Trimestrale Bank of America: utile in calo del 45%, specchio dell’emergenza Covid-19

Aggiunti alle riserve 3,6 miliardi di dollari, che portano il totale a 4,8 miliardi. Unico dato migliore rispetto alle attese è il margine di interesse, grazie alla recente volatilità sul mercato

Un altro bagno di sangue sul fronte dei numeri del primo trimestre 2020 per il comparto bancario statunitense. Bank of America ha annunciato oggi un calo dei profitti negli ultimi tre mesi del 45%, complice soprattutto l'accumulato riserve pari a 3,6 miliardi di dollari in previsione delle perdite sul credito – il tutto a causa della pandemia di coronavirus, i cui dati iniziano a riversarsi sui conti del primo trimestre di istituti e aziende. Le riserve salgono così a 4,8 miliardi di dollari.

Come è andata la trimestrale di Bank of America?

A partire da gennaio 2020, l’istituto di credito ha annunciato profitti per 4,01 miliardi di dollari, da cui un utile per azione pari a 40 centesimi: un calo del 43%, laddove gli analisti di Refinitiv si aspettavano almeno 46 centesimi. Nello stesso periodo del 2019, i ricavi erano arrivati a quota 7,3 miliardi, per un utile per azione pari a 70 centesimi.

Rispettano le attese invece i ricavi, a 22,8 miliardi di dollari (il consensus aveva previsto 22,9 miliardi, un calo del 5%), mentre gli scambi segnano addirittura un aumento, rispetto alle previsioni, di oltre 500 milioni di dollari. Il margine di interesse è ammontato a 12,3 miliardi di dollari, a fronte di previsioni di 11,7 miliardi.

Principali responsabili del calo dell'utile sono gli accantonamenti, necessari all’istituto di credito per proteggersi contro il rischio insolvenza legato alla crisi coronavirus – che già ha provocato la perdita di oltre 15 milioni di posti di lavoro solo negli Usa nelle prime tre settimane di lockdown (portando il tasso di disoccupazione al 4,4%), secondo i dati delle richieste iniziali dei sussidi di disoccupazione.

Come si sono divisi i risultati per settore?

L’unico comparto uscito indenne è stato proprio quello degli scambi, che ha registrato un aumento di circa il 33% a 1,48 miliardi di dollari, grazie (come è stato anche il caso degli altri istituti di credito che finora hanno pubblicato i propri dati) all’alta volatilità sui mercati di marzo. L’aumento è stato guidato dagli investimenti in titoli obbligazionari che, nelle ultime settimane, hanno prodotto circa 2,7 miliardi di ricavi, 200 milioni in più rispetto a quanto atteso, mentre quelli azionari hanno generato ricavi per 1,7 miliardi di dollari, 300 milioni in più rispetto al previsto. D’altra parte, si tratta di un aumento che gli analisti avevano ampiamente previsto, proprio in considerazione dell’alta volatilità sui mercati delle ultime settimane, guidata dall’incertezza causata dall’espandersi della pandemia di coronavirus.

Quanto al settore consumi, la BoA ha subito un calo del 45%, a 1,79 miliardi di dollari, guidato dal volume degli accantonamenti e dai bassi tassi di interesse – dopo i molteplici tagli da parte della Federal Reserve, nel tentativo di supportare l’economia reale.

I ricavi nel settore della gestione patrimoniale sono scesi del 17%, a 866 milioni di dollari, mentre infinte il settore del global banking è stato pressoché interamente inglobalo dalle riserve per coprirsi dal rischio credito.

Nel documento con cui l’istituto di credito statunitense ha annunciato gli ultimi dati non si fa menzione di alcuna guidance per il futuro: la pandemia di coronavirus è ancora nel pieno del suo percorso, soprattutto negli Usa, dove le misure di lockdown sono entrate in vigore in ritardo rispetto all’Europa.

Come è andato il titolo in Borsa?

L’apertura in forte ribasso di Wall Street di oggi è guidata soprattutto dai risultati trimestrali delle banche: gli indici statunitensi viaggiano attualmente in ribasso, con il Dow Jones a -2,80%, il Nasdaq a -1,97% e l’S&P 500 a -2,76%.

Il titolo di Bank of America viaggia in calo del 6,45%, a 22,20 dollari per azione.

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