Prezzo dell’oro ai massimi da 7 anni sulla scia dei timori per il coronavirus

Scende il numero dei nuovi contagi, ma sale quello delle vittime al di fuori della Cina: la tensione sul mercato potrebbe far superare la soglia dei 1.650 dollari/oz

Nonostante il calo dei nuovi casi registrati nella provincia dell’Hubei in giornata, la notizia della prima vittima in Corea del Sud e dei due cittadini giapponesi deceduti dopo esser stati contagiati a bordo della nave da crociera Diamond Princess (3.700 persone ancora a bordo, per circa 630 casi di contagio registrati) hanno provocato nuovi ribassi sugli indici azionari e, di riflesso, un aumento del prezzo dell’oro.

A quanto viaggiano le quotazioni dell’oro?

Il metallo prezioso ha registrato nelle ultime due settimane un rialzo di circa il 4%, arrivando a quota 1.620 dollari l’oncia. Si tratta del livello più alto raggiunto dal febbraio 2013.

Il rialzo riflette la reazione dei mercati soprattutto alla luce delle preoccupazioni che sia la Federal Reserve che la Banca centrale europea hanno rimarcato, rispettivamente, nella riunione del 28-29 gennaio (i cui verbali sono stati pubblicati ieri sera) e in quella del 22-23 gennaio (le cui minute sono state pubblicate in giornata). In realtà, la riunione dell’istituto centrale si è svolta a pochi giorni dal diffondersi della notizia della nuova epidemia; dunque, l’invito a smorzare gli ottimismi era dovuto per lo più all’attento monitoraggio dei rapporti commerciali tra Usa e Cina e all’incertezza per la Brexit – avvenuta dopo una settimana.

Il prezzo dell’oro ha superato persino il picco raggiunto a inizio gennaio, quando il metallo prezioso aveva raggiunto un massimo di 1.611 dollari l’oncia nel momento in cui le tensioni tra Stati Uniti e Iran erano al massimo (dopo l’uccisione del leader iraniano Qassem Soleimani).

Perché il prezzo dell’oro sta aumentando?

L’aumento delle vittime al di fuori della Cina per il coronavirus hanno aggiunto preoccupazione sull’entità dell’impatto dell’epidemia a livello globale; ma anche le cattive notizie in arrivo da un 2019 particolarmente difficile per l’economia Europea: sono tutti fattori che stanno contribuendo a un ambiente particolarmente favorevole per un ritorno ai beni rifugio.

In un ennesimo tentativo di supportare l’economia cinese, la banca centrale di Pechino ha disposto ieri un ulteriore taglio dei tassi di riferimento sui prestiti alle imprese, passati dal 4,15% al 4,05% per i prestiti a un anno e dal 4,8% a 4,75% per quelli a cinque anni.

Cosa si prevede per il futuro?

Gli analisti stimano che il prezzo dell’oro potrebbe continuare ad alzarsi nei prossimi giorni, fino a sfondare la soglia di 1.650 dollari l’oncia.

D’altra parte, molto dipende dal decorso del virus. Qualora infatti i danni sull’economia globale venissero registrati soprattutto nel primo trimestre del 2020 (ipotizzando dunque un picco dell’epidemia in queste settimane), sarebbero poi gradualmente riassorbiti nel corso dell’anno.

Al contrario, gli analisti di Citi hanno stimato un aumento del prezzo dell’oro fino a 1.700 dollari l’oncia nei prossimi 12 mesi, addirittura fino a 2.000 tra i 12 e i 24 mesi. L’agenzia prende in considerazione, oltre al dilagare del coronavirus, anche altre variabili in grado di pesare sull’economia mondiale, come l’andamento della guerra commerciale e le presidenziali statunitensi.

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