Viaggi in Europa: come si preparano le compagnie aeree alla riapertura dei confini

Via libera agli spostamenti oltreconfine (ma all’interno dell’area Schengen) dal 15 giugno, mentre per viaggiare extra-Ue bisognerà attendere luglio. Aumenti sulle quotazioni con EasyJet che segna +4,35% e Air France +8,94%

Con il peggio della crisi sanitaria ormai alle spalle (almeno per i paesi dell’Unione Europea) e la prospettiva di un rapido ripristino dell’area Schengen, il comparto viaggi continua a mettere a segno buoni rialzi, soprattutto in vista della stagione turistica. Sull’Eurostoxxil settore Travel&leisure mette a segno un rialzo dell’1,39%, sfiorando i 200 punti – l’11,9% nell’ultima settimana.

Quando sarà possibile tornare a viaggiare?

Al momento, sembra che la data più probabile per la riapertura dei confini interni all’area Schengen sia il 15 giugno, secondo quanto confermato dalla commissaria europea agli Affari Interni, Ylva Johansson. Venerdì scorso infatti si è tenuto in via telematica un vertice tra i ministri dei 27 a conclusione del quale proprio la metà del mese è emersa come soluzione di compromesso. Non si tratta però di una data vincolante: i paesi che ancora non si sentono pronti (in considerazione anche e soprattutto dell’andamento della curva epidemiologica) potranno ritardare la riapertura dei propri confini, sebbene non oltre la fine di giugno.

Resta ancora in dubbio la riapertura al di fuori dell’area Schengen. Al tempo dell’insorgere della pandemia di coronavirus, la Commissione Europea aveva chiesto agli stati membri di bloccare gli arrivi dai paesi extra-Ue, ponendo il 15 giugno come data limite entro cui riaprire le frontiere esterne. L’evolversi della pandemia ha fatto in modo che tale data verrà posticipata a non prima dell’inizio di luglio, dopo le richieste di diversi stati in tal senso.

D’altra parte, gli stati chiedono all’Europa soprattutto coordinazione: al di là della data, sarà infatti fondamentale che il processi di riapertura, sia interno sia esterno a Schengen, avvenga in maniera graduale, così da non lasciare nessuno indietro.

Il caso del Regno Unito

Non solo mai entrato a far parte dell’area Schengen, ma ora anche politicamente al di fuori dell’Unione Europea: il Regno Unito, a differenza del resto del Continente, potrebbe seguire normative diverse per l’arrivo dei passeggeri internazionali.

Eppure già i principali vettori britannici (British Airways, Ryanair e EasyJet) minacciano di adire le vie legali dopo l’ultima decisione del governo, in base alla quale i passeggeri internazionali che, da lunedì, entreranno nel Regno Unito, dovranno auto-isolarsi per 14 giorni. La disposizione si applica a tutti i mezzi (navi, treni o aerei), ma sono stati soprattutto i Ceo delle principali compagnie aeree a giudicarle apertamente “inappropriate” e “ingiuste”, temendo che le misure possano scoraggiare i viaggiatori.

Non mancano le eccezioni: la quarantena nono sarà necessaria per i lavoratori che devono viaggiare nel Regno Unito almeno una volta a settimana (e viceversa, per i lavoratori britannici), per i lavoratori stagionali e per chi arriva dalle isole britanniche. D’altra parte ciò non risolve il dramma delle compagnie aeree, ovvero il crollo del turismo.

Come si stanno muovendo le azioni del settore?

Dall’inizio della pandemia di coronavirus, le azioni IAG (compagnia anglo-spagnola e casa madre di British Airways, Iberia, Vueling, Aer Lingus e Level) hanno perso oltre il 48% del proprio valore; Ryanair è crollata di circa il 10%, EasyJet ha perso il 37%. Il settore delle compagnie aeree è stato tra i più colpiti dalla pandemia di coronavirus e diversi piccoli attori del sistema non sono sopravvissuti al calo del traffico aereo (uno su tutti: Flybe).

In compenso a partire da venerdì, quando si è iniziata a fare strada l’ipotesi di una riapertura sempre più vicina, le quotazioni die principali vettori hanno osservato notevoli ri​alzi: nelle ore immediatamente successive, Ryanair ha guadagnato il 3,99% (ora viaggia in rialzo dello 0,62%, a 12,98 euro), IAG viaggia in rialzo del 5,62% (345,9 euro) e EasyJet, dopo essere scattata venerdì di oltre l’11%, arrivando a un massimo di 918 euro, ha portato avanti il trend rialzista, arrivando oggi a 929 euro (+4,35%).

Nel resto d’Europa balzano in avanti Air France (+8,94% a 6,07 euro) e Lufthansa (+3,96%, a 11,32 euro).

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