di breve termine derivanti dalla politica di Stato. Si tratta della ‘demonetizzazione’ di diverse banconote nel 2016, che le rese invalide nel corso di una notte- un problema di notevole rilevanza per un Paese dipendente dal contante come India, o l’introduzione di tasse sui beni e sui servizi (GST).

USD/INR (dollaro USA contro rupia Indiana) 2013-2018: 2013-2018

Nonostante questi problemi, le prospettive per l’India sono generalmente positive e la sua economia sembra avviata verso una crescita rapida nell’arco dei prossimi cinque anni. Tale previsione sarà particolarmente probabile qualora il governo riuscisse ad incentivare le imprese, sviluppare il settore energetico per ridurre la dipendenza dall’importazione, migliorare le infrastrutture e incoraggiare gli investimenti stranieri.

Mercati da tenere d'occhio : USD/INR and GBP/INR

Renminbi cinese (CNH)

Il Renminbi è la valuta ufficiale della Repubblica della Cina e l’ottava più scambiata a livello globale, contando una media di volumi giornaliero di 260 miliardi di dollari USA nel 2016. È spesso indicata come ‘yuan’, una sottounità di renminbi. La valuta fu emessa prima dalla Banca popolare della Cina nel 1948, più o meno un anno prima che il paese diventasse Repubblica Popolare Cinese. Il PIL dello Stato è cresciuto in media annualmente del 9,1% tra 1998 e 2017. La Cina è la seconda più grande economia del mondo con un PIL di 12 000 miliardi di dollari secondo il Fondo Mondiale Internazionale e la Banca Mondiale. I critici tuttavia suggeriscono che questa crescita sia stata alimentata dalle politiche monetarie di Pechino che hanno mantenuto la valuta sottovalutata contro il dollaro e altre maggiori valute - rendendo le esportazioni più competitive e consentendo un surplus commerciale con altre maggiori economie.

Il PIL dello Stato è cresciuto in media annualmente del 9,1% tra 1998 e 2017. La Cina è la seconda più grande economia del mondo con un PIL di 12 000 miliardi di dollari secondo il Fondo Mondiale Internazionale e la Banca Mondiale. I critici tuttavia suggeriscono che questa crescita sia stata alimentata dalle politiche monetarie di Pechino che hanno mantenuto la valuta sottovalutata contro il dollaro e altre maggiori valute - rendendo le esportazioni più competitive e consentendo un surplus commerciale con altre maggiori economie.

Il renminbi è rimasto ancorato al dollaro dal 1994 al 2005. Una ricerca della Banca Centrale Europea (BCE) suggerisce che il ‘peg’ è proseguito ufficiosamente almeno fino al 2010. Anche se la PBOC afferma di voler permettere al renminbi di competere contro il paniere delle maggiori valute nei prossimi anni, al fine di permetterle di fluttuare liberamente in futuro, molti analisti credono che la Cina continui a esercitare un controllo significante sulla quotazione della propria valuta. Questo, accompagnato dal mutamento del tasso d’interesse USA e dalle politiche economiche del Presidente USA, Donald Trump, ha portato a una significante fluttuazione del valore di USD/CNH negli ultimi cinque anni.

(dollaro USA contro renminbi cinese): 2015-2018

Mentre le prospettive di crescita della Cina sembrano favorevoli, si scommette sull'incertezza che circonda il futuro dei suoi rapporti commerciali con gli Usa e altre grandi potenze e la mancanza di una chiarezza dei suoi obiettivi sui tassi di cambio a lungo termine. Il renminbi potrebbe quindi rimanere volatile.

Mercati da tenere d'occhio: USD/CNH, CNH/JPY, GBP/CNH and AUD/CNH

Rand del Sudafrica (ZAR)

Il rand è la valuta del Sud Africa e la ventesima più scambiata globalmente, con un volume giornaliero di 49 miliardi di dollari USA nel 2016. La valuta fu varata nel 1961 e sostituì la sterlina sudafricana - in risposta al rapporto della Commissione decimale di Conio che invitò il Sud Africa a passare a un sistema di valuta decimale. Viene emanata dalla Banca Centrale Sudafricana.

