Moody’s, outlook banche italiane passa da negativo a stabile: quotazioni in rialzo

L’agenzia di rating è ottimista sul comparto bancario del Bel Paese. Intanto imperversa il caos Carige

Giornata impegnativa per i titoli della banche italiane, che oggi sono spinti in alto a Piazza Affari grazie alla pubblicazione dell’ultimo report dell’agenzia di rating Moody’s. L’outlook per le banche italiane è infatti ufficialmente passato da negativo a stabile, contribuendo alla loro buona performance sul Ftse Mib.

Perché questo ottimismo?

Moody’s ha decretato l’upgrade dopo aver preso in considerazione la riduzione dei crediti in sofferenza osservata nell’ultimo anno. Aumentati anche i finanziamenti, mentre i capitali si sono mantenuti pressoché stabili.

Non solo: alle notizie positive sui crediti si aggiunge anche la previsione di un ulteriore decremento degli stessi nel 2020 – sarebbe il quinto anno consecutivo. D’altro canto, Moody’s non manca di sottolineare che il rapporto tra i crediti deteriorati e quelli sani resta intorno all’8%: comunque più del doppio rispetto alla media europea del 3%.

I profitti degli istituti di credito si prevedono “stabili o moderatamente migliori” nel 2019 e 2020, grazie alla diminuzione dei finanziamenti all’ingrosso, minori costi di rischio e nuove iniziative di ristrutturazioni. Inoltre, l’emissione di debito nel 2019 è aumentata, a fronte di costi di finanziamento minori dettati da un abbassamento dello spread relativo ai Btp – che comunque resta volatile.

Nella sua analisi, Moody’s ha preso in considerazione anche la situazione economica del paese: il Pil d’altra parte si prevede un crescita “debole, ma positiva”, generando un relativo ottimismo per l’ultimo trimestre del 2019.

Come se la stanno cavando le banche italiane?

Solo ieri Unicredit ha annunciato il nuovo piano strategico 2020-2023, mentre oggi sotto i riflettori c’è banca Carige e l’approvazione, da parte della Consob, dell’aumento di capitale da 700 milioni di euro che l’istituto di credito genovese aveva annunciato lo scorso 20 settembre.

L’offerta agli azionisti è iniziata oggi e terminerà venerdì 13. Saranno disponibili 700 miliardi di nuove azioni al prezzo di 0,001 euro ciascuna. Si tratta tuttavia di una condizione “necessaria ma non sufficiente ai fini della prospettiva della continuità aziendale”, come si legge nel comunicato con cui Carige ha riportato le indicazioni della Consob.

Da oltre un anno l’istituto genovese versa in condizioni critiche che, all’inizio del 2019, resero necessario un intervento straordinario dello Stato. È da allora che il titolo non è più quotato in Borsa, sospeso a tempo indeterminato in seguito alla bocciatura da parte del socio di maggioranza Vittorio Malacalza del piano di aumento di capitale (al tempo si parlava di 400 milioni di euro) nel dicembre 2018.

Adesso invece si prevede un aumento da 700 milioni, da realizzare in diverse fasi: 2,8 miliardi ricavati dalla cessione di Npl, 200 milioni dall’emissione di obbligazioni subordinate, 300 milioni dall’acquisto alla Cassa centrale della banca di azioni ordinarie scontate.

Quali ricadute a Piazza Affari?

Buoni risultati sul Ftse Mib del comparto bancario, che dunque oggi cavalca la scia della stima di Moody’s: Banco BPM guadagna il 2,7%, Intesa Sanpaolo l’1,40%, Bper Banca lo 0,71% e Unicredit lo 0,70%.

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