Ubi Banca: titolo in rosso dopo la pubblicazione della trimestrale

L’istituto di credito presenta utili e margini d’interesse negativi, ma le flessioni sono state recuperate grazie alle commissioni sui titoli e sulle attività bancarie

I dati sul periodo giugno-settembre 2019 di Ubi Banca restituiscono l’immagine di un istituto rafforzato, anche permangono ancora delle incertezze. A una riduzione dei non performing loans e una crescita del Cet1 ratio e della redditività core, corrisponde infatti una flessione degli utili.

I dati del terzo trimestre: quelli negativi…

I profitti sono infatti scesi del 9,2%, registrando nei primi nove mesi 191,05 milioni di euro di cui 60,1 nell’ultimo trimestre (in aumento rispetto al secondo trimestre, quando ne erano stati registrati per 48,7 milioni e anche rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, 38,5 milioni).

Anche il margine d’interesse registra una flessione, - 2,7%, assestandosi a 1.313,1 milioni (rispetto a 1.1349 milioni). Nell’ultimo trimestre ha totalizzato 427 milioni di euro, 11 milioni in meno rispetto a quello precedente.

… E quelli positivi

Tale flessione, come si legge nel comunicato del gruppo, è comunque stata compensata dall’aumento delle commissioni: 27 milioni in più nei nove mesi, il 2,3% in più rispetto allo stesso periodo del 2018, per un ammontare di 1215,5 milioni. Ciò è stato possibile sia grazie all’aumento dell’attività dei titoli, arrivata a 673,5 milioni (+2,6%), sia di quella bancaria tradizionale, per 542 milioni (+1,9% rispetto al 2018).

Presi insieme, margini d’interesse e commissioni risultano in un ricavo core” che ammonta a 2528,6, non molto distante da quello dello scorso anno (2537,6 milioni).

L’ebitda è cresciuta del 9,6% a 900,2 milioni di euro, grazie a un buon andamento dei proventi (+1,4%, 2.689,4 milioni) e della riduzione dei costi (-2,3%, 1.789,2 milioni.

Allo stesso tempo, il gruppo ha potuto apprezzare un calo dei costi operativi del 2,3%: nei primi nove mesi del 2019 sono infatti stati risparmiati circa 42 milioni di euro, portando l’entità dei costi a 1789,2 milioni. Ubi è inoltre riuscita a rientrare dei propri crediti verso la clientela per un totale di 530,3 milioni di euro.

I crediti deteriorati lordi segnano una notevole riduzione di 2,2 miliardi rispetto ai dati del 30 settembre 2018, 1,4 miliardi in meno rispetto al totale del 2018); contemporaneamente, il Cet1 ratio è salito al 12,09%.

Cosa aspettarsi per il futuro?

Vittorio Messiah, amministratore delegato di Ubi Banca, ha sottolineato i risultati positivi soprattutto in relazione ai primi nove mesi del 2018. Le commissioni fanno da padrone: è grazie ad esse che, sottolinea Messiah, è stato possibile recuperare le perdite provocate dai tassi negativi. “È ovvio che la componente però più importante di ritorno alla redditività sarà una riduzione del costo del credito”, continua il ceo.

Come ha reagito il titolo in Borsa

Risultati così controversi non hanno evidentemente premiato le quotazioni Ubi Banca a Piazza Affari, che segnano un ribasso del 4,9% a 2,75 euro per azione. Le azioni scontano il mancato raggiungimento delle previsioni: gli analisti si aspettavano infatti un utile netto di 65 milioni di euro e un Cet1 ratio di almeno 12,2%.

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