Indici europei di nuovo in rosso, ma migliorano le banche. Oggi focus su Fed

Oggi è la giornata della Fed: improbabili tagli ai tassi, ma si prevede un aggiustamento della previsione economica (su cui non si esprime da dicembre). In Italia occhi su Intesa e Ubi, rimbalza il comparto bancario

Sembrava un rimbalzo degli indici globali, con i futures di Wall Street di nuovo lanciati verso i massimi pre-pandemia (già il Nasdaq, in controtendenza rispetto ai ribassi di ieri, è tornato a sfiorare i 10 mila punti, massimo storico) e anche gli azionari europei piuttosto tonici, trainati soprattutto dal settore bancario - l'indice paneuropeo Stoxx relativo alle banche al momento guadagna lo 0,63%, a 68,34 punti.

Invece, dopo rialzi di quasi un punto percentuale in apertura, gli indici europei hanno lentamente ritracciato i guadagni, scendendo di nuovo sotto la parità: Parigi perde lo 0,19%, Francoforte lo 0,43%, giù anche Londra a -0,32%, Milano (-0,23%) e Madrid (-0,20%).

Quali sono i settori più promettenti in giornata?

Così come ieri erano state le banche a trainare al ribasso gli indici europei, dopo la raccomandazione dell’Esrb (European Systemic Risk Board, organo di supervisione all’interno della Banca centrale europea) di fermare il pagamento dei dividendi di banche, assicurazioni e società finanziarie fino all’inizio del 2021 – la Bce si era già espressa in tal senso all’inizio della crisi pandemica, ma come data limite aveva dato ottobre 2020 -, oggi lo stesso settore segna un rimbalzo, sempre grazie alla Bce. Secondo un’indiscrezione trapelata dalle colonne di Reuters, infatti, l’istituto centrale europeo starebbe valutando l’ipotesi di creare una “Bad bank” per raccogliere i crediti deteriorati che, inevitabilmente, gli istituti di credito europei si troveranno a sostenere, a causa dell’impatto economico della pandemia di coronavirus.

Attenzione a Piazza Affari tuttavia su Intesa Sanpaolo: il progetto di fusione con Ubi Banca ha trovato un ostacolo nel parere sfavorevole dell’Antitrust sia riguardo alla cessione da parte di Intesa di alcune filiali a Bper (nell’ambito dell’offerta pubblica di scambio, Intesa aveva pronosticato la cessione di circa 400-500 sportelli, ma l’Antitrust ha fatto sapere che, in base alla informazioni fornite da Intesa, non sarebbe stato possibile stabilire esattamente il perimetro del ramo d’azienda in passaggio con l’Ops da Ubi a Bper), sia riguardo al merito stesso dell’Ops, che “eliminerebbe dal mercato non solo un operatore capace già oggi di esercitare una significativa pressione concorrenziale, ma anche l'unico competitor tra quelli di medie dimensioni capace di avviare un percorso di consolidamento nel mercato bancario nazionale in modo indipendente”.

Bene anche Atlantia , che guadagna oltre il 2% (24,48 euro) sulle speranze di un nuovo accordo con il governo sulla concessione autostradale e Moncler, che sale del 3,6% (35,39 euro).

Come si prospetta la giornata negli Usa?

Gli occhi degli operatori, non solo negli Stati Uniti ma in tutto il mondo, oggi sono puntati sulla riunione del Fomc, l’organo operativo della Federal Reserve. Stasera alle 20:30 (ora italiana) è attesa la conferenza stampa del presidente della Fed, Jerome Powell: se dal punto di vista dei tassi di interesse non sono previsti cambiamenti (dopo la mossa a sorpresa nel mezzo della fase più acuta della pandemia di coronavirus, quando la Banca centrale Usa ha portato il costo del denaro rasente allo zero), l’attesa dei mercati è per un aggionramento delle previsioni economiche, su cui la Fed non si esprime dallo scorso dicembre.

Nel frattempo, l’attesa smuove le acque sul mercato valutario: torna a indebolirsi il dollaro mentre salgono gli acquisti su euro (EUR/USD sale a 1,1370) e yen (USD/JPY in calo a 107,305), l’intero Dollar Index scende a 96,02.

Acquisti sempre più forti anche sull’oro, che sale a 1.720 dollari l’oncia.

Quanto alle materie prime, frena il petrolio dopo che più voci hanno messo in guardia gli operatori dal rischio di un rally troppo rapido. Da quando, lunedì scorso, anche il Wti ha toccato la soglia dei 40 dollari, il prezzo del barile è tornato a contrarsi: al momento il West Texas viene scambiato per 38,10 dollari, mentre il Brent viaggia a 40,5 dollari al barile.

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