Elezioni politiche italiane

Elezioni 2018: quale l'impatto sui mercati finanziari?

Di cosa si tratta

L'ultimo test elettorale per l'Europa si è chiuso con una netta vittoria dei partiti euroscettici. Il risultato elettorale  italiano ha confermato i timori pre voto, con il M5S che è risultato primo partito. La nuova legge elettorale, denominata 'Rosatellum bis', ha consegnato un Parlamento senza una chiara maggioranza e toccherà al presidente della Repubblica dirimere la questione.

I nostri articoli

Italia: cresce il rischio Paese, investitori timorosi
Vincenzo Longo, 17/05/2018

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Come ampiamente atteso, le elezioni italiane non hanno visto nessun partito o coalizione raggiungere la maggioranza necessaria per governare. La vera sorpresa del voto del 4 marzo è che le forze anti-establishment hanno ottenuto maggiori consensi rispetto alle attese (insieme supererebbero il 50%), con il Movimento 5 Stelle che si è confermato primo partito, con quasi il 32% delle preferenze (rispetto al 28% dei sondaggi), mentre la Lega ha battuto Forza Italia all’interno della coalizione di Centrodestra. Sonora sconfitta per il Partito Democratico, che ha registrato il peggior risultato di sempre, scendendo sotto al 20%.

Dopo il tre round di consultazioni, tutti conclusisi con un nulla di fatto, i leader di Movimento 5 Stelle e Lega hanno iniziato i colloqui per un governo politico che allontanasse l'ipotesi di un governo del presidente. Dopo vari giorni di incontri le parti hanno raggiunto un accordo di massima su un programma comune e sono a lavoro per definire la squadra di governo e decidere il premier. L'ipotesi di un governo del presidente rimane ancora aperta soprattutto se dovessero fallire i negoziati in corso tra M5S e Lega.

Nonostante, il voto abbia mostrato un deciso spostamento dell’elettorato verso i partiti populisti, gli operatori non si mostrati preoccupati, dato che erano già preparati a uno scenario di massima incertezza. Solo negli ultimi giorni sono affiorate delle vendite più importanti dopo che nei vari punti del programma sono affiorati punti con forti toni euroscettici.

Anche l’Europa rimane piuttosto indifferente all’esito elettorale italiano, un segnale che confermerebbe come ormai il rischio contagio sia limitato.

Le forze in campo

Nessuno degli schieramenti in campo (Centrosinistra, Centrodestra e Movimento 5 Stelle) è riuscito ad ottenere la maggioranza dei seggi, pertanto potremmo attenderci delle variazioni al fine di garantire un governo stabile al Paese.

Centrosinistra

La coalizione di Centrosinistra è formata dal Partito Democratico e le liste Più Europa, Civica Popolare e Insieme, mentre rimane fuori la lista Liberi e Uguali.

Partito Democratico

Il segretario del Partito Democratico (PD), Matteo Renzi, sta provando a risollevare i consensi per il principale partito di sinistra, che durante il recente periodo di crisi finanziaria è stato oggetto di forti critiche. Le principali proposte del PD sono: una riduzione delle tasse, uno sviluppo del Jobs Act sostenendo l’occupazione femminile e la flessibilità degli orari, forti investimenti nelle scuole e nelle università, un miglioramento del sistema di accoglienza degli immigrati.

Più Europa

La lista Più Europa ha scelto la radicale Emma Bonino come leader ed ha deciso di porre come obiettivo centrale della propria campagna politica il Vecchio Continente. Per fronteggiare il riemergere di nazionalisti e indipendentisti, serve una Europa federale (gli Stati Uniti d’Europa), fondata sul libero commercio e sui diritti umani e civili.

Lista Civica Popolare

La lista guidata dal ministro della Sanità Beatrice Lorenzin unisce partiti del centro e punta a portare avanti le politiche del Governo attuale. Forza politica di ispirazione popolare europeista e riformista.

Insieme

La lista raccoglie una pluralità di partiti di centrosinistra (Verdi, Socialisti e Area Civica).

Liberi e Uguali

E’ una lista di partiti di sinistra (Sinistra Italiana, Possibile e Articolo 1 Movimento Democratico Progressista), che ha come leader l’ex presidente del Senato Pietro Grasso.

