Wall Street apre in calo, male i dati macro su occupazione

Oltre 31 mila disoccupati in una settimana, segno di una seconda ondata di covid-19 più feroce del previsto. A Wall Street perdono terreno gli azionari del NYSE, Dow Jones -0,21%

Tornano ad allungarsi negli Usa le file fuori dai centri per l’impiego: nell’ultima settimana le richieste di disoccupazione sono state 742 mila, in rialzo rispetto alle previsioni degli analisti che se ne aspettavano 707 mila. Il dato, indice di uno stato ancora in piena crisi economica, contribuisce all’apertura in calo di Wall Street, dove gli azionari proseguono sui cali con cui avevano chiuso la sessione precedente.

Wall Street frena, inversione nelle richieste di disoccupazione

Nella settimana terminata il 14 novembre i cittadini che per la prima volta hanno fatto richiesta di un sussidio di disoccupazione sono aumentati di 31 mila unità. Lo conferma il dato elaborato dal Labor Department, segnalando il primo aumento in cinque settimane.

In totale, i cittadini Usa ancora senza lavoro sono a 6,37 milioni. Lontano dai record di aprile, quando furono in 6,87 milioni a inoltrare la richiesta solo in una settimana, ma indice dei danni che la seconda ondata di covid-19 sta provocando sul tessuto occupazionale Usa.

Il calo delle richieste di disoccupazione continue, 6.37 milioni, segnala che i cittadini Usa stanno pian piano arrivando a far scadere i sussidi richiesti a marzo, con un programma anti-pandemico ad hoc (della durata di sei mesi), in attesa di inoltrare domanda per i tradizionali aiuti federali, che li sostenteranno per ulteriori 13 settimane.

Un report stilato dalla fondazione The Century sottolinea inoltre come, con la fine dell’anno, gli Usa si stiano avvicinando inoltre alla scadenza di altri due programmi di aiuti in funzione anti-pandemica: il Pandemic Unemployment Assistance, per imprenditori e liberi professionisti, e il Pandemic Emergency Unemployment Compensation, che garantisce le ulteriori 13 settimane di cui sopra. La scadenza di questi programmi, il prossimo 26 dicembre, potrebbe portare a un ingrossamento delle file di disoccupati di circa 9,1 milioni di unità.

Scende in compenso la media a quattro settimane delle richieste di disoccupazione, che passa dalle 755 mila dell’ultima rilevazione a 742 mila. D’altra parte, al dato contribuiscono ancora i numeri relativamente buoni delle richieste di settembre, quando il virus sembrava aver allentato la presa e il numero delle domande di disoccupazione era tornato al di sotto del precedente record storico – prima della pandemia, nell’aprile del 2009, in piena crisi economico-finanziaria, quando a restare senza lavoro in una settimana furono circa 660 mila persone.

La crisi covid-19 affossa Wall Street.

Seconda ondata che dunque tiene sotto scacco anche gli Usa. Ieri il sindaco di New York, Bill de Blasio, ha disposto una nuova chiusura delle scuole, con il numero di vittime del virus che, dall’inizio della pandemia, negli Stati Uniti ha superato le 250 mila unità.

Record nel numero dei ricoveri, salito a 79.410 di cui senza precedenti quello di pazienti nelle terapie intensive, che ora sono 15.350. In tutto il mondo, ad aver contratto il covid-19 sono state oltre 11 milioni di persone.

L’entità della seconda ondata fa scemare sugli azionari l’euforia per i potenziali vaccini. Wall Street apre e prosegue la sessione di oggi in calo: il Dow Jones a un’ora dall’inizio degli scambi perde lo 0,40%, l’S&P 500 lo 0,17%. Dopo un’apertura in rosso (-0,12%) recupera terreno solo il Nasdaq, a +0,38%.

Un dato macro che spiazza i mercati

La giornata però riserva anche una sorpresa: a fronte di una crisi economica sempre più profonda, il dato macro sulla vendita delle case di ottobre è schizzato del 26,6% su base annuale, al tasso annualizzato di 6,85 milioni di unità.

Lo rileva la National Association of Realtors (Nar): un dato “Spettacolare” secondo Lawrence Yun, capo economista della Nar. Si tratta del tasso annualizzato migliore dal febbraio 2006; il migliore in assoluto risale al 2005, quando vennero vendute 7,1 milioni di unità.

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