Quotazioni Exor in rally dopo indiscrezioni su negoziati per cessione PartnerRe alla francese Covéa

La holding della famiglia Agnelli traina al rialzo il Ftse Mib dopo le voci sulle trattative per cedere la compagnia riassicurativa

Qual è il piano di Exor e Covéa?

Non vi sono ancora state conferme ufficiali ma, secondo indiscrezioni nel settore, sembra che Exor sia in trattative con la compagnia assicurativa francese Covéa per la cessione della statunitense PartnerRe – attiva nel settore delle riassicurazioni, di cui Exor detiene il 100% del capitale e il 99,66% dei diritti di voto.

Si tratterebbe di un affare dal valore di nove miliardi di dollari: 2,1 in più rispetto a quanto la holding degli Agnelli aveva pagato al momento dell’acquisto, nel 2016, strappando PartnerRe dalla concorrente Axis Re con il più grande investimento singolo mai operato dall’azienda. Al tempo, l’intenzione fu quella (non esente da critiche) di diversificare il proprio core business, ovvero il settore automobilistico.

Dall’altro lato, Covéa cerca di allargarsi da quasi un anno. Già nel gennaio 2019 erano fallite le trattative con la francese Scor (di cui Covéa deteneva l’8,17%), dopo che il Ceo Thierry Derex dichiarò che sarebbe stato più plausibile guardare a “una crescita esterna”. Mentre Scor infatti è particolarmente attiva nella protezione da rischi di piccola entità ma alta ricorrenza (incidenti automobilistici e domestici), per i quali già Covéa in Francia è leader del settore, l’intenzione diventò quella di esporsi piuttosto nel settore riassicurativo.

Negli ultimi mesi quest’ultimo (in cui le compagnie assicurative si proteggono a loro volta dal rischio di non riuscire a corrispondere i premi assicurativi) ha infatti trovato nuova linfa in nuove regolamentazioni del settore e nei bassi tassi di interesse, che incidono sui premi degli assicurati. Negli ultimi anni, inoltre, il settore ha sentito il peso dell’aumentare di gravi catastrofi e incidenti, che mettono in pericolo gli investimenti nel settore assicurativo.

Che rapporti corrono tra Exor e la Francia?

Da una parte la cessione di PartnerRe; dall’altra, l’acquisizione di Psa da parte di Fiat-Chrysler Automobiles (altra società di cui Exor detiene il 28,67% del capitale): nel 2020, i rapporti con aziende francesi risulteranno in un aumento di valore per Exor pari a 7,6 miliardi di dollari – con conseguente e notevole aumento del dividendo.

L’accordo con Peugeot Société Anonyme, di cui si è iniziato a parlare a fine ottobre, sarebbe tuttora in corso di definizione. La fusione tra le due case automobilistiche darà luogo a un colosso nel settore da 50 miliardi di dollari, con Carlos Tavares (Ceo di Peugeot) come amministratore delegato e John Elkann (presidente Fca) che ricoprirà la stessa carica all’interno del nuovo gruppo. Exor parteciperà con il 14,5% della quota, mentre è ancora da chiarire il ruolo della cinese Dongfeng, che attualmente fa parte di Psa, alla quale dovrebbe spettare il 5,9%.

In quali altre aziende partecipa Exor?

La holding della famiglia Agnelli conta su una capitalizzazione di circa 24 miliardi di dollari; se l’operazione con Covéa dovesse andare in porto, aumenterebbe di circa altri 3 miliardi.

Nata come attiva nel campo dell’automotive, oltre al gruppo Fca, Ferrari (di cui detiene il 22,9%) e Cnh (26,9%), oggi Exor detiene quote in diversi comparti: il club calcistico Juventus (con il 63,77% del capitale), l’editore The Economist Group (43,4%) e GEDI (43,8%).

Come sta andando il titolo in Borsa?

La notizia, iniziata a trapelare venerdì, ha provocato un forte rialzo delle quotazioni Exor, che oggi hanno registrato la performance migliore del Ftse Mib, anch’esso trainato al rialzo. Grazie a Exor, Piazza Affari ha registrato il risultato migliore rispetto agli altri listini europei. Il titolo ha registrato un massimo intraday di 74,42 e ha chiuso a 73,04 (+4,08%).

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