Centrodestra

La coalizione di Centrodestra è formata da Forza Italia, Lega Nord, Fratelli d’Italia e Noi con l’Italia.

L’accordo tra le varie forze politiche è che il partito con più voti, in questo caso la Lega, decide il candidato premier.

Forza Italia

Guidata dal suo storico leader e fondatore, Silvio Berlusconi, punta ad avere un ruolo chiave nelle prossime elezioni, nonostante l’ex primo ministro non è candidabile per il Parlamento, a causa di una condanna nel processo Mediaset e per l’applicazione della legge Severino. I punti principali del programma di Forza Italia sono: la flat tax (prima al 23%, per poi scendere al 20%), revisione della legge Fornero, riforma della giustizia per ridurre i tempi dei processi.

Lega 

Condotta dal proprio leader, Matteo Salvini, ha tolto “Nord” dal proprio nome e simbolo per dare un carattere più nazionale. Le principali proposte sono l’abolizione della legge Fornero, il forte controllo dell’immigrazione, la possibile uscita dalla Zona Euro.

Fratelli d’Italia

E' il partito più conservatore e nazionalista del centrodestra. E’ guidato da Giorgia Meloni, che ha promosso i temi sul controllo dell’immigrazione, i maggiori investimenti sulla sicurezza e sul lavoro. Ha proposto, inoltre, alla propria coalizione di immettere nel programma incentivi per sostenere la natalità (asili nido gratuiti, congedo di maternità, eliminazione dell’IVA per i prodotti dell’infanzia).

Movimento 5 Stelle

Il movimento guidato dal giovane leader, Luigi Di Maio, lotta per fronteggiare la burocrazia e l’inefficienza dello Stato. Tra i temi principali della campagna elettorale: il reddito di cittadinanza (un reddito minimo garantito a disoccupati e ai lavoratori sottopagati), la riduzione dell’orario di lavoro, la reintroduzione dell’articolo 18 e l’abolizione del Jobs Act, l’abbassamento dell’età pensionabile con una revisione della legge Fornero, l’aumento delle pensioni minime, la riduzione della pressione fiscale (revisione delle aliquote IRPEF, favorendo le classi medio-basse).

In cosa consiste la nuova legge elettorale?

La Rosatellum bis, ovvero la legge che gli italiani sono chiamati a votare, deve il nome al suo ideatore: il capogruppo del PD alla Camera, Ettore Rosato.

La grande novità di questa legge è che si basa sia sul sistema maggioritario che su quello proporzionale. Nel dettaglio, i seggi saranno così ripartiti: 64% di liste plurinominali (proporzionale) e 36% dei collegi uninominali (maggioritario). La soglia di sbarramento a livello nazionale per entrambe le Camere è fissata al 3% per i singoli partiti, mentre sale al 10% per le coalizioni. Rispetto al passato, inoltre, non c'è l'indicazione del “capo” della coalizione (ovvero il candidato premier) e non c’è l'obbligo per la coalizione di presentare un programma comune.

L'elettore avrà due schede, una per la Camera e una per il Senato. Ogni scheda conterrà il nome del candidato al collegio uninominale e il simbolo del partito che lo sostiene. Accanto ai partiti ci sono poi i nomi dei candidati al collegio plurinominale.

Le modalità di voto sono le seguenti. Si può:

  1. Tracciare un segno solo sul nome del candidato al collegio uninominale. In questo modo il voto verrà anche ripartito in modo proporzionale tra tutte le liste della coalizione;
  2. Tracciare un segno solo sul simbolo del partito politico. Il voto vale anche per il candidato uninominale;
  3. Tracciare un segno sia sul nome del candidato uninominale che sul simbolo del partito;
  4. Tracciare un segno sul simbolo del partito e uno su un candidato qualsiasi del collegio plurinominale. Anche in questo caso il voto andrà al candidato uninominale.

Non è consentito il voto disgiunto, ovvero il voto per un candidato uninominale e per il partito di un’altra lista. Nei collegi uninominali il seggio verrà assegnato al candidato che consegue il maggior numero dei voti, mentre per i seggi dei collegi plurinominali, il riparto avviene a livello nazionale, con metodo proporzionale.

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