Negli ultimi 20 anni, l’economia del Sud Africa è cresciuta in media del 2,7% ogni anno. Questo ha portato ad un PIL di 350 miliardi di dollari nel 2017, facendo di questo Paese la 32esima economia più grande al mondo, secondo il FMI, e la 33esima, secondo la Banca Mondiale. Tuttavia, la sua crescita è rimasta in una fase di stallo con una media dell’1,1% negli ultimi tre anni. Questo è avvenuto principalmente per due ragioni; la prima perché il prezzo delle materie prime è sceso tra il 2014 e il 2015 prima di recuperare solo a partire dal 2016, la seconda a causa del progressivo rialzo del tasso d’interesse USA, a partire da novembre 2015. La valuta è stata anche molto influenzata dai cambi di valore del renminbi cinese, essendo la Cina il primo esportatore del Sudafrica. Il rand ha perso approssimativamente il 25% del suo valore contro il dollaro nella seconda parte del 2015, dopo il deprezzamento del renminbi cinese di alcuni punti nell’agosto di quell’anno.

USD/ZAR chart

USD/ZAR (dollaro USA contro rand sudafricano) 2013-2018: 2013-2018

Sebbene la crescita economica del Sudafrica abbia attraversato una fase di stallo negli ultimi anni, il FMI ha recentemente rivisto le sue previsioni, stimando che il Paese potrebbe raggiungere l’1,5% e l’1,7% di crescita rispettivamente nel 2018 e 2019. Questo in seguito alle elezioni del Presidente Cyril Ramaphosa. Si spera, infatti, che egli possa implementare politiche che rafforzino la crescita economica e facciano fronte alle maggiori sfide del Sudafrica, le quali sono state descritte dal rapporto del FMI come ‘migliorare le infrastrutture, ridurre barriere d’ingresso nei settori chiave, inclusi i trasporti e le telecomunicazioni, migliorare l’efficienza della spesa del governo e ridurre l’incertezza politica... (come anche) far crescere la produttività attraverso l’economia e promuovere la creazione di nuovi posti di lavoro.’ Con il ritorno alla crescita attesa, il valore del rand potrebbe aumentare nei prossimi anni, sebbene questo dipenderà dalla sua resilienza alla guerra commerciale e alle politiche monetarie USA.

Mercati da tenere d'occhio: USD/ZAR, GBP/ZAR and EUR/ZAR

Valute emergenti - come fare trading

Puoi investire sulle valute dei mercati emergenti negoziando le coppie di valute nel forex sopra elencate, oppure gli indici di riferimento, come quelli di MSCI Emerging Markets Currency Index attraverso gli ETF, che traccia i valori di un paniere di valute dei mercati emergenti incluse quelle già citate.

In ogni caso, dovreste sempre effettuare un’analisi del mercato prescelto prima di inserire un ordine e prendere in considerazione i fattori che potrebbero influenzare la quotazione della valuta, ad esempio: gli sviluppi economici, la politica monetaria, affidabilità creditizia, e altro. Puoi scoprire di più su quali fattori influenzano il forex in IG Academy.

Trova articoli per analista

Trova un articolo

Queste informazioni sono state preparate da IG, un nome commerciale di IG Markets Limited. Oltre alla liberatoria riportata di seguito, il materiale presente in questa pagina non contiene uno storico dei nostri prezzi di trading, né alcuna offerta o incentivo a operare nell’ambito di qualsiasi strumento finanziario. IG declina ogni responsabilità per l’uso che potrà essere fatto di tali commenti e per le conseguenze che ne potrebbero derivare. Non forniamo nessuna dichiarazione o garanzia in merito all’accuratezza o la completezza delle presenti informazioni, di conseguenza, chiunque agisca in base ad esse, lo fa interamente a proprio rischio e pericolo. Eventuali ricerche fornite non intendono rispondere alle esigenze o agli obiettivi di investimento di un soggetto in particolare e non sono state condotte in base ai requisiti legali previsti per una ricerca finanziaria indipendente e, pertanto, devono essere considerate come una comunicazione di ambito marketing. Anche se non siamo sottoposti ad alcuna limitazione specifica rispetto alla negoziazione sulla base delle nostre stesse raccomandazioni, non cerchiamo di trarne vantaggio prima che queste vengano fornite ai nostri clienti.

I CFD sono strumenti complessi che comportano un rischio di perdita elevato dovuto alla leva. 79% dei trader al dettaglio incorrono in perdite quando fanno trading con IG. Vi preghiamo di verificare le vostre conoscenze in merito al funzionamento dei CFD e la vostra disponibilità ad utilizzare i CFD dato l’elevato rischio di perdita. I CFD sono strumenti complessi che comportano un rischio di perdita elevato dovuto alla leva.