Trimestrale Apple: si prevedono conti in contrazione, ma non solo per l’effetto coronavirus

I ricavi dell’azienda di Curpertino potrebbero subire una leggera contrazione nel secondo trimestre dell’anno finanziario corrente, ma non è una novità in casa Apple. Le azioni intanto perdono terreno

La settimana delle trimestrali tech toccherà il clou giovedì 30 aprile quando, oltre ad Amazon, anche Apple pubblicherà i conti per il secondo trimestre dell’anno finanziario 2019-20 – quelli relativi ai primi tre mesi del 2020.

Gli occhi di analisti e investitori sono puntati sull’azienda di Cupertino soprattutto alla luce dei recenti tonfi del titolo, crollato a 224 dollari lo scorso marzo in seguito al crollo dei mercati provocato nelle ultime settimane dalle ripercussioni economiche della pandemia di coronavirus.

Quali settori saranno andati meglio?

D’altra parte, è ancora dubbio l’impatto che il Covid-19 può aver avuto sull’andamento delle vendite dei prodotti Apple. Piuttosto, gli analisti si concentrano sulla serie di servizi online offerti dall'azienda di telefonia: il settore sembra infatti avviato verso una notevole crescita, grazie anche all’introduzione della piattaforma streaming Apple Tv+; ma a spingere al rialzo i ricavi si prevede siano soprattutto i servizi di streaming di video, musica e videogiochi.

Lo scorso trimestre, le vendite nette del settore servizi sono aumentate del 16,9%, raggiungendo i 12,7 miliardi di dollari. Il balzo in avanti, spinto soprattutto dal fatto che l’ultimo trimestre è stato quello degli acquisti natalizi e, prima ancora, del Black Friday - con sconti che si allargavano anche ai servizi streaming – permette dunque una solida base per assorbire, nel trimestre appena concluso, lo stop forzato dei negozi e le vendite dei nuovi prodotti.

Cosa prevedono gli analisti riguardo alla trimestrale Apple?

D’altra parte, proprio il fatto che il secondo trimestre finanziario per Apple arrivi dopo la stagione delle vendite natalizie e del Black Friday spiega come i ricavi attesi siano tradizionalmente più bassi rispetto a quelli del primo trimestre dell’anno fiscale.

Il discorso si traduce anche su ba se annuale: per il secondo trimestre 2020 gli analisti stimano una contrazione dei ricavi del 3,3% anno su anno, assestandosi a 56,1 miliardi. Per quanto il comparto dei servizi streaming possa assorbire l’impatto del coronavirus, inoltre, sarà innegabile un drastico calo delle vendite di iPhone. In maniera analoga, il consensus si attende una leggera contrazione dell’utile per azione del 3,5%, arrivando a 2,37 dollari per azione.

D’altra parte, anche nel 2019 le cose non andarono diversamente: i ricavi nel secondo trimestre finanziario del 2019 scesero del 5,1% rispetto al trimestre precedente, mentre l’utile per azione passò dai 2,73 dollari del secondo trimestre 2018 ai 2,46 dello stesso periodo, nel 2019.

Dei ricavi, si stima che 13,2 miliardi di dollari arriveranno dal comparto servizi – in aumento rispetto al 2019, quando ammontarono a 11,5 milioni. Si tratta di una sezione di ricavi, questi ultimi, provenienti da una serie di programmi messi a disposizione dall’azienda di Cupertino quali Apple Arcade, Apple TV+, negozi di contenuti digitali come iTunes e l’App Store, ma anche Apple Pay o AppleCare. Tali servizi, per propria natura, costituiscono una fonte di ricavi più stabile – ma anche meno proficua.

Come si stanno muovendo le azioni Apple?

Seguendo l’andamento dell’intero indice Nasdaq, anche le azioni Apple hanno subito un forte ribasso verso la fine di marzo, in corrispondenza del picco dell’emergenza sanitaria – e, di rimando, economica – provocata dal coronavirus.

I titoli Apple hanno riguadagnato terreno nelle ultime settimane e, al momento, quotano a 281,29 dollari ad azione, o,61 punti percentuali al di sotto della parità.

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