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INDAGINE SULLA FEDERAL RESERVE

Trump vs Powell, lo scontro finale, quali conseguenze sui mercati?

L'indagine sul presidente della Federal Reserve aumenta i timori sulla possibilità di una banca centrale non indipendente

Fonte: Bloomberg

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Apertura dell’indagine del DoJ su Powell

Lo scontro tra Donald Trump e Jerome Powell è entrato in una fase istituzionale eccezionale e molto rara per gli Stati Uniti: il Department of Justice (DoJ) ha avviato un’indagine penale sul presidente della Federal Reserve e ha notificato subpoenas alla banca centrale. Il dossier riguarda il progetto pluriennale di ristrutturazione degli edifici storici della Fed a Washington e, in particolare, la testimonianza di Powell davanti al Senate Banking Committee (giugno 2025) su costi, procedure e supervisione del cantiere. Il carattere “criminale” dell’iniziativa è ciò che rende il caso dirompente: sposta il confronto dai tweet e dalle pressioni pubbliche al terreno giudiziario, con potenziali effetti immediati sulla percezione di indipendenza della banca centrale. Per molti l'indagine e la minaccia di incriminazione sono un mezzo per convincere Powell ad assecondare le richieste dell'amministrazione Trump. 

La risposta di Jerome Powell

Powell ha scelto di rispondere pubblicamente alle accuse promosse dal DoJ. Nella sua dichiarazione ha collegato esplicitamente l’inchiesta al conflitto sui tassi: la minaccia di accuse penali, sostiene, nasce dal fatto che la Fed non ha tagliato i tassi “secondo le preferenze del presidente”. Il punto economico è lineare: la politica monetaria deve essere guidata da dati e mandato (stabilità dei prezzi e massima occupazione), non da obiettivi elettorali di breve periodo. Il punto istituzionale è ancora più forte: se il vertice della Fed può essere condizionato tramite strumenti giudiziari, allora la banca centrale diventa parte del ciclo politico.

La difesa di Powell da parte di autorità USA e altre banche centrali

La reazione non è rimasta confinata alla Fed. Diversi leader di Wall Street hanno difeso l’indipendenza della banca centrale come bene pubblico macro-finanziario. Jamie Dimon (CEO della più grande banca d'affari statunitense JPMorgan Chase) ha avvertito che una Fed percepita come politicizzata rischia di far salire le aspettative d’inflazione e i rendimenti di lungo periodo, perché gli investitori chiedono un premio per il rischio istituzionale. In parallelo, un gruppo di governatori di banche centrali internazionali ha espresso “piena solidarietà” a Powell, richiamando un principio condiviso: l’autonomia della politica monetaria è una condizione per la stabilità, non una preferenza ideologica. È un segnale importante: il tema viene letto come rischio sistemico, non come un problema solo domestico.

Perché l’indipendenza della Fed è importante?

In economia monetaria, l’indipendenza serve a rendere credibile l’impegno anti-inflazionistico. Riduce il problema di time inconsistency: la tentazione politica di “spingere” crescita e occupazione oggi con tassi troppo bassi, accettando più inflazione domani. Se i mercati credono che la banca centrale non sia ricattabile, le aspettative d’inflazione restano ancorate; e quando serve restringere le condizioni finanziarie, il costo in termini di recessione è più contenuto. C’è poi un secondo canale: l’autonomia limita la fiscal dominance, cioè la pressione a tenere artificialmente bassi i rendimenti per facilitare il finanziamento del deficit. In sintesi, l’indipendenza non è un dettaglio, non è solo un concetto di teoria monetaria ma è uno dei requisiti principali per essere efficiente nel raggiungere i propri obiettivi (nel caso della FED e del dual mandate: stabilità dei prezzi e piena occupazione). 

Conseguenze sui mercati in caso di incriminazione di Powell

Un’indagine o una subpoena non sono un’incriminazione: finché il caso resta “procedurale”, il mercato può trattarlo come rumore politico. 

Crediamo, tuttavia, che un atto formale d’accusa possa avere conseguenze negative sulle piazze finanziarie perchè sarebbe un'azione in grado di degittimare l'istituto e creare squilibri all'interno del comitato monetario. 

In questo scenario è probabile un aumento della volatilità su azioni e bond,  un incremento dei rendimenti di lungo termine, forte incertezza sulla stabilità del dollaro. 

 

 

 

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