Usa: oltre 3 milioni di nuovi disoccupati in una settimana, ma Wall Street non frena

Il numero dei disoccupati negli Stati Uniti dall’inizio della pandemia di coronavirus supera i 33 milioni, ma il trend è in calo. Dow Jones in rialzo a +1,37%, ottimista grazie a prezzo del petrolio e allentamento del lockdown

L’impatto della pandemia di Covid-19 negli Usa si misura ormai dal numero di nuovi disoccupati a settimana: oggi il Labor Department ha annunciato 3,17 milioni di richieste presentate dal 27 aprile al 1 maggio, 677 mila in meno rispetto alla settimana precedente ma comunque di più rispetto alle attese, che ne avevano calcolate solo 3,05 milioni.

Si abbassa leggermente anche la media a quattro settimane (considerata un dato più attendibile), che con il dato di oggi passa a 4,17 milioni, in ribasso di 861 mila unità.

I cittadini statunitensi che hanno perso il lavoro dall’inizio dell’emergenza legata alla pandemia del nuovo coronavirus hanno ormai superato la soglia dei 33 milioni. In rialzo anche il dato della settimana scorsa, che è stato rivisto da 3,839 unità a 3,846. Quello di oggi è stato il valore più basso registrato dall’inizio della pandemia – nella seconda settimana di marzo, il momento più acuto della crisi, le richieste di disoccupazione sono arrivate a oltre sei milioni.

Ma il numero potrebbe essere ancora più alto: il Labor Department infatti non include nell’analisi chi ha perso il lavoro ad aprile e non ha iniziato a cercarne uno nuovo. Il numero di tali disoccupati “invisibili” potrebbe aggirarsi attorno ai 12 milioni.

Gli Usa sono pronti per allentare il lockdown?

I dati confermano le previsioni degli economisti secondo cui la ripresa economica non potrà che essere lenta e graduale, seguendo il progressivo allentarsi delle misure di lockdown negli Usa – con un occhio al rischio di una seconda ondata di contagi.

Intanto, agli occhi del presidente Usa Donald Trump la riapertura delle attività economiche assume sempre più priorità nella gestione della crisi coronavirus. Ieri su Twitter il Tycoon ha suggerito che la task force di esperti, attiva dal 29 gennaio per fronteggiare la crisi sanitaria, potrebbe ora concentrarsi piuttosto sulla ripartenza economica – il che implicherebbe nuovi esperti per nuove priorità: un deciso cambiamento di rotta dopo che, due giorni fa, la proposta era quella di smantellare l’intera task force e rimettere il ruolo a una serie di agenzie.

Secondo gli ultimi dati rilasciati dalla John Hopkins University, il numero dei casi di Covid-19 rilevati negli Stati Uniti è arrivato a 1,26 milioni di persone, con oltre 74 mila vittime.

D’altra parte gli esperti prevedono che, nelle prossime settimane, il numero delle persone rimaste senza lavoro continuerà a salire progressivamente, seppure a tasso sempre più basso; mentre l’economia, seppur in lenta ripresa, non sarà in grado di riassorbire tale mole di disoccupati in tempi brevi.

Il dato di oggi per altro si aggiunge al numero di ieri sul numero di posti di lavoro persi ad aprile nel settore privato, 20,2 milioni: si tratta della contrazione più grave mai registrata negli Usa dai tempi del dopoguerra.

Cosa si prevede in vista dei Non-Farm Payrolls?

Domani il Department of Labor pubblicherà inoltre il dato sulle nuove buste paga di aprile. I dati riportati oggi, relativi alla settimana iniziata il 27 aprile, non verranno conteggiati nel report – eppure le previsioni portano a ipotizzare un crollo storico dell’occupazione negli Usa: 22 milioni di posti di lavoro in meno ad aprile, secondo un’analisi condotta da Reuters, ben peggiore rispetto al picco registrato durante la Grande Recessione del 2007-2009, quando vennero bruciati 800 mila posto di lavoro. D’altra parte, oltre 700 persone hanno perso il proprio lavoro solo a marzo.

Come ha reagito Wall Street?

Wall Street tuttavia non sembra accusare più di tanto il colpo, tutt’altro: al momento il Dow Jones viaggia in netto rialzo, guadagnando l’1,37%, mentre l’US 500 segna +1,39% e il Nasdaq +1,32%.

A trainare l’ottimismo degli indici statunitensi sono piuttosto il rimbalzo del prezzo del petrolio (con le quotazioni del Wti a 26,09 dollari al barile e quelle del Brent a 31,41 dollari al barile) e le buone prospettive degli investitori in vista della ripartenza delle prime attività economiche dopo il lockdown.

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