Prezzo azioni Netflix: 5 fattori da tenere d’occhio in vista delle prossime trimestrali

L’emergenza coronavirus ha costretto miliardi di persone a casa, provocando un’impennata delle ore trascorse davanti alla televisione. Come reagirà la più famosa azienda di servizi streaming?

Trimestrali Netflix: a cosa prestare attenzione

L’effetto coronavirus

In pubblicazioni domani i dati del primo trimestre della compagnia streaming per eccellenza. Si tratta di uno dei pochi comparti per cui le aspettative degli analisti riescono ad essere più che positive, proprio per via del fattore che, invece, è riuscito a bruciare oltre un terzo dei guadagni di Wall Street dall’inizio dell’anno: la pandemia di coronavirus, che ha costretto circa quattro miliardi di persone in tutto il globo a restare in casa.

La crescita dei ricavi

Due i fattori a cui prestare particolare attenzione: la crescita dei ricavi e le previsioni dei nuovi iscritti nel secondo trimestre, in grado di determinare l’andamento delle azioni Netflix in un contesto di alta volatilità sul mercato. Quanto al primo, i vertici dell’azienda di streaming avevano già avvertito di un probabile calo nei primi tre mesi del 2020 sia del ricavo medio per utente iscritto sia delle nuove iscrizioni.

A pesare di più sul ricavo medio per utente sarà infatti l’aumento del costo dell’abbonamento ai servizi Netflix negli Stati Uniti, implementato tra il primo e il secondo trimestre dell’anno scorso: questo si tradurrà infatti in una decelerazione del tasso di crescita dei ricavi medi per utente rispetto al primo trimestre del 2019, quando i prezzi degli abbonamenti stessi aumentarono di una quota compresa tra il 13% e il 18%, in base al proprio piano.

Secondo la guideline pubblicata con l’ultima trimestrale, l’azienda si aspetta una crescita dei ricavi pari al 26,8% rispetto ai primi tre mesi del 2019, corrispondente a circa 5,73 miliardi di dollari. D’altra parte, il dato non tiene in conto degli effetti del lockdown imposto nel tentativo di contenere la pandemia di covid-19: si stima che, nell’ultimo mese, solo negli Usa il tempo medio trascorso davanti ai servizi streaming sia raddoppiato.

Le previsioni del numero di nuovi iscritti

Parametro per eccellenza nel determinare lo stato di salute della maggior parte delle aziende tech, gli analisti ricordano l’aumento record del primo trimestre del 2019, quando i nuovi iscritti furono 9,6 milioni in più (un aumento del 16% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente). D’altra parte, difficilmente sarà possibile aspettarsi un risultato simile in questo momento storico: gli analisti hanno stimato un aumento (il numero di iscritti su Netflix non ha fatto altro che aumentare, dal 2017), ma più contenuto, intorno ai sette/otto milioni di nuovi utenti.

La particolare situazione dovuta al coronavirus infatti copre solo le ultime settimane: quand’anche fosse il caso di un incremento nei nuovi abbonamenti, il dato sarebbe da spalmare tra il primo e il secondo trimestre. Inoltre, proprio negli ultimi mesi Netflix ha dovuto fare i conti con altri competitor, piombati sul mercato con incredibile tempismo.

La concorrenza

Al fattore lockdown, che ha tenuto miliardi di persone confinate in casa, si aggiunge infatti anche quello della concorrenza. A novembre hanno infatti debuttato i nuovi canali di streaming Disney+ e Apple Tv+.

La prima, in partnership con la piattaforma Verizon (da cui proviene circa il 50% dei nuovi iscritti a Disney+; un altro 20% è stata drenato dal gruppo Disney) nei primi tre mesi di vita è riuscita infatti ad attirare circa 28 milioni di utenti.

Quanto alla seconda, invece, i dati noti finora non fanno troppa paura. Un’analisi di Wall Street ha calcolato che, tra gli utenti Apple che potrebbero usufruire del servizio gratuitamente per un anno, ad aderire è stato meno del 10%. Poche menzioni sull’andamento di Apple Tv+ anche nell’ultima trimestrale: il ceo Tim Cook si è limitato a dire che “ha avuto un inizio stimolante”.

Cosa si aspetta il consensus per la prossima trimestrale?

Gli analisti sono dunque concordi nell’indicare un aumento dei ricavi nei primi tre mesi del 2020 pari a 5,7 milioni di dollari, corrispondenti a un utile per azione pari a 1,65 dollari (che scende a 1,61, secondo gli analisti del Nasdaq): un balzo del 117% rispetto ai primi tre mesi del 2019, quando era ancora a 0,76 dollari alla conclusione dell’anno finanziario.

Netflix pubblicherà i dati sul primo trimestre 2020 domani, dopo la chiusura dei mercati.

Come stanno andando le azioni Netflix?

Per la natura del settore in cui opera, le azioni dell’azienda di Los Gatos hanno seguito un andamento discosto dal resto delle azioni sul Nasdaq, dove l’incertezza causata dalla pandemia di coronavirus ha provocato un aumento esponenziale delle vendite. Al contrario, da metà marzo le azioni Netflix hanno osservato un aumento del 40%, aumentando le aspettative degli investitori.

Al momento, il titolo Netflix quota in rialzo del 4,62%, a 442,7 dollari per azione.

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