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Indice Big Mac: cos'è e come si calcola

L’indice Big Mac è uno strumento che misura il potere d’acquisto di due diverse valute. I trader possono percepire la disparità del potere di acquisto confrontando il prezzo del panino Big Mac di McDonald’s nei vari paesi e capire così se una moneta è svalutata o meno rispetto al dollaro. In questo articolo vedremo perché la cosiddetta Burgernomic è utile per i trader e come calcolare l’indice Big Mac.

McDonald's
Fonte: Bloomberg

Parità del potere di acquisto

Secondo la teoria della parità del potere di acquisto, che determina il tasso di cambio tra due valute, due panieri di beni identici in due paesi diversi devono avere lo stesso prezzo una volta che le due valute vengono aggiustate per il tasso di cambio.

Ad esempio, poniamo il caso in cui l’attuale tasso di cambio tra dollaro canadese e quello statunitense sia di 1.3 a 1: ciò significa che per acquistare un dollaro statunitense servono 1.3 dollari canadesi. Se tra questi due paesi sussiste una condizione di parità del potere di acquisto, un paniere dei beni del valore di 10 dollari negli Stati Uniti viene a costare 13 dollari canadesi.

La parità del potere di acquisto definisce come il tasso di cambio tra due valute influenza i consumatori nell’acquisto di beni e servizi di prima necessità.

Secondo questa teoria, nel lungo periodo il tasso di cambio tra due valute dovrebbe arrivare ad un punto di convergenza, in modo che il prezzo pagato per beni identici sia uguale. Una persistente condizione di disparità di valore crea le condizioni per l’acquisto dei beni nel paese che con il prezzo di vendita più basso.

L’indice Big Mac

L’indice Big Mac parte dalla teoria della parità del potere di acquisto, ma la applica ad un bene specifico: il panino Big Mac prodotto dalla catena di fast food McDonald’s. L’idea di fondo è che se confrontiamo il prezzo del Big Mac in ogni paese rispetto al valore del dollaro statunitense e calcoliamo il tasso di cambio dell’indice Big Mac, possiamo stabilire se una moneta è svalutata oppure sopravvalutata rispetto al dollaro.

Big Mac exchange rate

Questo indice è stato ideato nel 1986 dalla rivista inglese The Economist per trovare una maniera più semplice per calcolare la parità del potere di acquisto1. Il suo utilizzo si è diffuso talmente tanto da essere ormai considerato un indice standard, pubblicato su base annuale.

Se la teoria del potere di acquisto fosse corretta, il prezzo pagato per un Big Mac dovrebbe essere lo stesso in tutti i paesi. Al contrario, in caso di disparità, secondo la stessa teoria il mercato dovrebbe essere in grado di bilanciarsi da solo sino a raggiungere la parità dei prezzi.

Il termine Burgernomic è stato coniato proprio per indicare la misurazione della parità del potere di acquisto attraverso il prezzo del Big Mac. Ad esempio, il Wealth Management di UBS e il Consiglio dei Comuni e delle Regioni d’Europa hanno esteso l’utilizzo di questo indice per calcolare quante ore un impiegato debba lavorare per poter acquistare un Big Mac.2

La rivista ha ideato anche nuovi indici, come ad esempio l’indice Tall Latte che prende in considerazione il caffè della catena Starbucks3. Anche Bloomberg ha ideato un indice simile, Billy, dal nome dello scaffale prodotto e distribuito da IKEA.

Calcolo dell’indice Big Mac

Per calcolare l’indice del Big Mac è necessario dividere il prezzo in valuta locale dell’omonimo panino in un determinato paese per il prezzo del Big Mac venduto negli Stati Uniti. Si ottiene in questo modo un tasso di cambio che, una volta confrontato col tasso di cambio ufficiale, ci aiuta a stabilire se una valuta sia più forte o sia svalutata rispetto al dollaro.

