Verso l’Eurogruppo, qual è il piano per fronteggiare la crisi coronavirus?

Poche speranze per Eurobond e fondo comune, probabile compromesso Germania-Francia su Mes “alleggerito”. Positivi tutti gli azionari europei con rialzi dal 3% al 5%

La presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, ha parlato di “Piano Marshall” europeo: un programma di aiuti e allentamenti comunitario in grado di permettere agli stati del’Unione Europea di far fronte all’emergenza coronavirus. Eppure, la scelta della strategia migliore per renderlo possibile è ancora al vaglio dei ministri delle Finanze della zona Euro, dopo aver provocato non pochi mal di pancia.

Oggi pomeriggio alle 15:30 i vertici parte dell'Eurogruppo si riuniranno in videoconferenza per confrontarsi sulle diverse strategie studiate nelle ultime due settimane, da quando il Consiglio Europeo del 26 marzo ha loro delegato il compito di trovare una soluzione.

Cosa si prevede in vista del vertice di oggi?

Negli ultimi giorni, i paesi del Nord Europa (Germania, Austria, Olanda, Finlandia) sembrano aver ammorbidito le proprie posizoni sull'eventualità di condividere nuovo debito a condizioni specifiche, proprio come la natura della crisi che l'Unione sta attraversando. Le parole dei ministri tedeschi delle Finanze (Olaf Scholz) e degli Affari esteri (Heiko Maas), così come pubblicate in una lettera diffusa su diversi giornali europei, indicano infatti che “I Paesi più duramente colpiti dalla crisi del coronavirus devono essere stabilizzati a livello finanziario in modo rapidissimo, non complicato e in misura sufficiente”. E continuano: “I mezzi finanziari non devono essere vincolati a condizioni inutili che equivarrebbero a una ricaduta nella politica dell'austerità.

Il pomo della discordia riguarda infatti le condizioni e i vincoli che i paesi richiedenti gli aiuti del Mes dovrebbero soddisfare, nonostante -questa la posizione dei paesi del Sud Europa – la crisi in corso abbia natura sanitaria, totalmente esogena rispetto alle dinamiche finanziarie e alle condizioni dei debiti dei singoli paesi.

La discussione di oggi si prevede dunque incentrata per lo più proprio sul Mes e sulla sua disponibilità a fornire crediti per circa 240 miliardi di euro. Contraria l’Italia: secondo il premier Giuseppe Conte, al rischio stigma (implicito nel momento in cui ai crediti dovranno corrispondere le relative misure di risanamento del debito) è piuttosto preferibile il ricorso agli Eurobond.

I coronabond sono vicini?

Eppure, l’apertura dei tedeschi a un Mes dalle condizioni più “lievi” non si accompagna affatto a un passo verso l’emissione di eurobond ad hoc (già noti come coronabond: titoli di debito in grado di finanziare le richieste di liquidità dei paesi mesi in ginocchio dalla crisi coronavirus). Berlino non si piega ancora all’idea, per quanto le discussioni a tal proposito (a differenza di quanto accade in Olanda, ad esempio) siano già avviate all’interno del Bundestag.

L’idea di Parigi: un fondo comune per l’UE?

Italia e Francia formeranno oggi pomeriggio un fronte comune proprio in questo senso. Il commissario agli Affari economici italiano Paolo Gentiloni e quello al Mercato interno, il francese Thierry Breton, hanno proposto la creazione di un fondo comune europeo “espressamente concepito per emettere obbligazioni a lungo termine”, oltre a coordinare gli interventi a livello europeo, senza discriminare chi ne faccia ricorso ponendo questioni sullo stato delle singole finanze pubbliche.

Il fondo, gestito direttamente dalla Commissione Europea e coerente con la relativa strategia industriale (stilata il 10 marzo), nei piani del ministro dell’Economia francese Bruno Le Maire avrebbe natura temporanea, in relazione alla crisi, ma proprio per questo strategica, poiché consentirebbe anche un piano di ripresa economica congiunta a livello comunitario, andando a finanziare i settori più colpiti e le nazioni che più ne hanno bisogno in proporzione ai danni provocati dalla pandemia.

Le conclusioni

Difficile tuttavia che il fronte dell’austerity propenda anche per tale soluzione. Piuttosto, un compromesso tra Parigi e Berlino potrebbe essere l’ipotesi di un Mes alleggerito” dalla condizionalità previste dal meccanismo tuttora in vigore.

Allo stato delle cose, le misure sicuramente in discussione all’Eurogruppo di oggi pomeriggio si sostanziano in: tale variante del Mes a condizionalità ridotte, contributi da parte della Bei (Banca europea degli investimenti) e fondi messi a disposizione dalla Commissione Europea da destinare alle misure contro la disoccupazione (cosiddetto programma Sure, in grado di liberare fino a 100 miliardi di euro).

Gli stati che volessero accedere al fondo potrebbero farlo richiedendo credito corrispondente al 2% del proprio Pil, da cumulare con un intervento della Bei per l’80% dei prestiti a breve termine e, infine, attingere al bilancio Ue per le risorse contro la disoccupazione.

Come hanno reagito gli indici di Borsa?

Stando agli indici europei, c’è comunque ottimismo per la riunione di oggi. Le piazze principali hanno raggiunto i massimi da un mese, sia guardando all’Eurogruppo ma anche grazie ai dati positivi provenienti dall’Asia (nelle ultime 24 ore in Cina non sono state contate nuove vittime da Covid-19) e dai futures Usa, in rialzo anch’essi di oltre il 2%.

Piazza Affari guida i guadagni con un rialzo di oltre il 5%, seguono Francoforte (+3,91%), Londra (+3,55%), France 40 (+3,26%) e Madrid (+3,42%).

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