Prezzo dell’oro in rialzo: mossa a sorpresa Fed e vittoria Biden non rassicurano i mercati

I timori per il coronavirus annullano (o quasi) i tentativi di rialzo. Mentre l’Opec cerca di reagire con ulteriori tagli alla produzione, il prezzo dell’oro resta sopra i 1.600 dollari l’oncia

I timori legati al coronavirus e all’impatto sull’economia continuano a confermarsi più forti di qualsiasi altro evento, che sia studiato o meno, per ridare slancio ai mercati finanziari. La cartina al tornasole delle difficoltà delle Borse globali è, come al solito, il prezzo dell’oro, che per tutta la giornata ha continuato a salire.

Il taglio dei tassi della Fed e la vittoria di Biden

È stato così subito dopo la mossa a sorpresa della Fed quando, martedì scorso, ha annunciato il taglio di mezzo punto percentuale sui tassi di interesse, arrivando a una forbice compresa tra 1,25% e 1%. La manovra, adottata a margine di un incontro straordinario del G7 pensato proprio per studiare misure di sostegno all’economia, dopo aver provocato un’ampia volatilità sui mercati, non ha poi scatenato quell’effetto al rialzo che si aspettava. In compenso, il prezzo dell’oro in quell’occasione ha subito un rialzo del 2,87%.

Neanche la vittoria di Joe Biden al super-Tuesday è riuscita a imprimere quell’ottimismo che serviva ai mercati. Nel giorno in cui la maggior parte degli elettori democratici Usa si è recata alle urne per votare il candidato alle primarie di partito (in palio c’erano 1.300 delegati da portare dalla propria parte alla convention di partito), l’ex vice di Obama ha riportato la maggioranza in nove dei 14 stati in cui si è votato – manca all’appello lo stato più popoloso, la California, che ha preferito Bernie Sanders.

Per quanto Wall Street abbia appressato l’emergere di Biden (tradizionalmente più amico dei mercati rispetto al socialista Sanders), l’effetto non è durato molto. Ieri gli indici Usa hanno chiuso in rialzo, con l'S&P che ha segnato un rialzo del 4,22% e il Nasdaq del 3,85% - risultati che hanno trainato al rialzo anche le Borse asiatiche, spinte anche dagli oltre 15 miliardi di dollari (110,48 miliardi di yuan) stanziati dal governo cinese per far fronte all’epidemia.

Eppure gli indici oggi hanno viaggiato per lo più in ribasso, dopo un cauto tentativo di ripresa all’inizio della sessione per quelli europei.

La decisione dell’Opec sul prezzo del petrolio

D’altra parte, oggi gli occhi erano puntati sul vertice dell’Opec. I capi di stato e di governo dei principali paesi esportatori di petrolio si sono infatti riuniti a Vienna per trovare un accordo su ulteriori tagli alla produzione di petrolio. Si tratta di un progetto su cui lavora da dicembre, ma che ha trovato ancora più urgenza agli occhi di Riad dato il calo della domanda del greggio a causa dello stop alla produzione cinese causato dal coronavirus.

Tra Russia, contraria alla mozione ma favorevole a prolungare il periodo dei tagli già stabiliti, e Arabia Saudita, alla fine l’ha spuntata quest’ultima. I 14 membri del gruppo confermeranno dunque nella riunione di domani la decisione di prolungare fino alla fine del 2020 i tagli alla produzione, oltre ad aumentarli fino a 1,5 milioni di barili al giorno. D’altra parte, la Russia ancora non approva e l’accordo avrà bisogno dell’unanimità dei membri.

Il prezzo del petrolio si conferma attualmente in calo, con il Wti a 46,79 dollari al barile e il Brent a 50,92 dollari al barile.

A quanto viaggia il prezzo dell’oro?

In tutto ciò, il prezzo dell’oro per tutta la giornata ha osservato lievi rialzi, fino a raggiungere il massimo da dieci giorni. Il metallo prezioso quota attualmente a 1.662,93 dollari l’oncia.

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