Poniamo il caso in cui un Big Mac venga a costare 3,19 sterline in Gran Bretagna mentre negli Stati Uniti è venduto a 5,51 dollari. Dividendo il prezzo in sterline per quello statunitense, otteniamo un tasso di cambio pari a 0,58 circa. Al momento del nostro calcolo, il tasso di cambio ufficiale tra le due valute è pari a 0,78 per cui, mettendo a confronto i due indici, la sterlina è svalutata rispetto al dollaro del 11,4% (differenza tra i tassi di cambio).

Big Mac exchange rate vs actual exchange rate

Perché i trader dovrebbero usare l’indice Big Mac?

TI trader di forex possono trovare utile l’indice Big Mac nel cercare di stabilire previsioni a lungo termine e valutazioni del tasso di cambio. Se c’è discrepanza tra indice Big Mac e il tasso di cambio corrente, allora ci si può attendere che il tasso di cambio converga nel lungo periodo verso il valore del Big Mac. L’indice Big Mac e la teoria della parità del potere di acquisto possono aiutare i trader a stabilire una connessione tra beni e forex, utile per predire in quale direzione si muoverà il mercato in futuro.

Esistono altri indici ideati per misurare il consumo di determinati beni, come ad esempio il CPI (Consumer Price Index) negli Stati Uniti e l’indice britannico che misura l’inflazione dei prezzi al consumo. L’indice Big Mac può risultare utile nel momento in cui altri paesi non hanno un analogo metodo di misurazione dello stato di salute dell’economia. Proprio per questa ragione, non è un caso che il Big Mac sia stato preso come indicatore, vista la capillare presenza dei ristoranti McDonald’s (34.480 punti in 119 paesi) in quasi in tutto il mondo. Inoltre, poiché il Big Mac è prodotto seguendo gli stessi standard in tutti i paesi, è ritenuto affidabile proprio per questo motivo.

Tuttavia, non sempre la teoria rispecchia la realtà. Il prezzo di un Big Mac è influenzato da una serie di fattori e non solo dal tasso di cambio: il costo del lavoro, la pubblicità, la disponibilità delle materie prime e altri costi non commercializzabili come affitti, salari e materie prime. Pensiamo ad esempio all’India, dove si utilizza carne di pollo anziché quella di bovino per produrre i Big Mac. Inoltre, è importante tenere a mente che il prezzo del Big Mac è stabilito da McDonald's Corp (All Sessions).

L’indice Big Mac può fornire una prospettiva a lungo termine su possibili andamenti del mercato, ma non offre indicazioni affidabili circa le fluttuazioni del mercato nel breve periodo, rilevanti per i trader di forex. Per questo motivo, il Big Mac dovrebbe essere utilizzato come uno tra tanti strumenti di analisi, senza dimenticare l’analisi tecnica e fondamentale. Mentre l’analisi tecnica fa ricorso a dati storici sui prezzi al fine di poter predire i futuri andamenti del mercato, l’analisi fondamentale si basa su dati macroeconomici e fornisce stime estrapolate da valutazioni, notizie e informazioni su un asset specifico.

Teorie sul calcolo del tasso di cambio

Esistono altre teorie su come determinare il tasso di cambio tra le varie valute del mondo. Queste teorie analizzano come si ottiene l’equilibrio tra due valute e la ragione della continua variazione del tasso di cambio. Tra queste teorie ricordiamo:

  • Teoria della parità del tasso di interesse, che mostra la relazione tra tasso di interesse nominale di due paesi e il tasso di cambio tra le rispettive valute.
  • Effetto Fisher internazionale, secondo la quale la variazione del tasso di cambio dovrebbe rispecchiare quella del tasso di interesse nominale dei paesi presi in esame.
  • Bilancia dei pagamenti: questa teoria analizza i flussi delle importazioni ed esportazioni di un paese. In caso di deficit o surplus, il tasso di interesse si correggerà automaticamente e riporterà l’equilibrio.
  • Tasso di interesse reale: afferma che un paese con un tasso di interesse più alto avrà una valuta più forte rispetto ai paesi con un tasso inferiore.

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