Quotazioni Ftse Mib in rialzo, ma è tonfo azioni Unicredit

L’addio dell’ad Jean Pierre Mustier apre nuovi scenari per Gae Aulenti. Ftse Mib in rialzo, bene l’Europa dopo accordo di ieri su riforma MES, EUR/USD ai 1,1979

  • Alle 10:30 le quotazioni sul Ftse Mib avanzano di quasi mezzo punto percentuale. Male Unicredit (-5,87%), bene gli industriali
  • In rialzo anche il resto degli azionari europei: Dax +0,96%, Cac40 +0,93%, Ftse 100 +1,67%
  • EUR/USD a 1,1979 ai massimi da tre mesi, gli investitori fuggono dal dollaro su ottimismo per vaccini e previsioni accomodanti della Fed (in mancanza di accordo su aiuti fiscali al Congresso Usa)

I buoni dati macro in arrivo dall’Asia e il rally dei mercati con cui si è chiuso novembre danno il via al nuovo mese su una scia di rialzi, che si propagano anche sul Ftse Mib di Milano, che avanza dello 0,46% a 22.161 punti.

A trainare al rialzo le Borse europee è l’indice dei direttori agli acquisti nel settore manifatturiero in Cina, stilato dall’istituto Caixin, che a novembre ha segnato il 54,9 punti – il valore più alto di sempre -, oltre all'Eurogruppo di ieri e alle buone notizie che si sussegono sul fronte vaccini anti-covid.

Come si stanno muovendo le quotazioni sul Ftse Mib?

Oggi su Piazza Affari gli occhi degli investitori sono puntati sulle azioni Unicredit, in caduta libera del 5,41% a 8,16 euro l’una dopo l’annuncio dell’addio di Jean Pierre Mustier, amministratore delegato fino alla fine del mandato (ad aprile 2021) dopo le differenti vedute emerse nella discussione del piano strategico Team 23.

Niente rancori: “'In ogni caso – dichiara Mustier - ho sempre sostenuto che cinque anni sono il periodo di tempo ideale per svolgere il ruolo di Ceo in una azienda e i miei cinque anni in UniCredit sono stati, per non dire altro, un'esperienza straordinaria”.

Dal prossimo anno il presidente designato Pier Carlo Padoan e il consiglio d’amministrazione daranno il via alla ricerca di un sostituto. Non si escludono nomi esterni: circolano quello di Marco Morelli (ex Monte dei Paschi), Bernardo Mingrone di Nexi, Victor Massiah (Ubi) e Alberto Nagel di Mediobanca.

Male anche il comparto farmaceutico, con Diasorin e Amplifon che perdono rispettivamente l’1,64% e il 2%, mentre dall’altro lato dell’oceano sul Nasdaq Moderna avanza sulle notizie di nuovi test che avrebbero portato l’efficacia del suo vaccino anti-covid al 94,1%.

Sopra la parità invece Intesa Sanpaolo e Bper Banca, rispettivamente in rialzo del 2,69% e dell’1,98%, bene anche gli industriali con Pirelli a +2,07% e Leonardo a +1,85%.

Quali altre notizie in arrivo dall’Europa?

Rilasciati in mattinata i dati sugli indici dei direttori agli acquisti nel settore manifatturiero in Italia, Francia e Germania – rispettivamente 51,5 punti, 49,6 e 57,8 punti.

In Italia l’Istat ha inoltre rilasciato i dati ufficiale sul prodotto interno lordo del terzo trimestre, in calo del 5% rispetto allo stesso periodo del 2019 e in aumento del 15,9% trimestre su trimestre.

A breve è atteso il livello di inflazione nell’Eurozona (le previsioni lo vogliono in calo dello 0,2%). Intanto, gli azionari europei proseguono la sessione in rialzo galvanizzati anche dall’accordo raggiunto ieri dall’Eurogruppo sulla riforma del Mes: approvazione della cosiddetta Backstop, la rete di sicurezza che permette al Meccanismo europeo di stabilità di contare su una linea di credito che funga da garanzia di ultima istanza per il Fondo Unico di Risoluzione, anticipata al 2022.

Come si sta muovendo il resto dei mercati finanziari?

Positivi i futures Usa, con rialzi che vanno dall’1,04% degli scambi pre-market sul Dow Jones allo 0,67% di quelli sul Nasdaq, passando per il +0,92% dell’US 500.

In attesa del prossimo meeting della Federal Reserve, il 15 e 16 dicembre, la convinzione in un intervento accomodante della Banca centrale Usa porta gli investitori ad abbandonare il dollaro, che si mantiene sui minimi dal 2018 con il dollar index a 91,58.

Di contro l’euro ritorna ai massimi da tre mesi (EUR/USD a 1,1979).

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