Quotazioni Puma in forte rialzo dopo pubblicazione dei dati trimestrali, ma permane rischio coronavirus

L’azienda tedesca si aspetta una ripresa in tempi brevi dopo lo stop causato dall’epidemia. Intanto, i dati del 2019 mostrano ricavi per oltre 5 miliardi

Dopo Apple, che per prima ha annunciato una revisione al ribasso della guidance 2020 a causa dell’impatto del coronavirus, oggi seguono le tedesche Adidas e Puma, leader europee nel settore dello sport.

Quanto incide la Cina nelle vendite Adidas e Puma?

L’espandersi del coronavirus ha provocato la chiusura di circa la metà dei punti vendita Adidas in Cina, oltre alla contrazione nel numero dei turisti cinesi e, dunque, della loro spesa.

Adidas ha riportato un crollo in Cina dell’85% rispetto al periodo del capodanno lunare 2018. Si tratta di un’area che conta per il 20% delle vendite dell’azienda. Scendono anche gli acquisti in Giappone e Corea del Sud, a causa delle restrizioni sui viaggi. Adidas conta su circa 1.200 punti vendita in Cina. Nei primi nove mesi del 2019, il mercato asiatico ha prodotto un terzo dei 6,4 miliardi di euro di profitto per Adidas.

Non solo: un quinto della produzione Adidas avviene in Cina, dove è proprio dal capodanno lunare che molte fabbriche sono state chiuse (o comunque hanno diminuito i turni), per prevenire un’ulteriore espansione del contagio, che già ha provocato oltre duemila vittime. D’altra parte, i vertici dell’azienda non si sono sbilanciati troppo sui possibili effetti del virus, rimandando qualsiasi previsione all’11 marzo, quando verranno pubblicati i dati finanziari del 2019.

Anche Puma ha temporaneamente chiuso circa la metà dei negozi in Cina, con ripercussioni sul resto dei mercati (soprattutto Singapore, Taiwan e Giappone). D’altra parte, Il Ceo Bjorn Gulden si è detto ottimista circa le capacità di ripresa dell’azienda, grazie al fatto che le fabbriche sono state in grado di riaprire subito dopo la pausa festiva e che, soprattutto al momento della riapertura dei porti, anche le spedizioni sono notevolmente migliorate. “Dovremmo essere in grado di rispettare le consegne di febbraio-marzo con solo tre settimane di ritardo”, ha dichiarato Gulden.

Come è andato l’anno finanziario per Puma?

Puma ha chiuso il 2019 in maniera particolarmente positiva. I dati rivelano un profitto netto pari a 5.502 miliardi di euro, il 18,4% in più rispetto all’anno precedente, mentre l’utile per azione si assesta a 1,76 euro, in rialzo anch’esso rispetto all’1,25 euro del 2018.

L’azienda ha riportato un risultato operativo di 440 milioni, in aumento del 30,5%, mentre l’ebtda ha subito un rialzo da 2,249 a 2,686 miliardi di euro: il margine di profitto è passato dal 48,4% al 48,8%. Sono aumentate anche le spese operative, che hanno raggiunto 2,27 miliardi (il 17,8% in più rispetto allo stesso periodo dello scorso anno). Il tutto per un aumento dell’utile netto del 40%, da 187,4 milioni dell’anno precedente a 262,4 milioni nel 2019.

L’azienda ha comunicato che a maggio staccherà un dividendo di 0,50 euro per azione, e che si aspetta inoltre un aumento delle vendite nel 2020 di circa il 10%. La guidance prende comunque in considerazione l’impatto del coronavirus, ma specifica che le previsioni poggiano sull’assunto che la situazione si stabilizzi nel breve termine.

D’altra parte, per quanto oggi sia il secondo giorno consecutivo in cui il numero dei nuovi casi registrati sia aumentato a un tasso più basso dei giorni precedenti, ancora è presto per considerare l’emergenza in contrazione. Tutt’altro: fino alla settimana scorsa i mercati finanziari si aspettavano un picco dell’epidemia verso la fine di febbraio (il che aveva indotto notevoli rialzi soprattutto sul prezzo del petrolio); pochi giorni dopo, nuove notizie in arrivo dalla Cina e le previsioni degli esperti dell’Oms (l’organizzazione mondiale della sanità) hanno posticipato la probabile fine dell’epidemia ad aprile.

Come si sta muovendo il titolo in Borsa?

La pubblicazione dei dati Puma, avvenuta ieri in serata, ha provocato un rialzo del titolo all’apertura della Borsa di Francoforte di oltre l'8% raggiungendo il massimo da un mese, a 80,10 euro.

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