Nonfarm payrolls: 4,8 milioni di posti di lavoro in più negli Usa

A giugno il tasso di disoccupazione negli Usa scende all’11,1%. In calo il salario medio, Dow Jones vivace in apertura a +1,5%

Il numero delle nuove buste paga create a giugno negli Stati Uniti ha superato ogni previsione: rispetto ai 2,9 milioni calcolati dagli analisti del Dow Jones, nell’ultimo mese sono stati registrati ben 4,8 milioni di posti di lavoro in più rispetto al mese precedente, quello di maggio – rivisto anch’esso al rialzo, dagli originari 2,509 milioni a 2,699 milioni.

Il dato scomposto

Si tratta del rialzo più repentino e veloce mai registrato dal Bureau of Labor Statistics. La disoccupazione Usa passa dal 13,3% di maggio all’11,1%, grazie alla riapertura delle attività economiche post-coronavirus. Non a caso, i rialzi più notevoli sono stati registrati nel settore dei servizi e dell’intrattenimento, i più colpiti dal lockdown che tra marzo e aprile ha richiesto la chiusura di tutte le attività economiche non essenziali.

Il numero totale dei disoccupati scende così a 17,8 milioni, in calo i 3,2 milioni. Scende il numero delle persone in congedo temporaneo dal lavoro (-4,8 milioni, raggiungendo la cifra di 10 milioni); tuttavia, aumenta quello dei licenziamenti, 588 mila in più a giugno per un totale di 2,9 milioni.

I dati del Bureau sottolineano inoltre come ad essere diminuito sia il volume di persone rimaste senza lavoro da meno di cinque settimane (un milione in meno, a 2,8) e tra le cinque e le 14 settimane (3,3 milioni in meno, a 11,5 milioni); di contro, quello delle persone senza lavoro da oltre 15 settimane è continuato ad aumentare, registrando oltre 3,3 milioni in più rispetto al dato di maggio.

La maggior parte dei posti di lavoro guadagnati son ostati assorbiti dal settore terziario: intrattenimento e turismo, commercio al dettaglio, educazione e servizi sanitari, tra gli altri. D’altra parte, il salario medio orario a giugno è sceso di 35 centesimi, a 29,37 dollari per il settore privato, che diventano 23 per i liberi professionisti.

Per quanto la pandemia di Covid-19 abbia influito sulla raccolta stessa dei dati, il Bureau of Labor Statistics ha sottolineato come nel report di giugno la classificazione dei dati sia avvenuta in maniera più ordinata rispetto alla precedente, quando un certo caos sui numeri raccolti aveva fatto persino dubitare della veridicità del tasso di disoccupazione – al tempo calato da quasi il 20% al 13,3%.

Le richieste di disoccupazione

Il dato sui nonfarm payrolls è stato rilasciato con un giorno di anticipo, in vista del lungo week end in cui gli Usa festeggeranno l’indipendenza. Si sono dunque venuti a sovrapporre a quello sulle richieste settimanali di sussidi di disoccupazione, che tuttavia non ha riservato sorprese altrettanto eclatanti: il numero dei lavoratori che per la prima volta ne hanno fatto richiesta, la scorsa settimana, è diminuito di 55.000 a 1,427 milioni di unità, a fronte di attese per un dato a 1,380 milioni.

D’altra parte, i dati raccolti dai nonfarm payrolls risalgono a oltre dieci giorni fa, quando i nuovi contagi giornalieri da Covid-19 negli Usa ancora sembravano sotto controllo. In poco tempo invece la situazione è cambiata (solo ieri ne sono stati registrati 50 mila) e finora già 12 stati stanno procedendo con lo stop all’allentamento delle misure di lockdown, nel timore di una nuova emergenza sanitaria.

“È il secondo mese consecutivo che le cifre sui NFP sorprendono positivamente” commenta Filippo Diodovich, market strategist per IG. “Solamente due note delusioni: l’aumento dei licenziamenti (quasi 3 milioni di cittadini statunitensi) e il forte calo dei salari medi, legato probabilmente al ritorno al lavoro di impiegati a basso stipendio. I tre highlights sono stati invece il forte ribasso del tasso di disoccupazione all'11,1%, l'incremento dei posti di lavoro ben migliore delle attese e la crescita del tasso di partecipazione alla forza lavoro”.

Come hanno reagito gli indici Usa?

Apertura in netto rialzo per Wall Street, dove gli azionari hanno segnato guadagni superiori a un punto percentuale, che mantengono tuttora: il Dow Jones avanza di 272 punti guadagnando l’1,06%, il Nasdaq sale del’1% a 10.256 punti, bene anche l’S&P500, in rialzo dell’1,3% a 3.147 punti. In calo il cambio EUR/USD, a 1,1239, mentre anche rispetto allo yen il dollaro si rafforza a 107,552.

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