Prezzo dell’oro torna a salire dopo QE “illimitato” da parte della Federal Reserve

Le stime fortemente al ribasso del Pil Usa per il prossimo trimestre finora hanno spinto le vendite sull’oro, ma l’iniezione di liquidità da parte della Fed potrebbe aver invertito la tendenza

Torna a salire il prezzo dell’oro. Dopo giorni di alta volatilità anche sul mercato dei metalli preziosi, il timore dell’impatto economico del coronavirus ha scatenato il panic selling da parte degli investitori, alla ricerca di liquidità, spingendo a forti vendite anche il bene rifugio per eccellenza.

Perché il prezzo dell’oro sta salendo?

Ad aver contribuito all’aumento del prezzo del metallo prezioso è stato il terzo annuncio straordinario in tre settimane da parte della Federal Reseve. La Banca centrale Usa ha infatti deciso di rivedere al rialzo il programma di Quantitative Easing lanciato la settimana scorsa: non più un tetto da 700 miliardi di dollari per gli acquisti dei Titoli del tesoro e ipotecari, ma risorse illimitate: “Sforzi aggressivi devono essere portati avanti nel settore pubblico e in quello privato per limitare la perdita di lavoro e salari e per promuovere la ripresa”, si legge nel comunicato.

Il prezzo dell’oro è balzato di oltre il 2% subito dopo l’annuncio della Federal Reserve, tornando a superare la soglia psicologica dei 1.500 dollari al barile.

Per quanto i listini di Wall Street non sembra abbiano incassato il colpo, continuando a viaggiare al ribasso dopo timidi tentativi di recupero, la mossa della Fed ha comunque garantito abbastanza liquidità sul mercato da restituire fiducia agli investitori.

Cosa ha spinto al ribasso il prezzo dell’oro nelle ultime settimane?

Prima dell’annuncio della Fed, i futures su Wall Street viaggiavano in notevole ribasso, tra l’incertezza del terzo pacchetto di supporti fiscale in discussione al Senato (che tuttavia ha incontrato l’opposizione dei democratici) e le misure di lockdown disposte dall’amministrazione Trump, che ha disposto la chiusura delle attività non essenziali, per tentare di contrastare il diffondersi della pandemia di Covid-19.

Allo stesso tempo, la corsa al dollaro (che ha provocato una forte svalutazione dell’oro) è stata stimolata dalle previsioni delle banche d’investimento: in mattinata, JP Morgan ha annunciato una contrazione del Pil Usa del 14% nel secondo trimestre del 2020, Goldman Sachs prevede una flessione del 24% mentre Morgan Stanley arriva addirittura a prospettare -30%. Niente però a confronto delle previsioni della Fed stessa, che stima un crollo del 50% del Pil Usa entro giugno.

Come si sta muovendo ora il prezzo dell’oro?

Il metallo prezioso è dunque tornato a massimi che non si vedevano da una settimana, un rialzo del 4,35% da stamattina, fino ad arrivare a quota 1.558 dollari l’oncia.

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