Quotazioni Ftse Mib in calo come il resto d’Europa, euro dollaro sempre più forte

Le Borse europee tirano il fiato in attesa delle notizie sull’andamento della seconda ondata di covid-19. Sale l’ottimismo per vaccino, EUR/USD a 1,21

Avvio di sessione poco tonico per gli azionari del Vecchio Continente. A due ore dall'apertura a Londra il Ftse 100 perde lo 0,23%, il tedesco Dax lo 0,50%, il francese Cac 40 cede lo 0,40% e lo spagnolo Ibex perde lo 0,52%. Falliscono il recupero le quotazioni del Ftse Mib di Milano, che scendono dello 0,19% a 21.931 punti.

L’Europa attende di capire in quale direzione si evolverà la crisi coronavirus ora che gli stati si apprestano a distribuire vaccini (a partire dai primi mesi del 2021, ad eccezione del Regno Unito che già ieri ha approvato la distribuzione del brevetto Pfizer/Biontech, accelerando il processo).

Quotazioni Ftse Mib caute, di nuovo focus su banche

Nessuna novità dalla revisione trimestrale del Ftse Mib: esclusa dall’ingresso nel listino principali di Milano Ima, che ancora non soddisfa i requisiti minimi ragione delle raggiunte condizioni per il delisting derivanti dai recenti acquisti di Ima Bidco che lancerà l'Opa sulla società emiliana.

Ancora movimenti sui titoli bancari. Mentre le azioni Unicredit tornano a guadagnare (al momento avanzano dello 0,24%) dopo il tonfo seguito al passo indietro del ceo Jean Pierre Mustier, si accumulano le difficoltà sul dossier Monte dei Paschi, che il Tesoro sta ancora cercando di privatizzare.

Nel frattempo ieri il comitato nomine di Gae Aulenti ha allargato la rosa di nomi per il dopo-Mustier, escludendo la creazione di una task force interna per formare il nuovo consiglio d’amministrazione. Tra i nomi presi in considerazione c’è anche l'ex numero uno di Ubs Sergio Ermotti, mentre tra le possibili soluzione “interne” spiccano i nomi di Carlo Vivaldi, co-Coo, Francesco Giordano, co-Ceo del commercial banking Western Europe e Niccolò Ubertalli, co-ceo commercial Banking Eastern Europe.

Attenzione anche a Mediobanca (+0,75%): ieri a mercati chiusi il numero uno di EssilorLuxottica, l’imprenditore Leonardo Del Vecchio, ha aumentato la propria quota portandosi all’11% grazie all’acquisto di 7,4 milioni di titoli. Alla fine dell’estate era arrivato il nullaosta dall’UE affinché la Delfin di Del Vecchio potesse aumentare la propria quota in Piazzetta Cuccia fino al 20%.

In calo lo spread tra Btp e Bund tedeschi, che scende a 111 punti perdendo l’1,36%.

In calo invece i petroliferi: Tenaris perde l’1,60%, Saipem l’1,72% e le azioni Eni lasciano sul terreno l'1,242% mentre oggi l’Opec+ dovrebbe decidere se estendere l’attuale regime di tagli alla produzione (7,7 milioni di barili in meno al giorno), con un ritardo che ha leggermente pressato il prezzo del greggio.

Al momento il Wti è stabile a 45,32 dollari al barile mentre il Brent viaggia a 48,39 dollari al barile.

Focus sull’UK: a che punto è la Brexit?

Proseguono nel frattempo le discussioni sull’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea: Londra e Bruxelles hanno tempo fino alla fine del mese per trovare un accordo economico che regoli la Brexit.

Dalla settimana scorsa una serie di dichiarazioni ottimistiche da parte del ministro degli Esteri Rishi Sunak hanno fatto ben sperare i mercati, e anche il premier Boris Johnson vede la luce in fondo al tunnel.

Nelle ultime ore tuttavia Francia, Danimarca e Paesi Bassi hanno fatto sapere di voler apporre i proprio veto all’accordo che starebbero per raggiungere il capo negoziatore europeo Michel Barnier e il suo omologo britannico David Frost. Motivo: il timore che si tratti di un accordo tropo accomodante, avallato dal rifiuto da parte di Frost di girare la bozza dell’accordo agli ambasciatori di suddetti stati.

Quali notizie dal resto dei mercati finanziari?

Contrastati anche i futures Usa che, come il resto degli azionari globali, rallenta dopo il rally di novembre e i record toccati negli ultimi giorni. I contratti su Dow Jones e S&P 500 viaggiano in calo rispettivamente dello 0,14% e 0,15%, bene invece il Nasdaq a +0,15%.

Ieri l’S&P ha aggiornato di nuovo i propri massimi storici sulla scia dell’ottimismo con cui i mercati guardano a un nuovo sprint per l’approvazione di un pacchetto di aiuti fiscali, soprattutto in vista della scadenza degli attuali, a fine mese.

Sul fronte valutario prosegue la corsa dell’euro, arrivato a sfondare la soglia di 1,21 contro il dollaro. Sale anche la sterlina sulle buone prospettive per un accordo sulla Brexit e il cambio EUR/GBP viaggia a 0,90, mentre resta stabile a 104,261 la coppia valutaria USD/JPY.

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