Prezzo azioni Exor crolla dopo dietrofront di Covea nell’acquisto di PartnerRe

La compagnia assicurativa francese manda a monte l’acquisizione della controllata di Exor. Nonostante l’affare da 9 miliardi sfumato, la holding va avanti: “Ci sono nuove opportunità”

Le voci sulle cessione della compagnia di riassicurazioni statunitense PartnerRe alla francese Covea si inseguivano dallo scorso febbraio. Poi, il 3 marzo, è arrivata la firma del Memorandum of Understanding tra le due. Nelle ultime ore, la notizia: Covea si è ritirata dall’affare.

Perché Covéa ha deciso di tirarsi indietro?

Stando a quanto annunciato da Exor in un comunicato publicato ieri sera, il cda della holding della famiglia Agnelli sarebbe “venuto a conoscenza dell'intenzione di Covea di non onorare l'impegno di acquistare PartnerRe secondo i termini stabiliti dal Memorandum of Understanding (Mou) annunciato il 3 marzo 2020”.

Tali termini prevedevano un pagamento dal valore di nove miliardi di dollari: circa tre miliardi in più rispetto a quanto corrisposto dalla famiglia Agnelli quando, nel 2016, l’aveva strappata ad Axis Re per 6,7 miliardi di dollari (di cui 660 milioni ritornati sotto forma di dividendi). In occasione dell’ufficializzazione della transazione, le due compagnie avevano aggiunto alla cifra altri 50 milioni di dollari da corrispondere in dividendi.

L’operazione avrebbe dovuto concludersi entro l’ultimo trimestre di quest’anno, ma il dietrofront di Covea ha cambiato le carte in tavola. Davanti alla rinegoziazione del prezzo per PartnerRe, infatti, Exor ha fatto sapere che vendere la compagnia “a un prezzo inferiore rispetto a quello indicato nel Mou non riflette il valore della società”. Covea avrebbe chiesto uno sconto sul prezzo di PartnerRe di due miliardi di dollari.

Le ragioni per cui la compagnia assicurativa francese abbia deciso di tirarsi indietro non sono ancora note. Al momento della rinegoziazione del Mou, secondo quanto riferito dalla holding della famiglia Agnelli, “Covea non ha mai indicato l'esistenza di cambiamenti sostanziali negativi, incluso il rischio della pandemia, o altri problemi legati a PartnerRe”.

Cosa si prevede per il futuro?

La questione passa ora agli avvocati. Presumibilmente Covea sarà tenuta al pagamento delle penali espresse dal memorandum of understanding.

In ogni caso il presidente di Exor, John Elkann, ha fatto sapere che “il viaggio con PartnerRe va avanti”. PartnerRe dal 1993 fornisce riassicurazione danni materiali e assicurazioni vita e salute su base mondiale; Exor ne detiene il 100% del capitale e il 99,66% dei diritti di voto.

In una lettera ai dipendenti di PartnerRe Elkann rassicura sul fatto che PartnerRe “gode di uno dei più alti indicatori di capitale e di liquidità del settore riassicurativo a livello globale e si prevede non avrà sostanziali impatti dalla pandemia Covid-19".

Secondo quanto dichiarato dalla holding degli Agnelli, “Con uno degli indicatori di solidità patrimoniale e di liquidità più alti del settore, ci sono ora nuove opportunità per mettere a frutto la capacità di ottenere prezzi e condizioni migliori, una maggiore domanda di servizi di riassicurazione, e la scarsità di capitale disponibile per molti prodotti e in diverse aree del mondo”.

Caduta l’offerta, dunque, Exor e PartneRe tornano a lavoro in un contesto, quello dell’emergenza coronavirus, che nel settore assicurativo non attende impatti come quelli che, nelle ultime settimane, hanno affossato decine di titoli sul Ftse Mib. Non solo: diversi analisti mettono in luce come la reazione al dietrofront di Covéa possa incidere positivamente sull’altra trattativa che Exor ha in ballo con i francesi, ovvero la fusione tra Fca e Psa.

A differenza del settore assicurativo, quello automobilistico è proprio tra i più colpiti dalla pandemia di coronavirus: per quanto le due case automobilistiche non abbiano messo in discussione il matrimonio, neanche dopo il crollo delle immatricolazioni in tutta Europa di circa il 90% ad aprile, resta alta l’attenzione dei mercati su eventuali colpi di scena.

Come si sta muovendo il titolo Exor sul Ftse Mib?

Dall’apertura di stamattina le azioni Exor non riescono a recuperare le perdite e viaggiano in ribasso del 5,24%, a 44,82 euro l’una.

In calo anche Fiat-Chrysler Automobiles, che perde il 2,66% e scende a 7,93 euro per azione, ma è l’intero Ftse Mib che sconta pressioni negative provenienti soprattutto dalle ombre gettate ieri sul rischio di una nuova ondata di contagi da Covid-19 nel momento in cui dovesse passare alla riapertura delle attività commerciali, che si aggiunge ai dati negativi sui nuovi casi registrati nelle ultime ore in Germania e in Asia.

Piazza Affari al momento perde l'1,23% e scende a quota 17.343,64 punti.

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