Mib Milano in calo, incubo virus spinge l’Italia a nuove chiusure

Male le banche e i petroliferi, con il greggio in calo sui rinnovati timori per la domanda. Giù anche il resto d’Europa, EUR/USD a 1,18

  • Alle 10:11 il Dax perde il 2,07%, il Cac40 lo 0,29%, Londra riesce a recuperare la parità e il Ftse 100 avanza dello 0,05%
  • A Milano il Ftse Mib scende dell’1% ma ritorna sopra i 19 mila punti. Bene Diasorin (+2,34%), Forti cali su petroliferi e banche, Nexi -2,71%
  • Meno una settimana al voto Usa, scemano le speranze per aiuti fiscali. EUR/USD a 1,18, futures in calo

Milano si sveglia sotto lo zero nel primo giorno lavorativo dopo l’annuncio dell’ultimo dpcm, quello con cui il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha decretato la chiusura anticipata di pub e ristoranti, oltre a palestre, piscine e altre disposizioni restrittive. L’indice Mib apre in calo di oltre un punto percentuale e, a mezz’ora dall’apertura, continua a perdere l’1,54%, a 18.989 punti.

Come si prevede la giornata sul Ftse Mib oggi?

Pochi i titoli in rialzo sul principale listino di Milano. Spiccano le azioni Diasorin, che avanzano del 2,93%, e Amplifon, a +0,43%.

Riesce a mantenersi leggermente al di sopra della parità anche Telecom, le cui quotazioni avanzano alle 9:30 dello 0,03% dopo che, stando a quanto riportato venerdì sera da Bloomberg, l’azienda di telecomunicazioni italiana ha lanciato una gara da 4-4,5 miliardi di euro per approvvigionarsi della fibra necessaria ad ammodernare e ampliare la propria rete secondaria recentemente scorporata in Fibercop, nell'ambito del piano di copertura al 2025 previsto dal business plan della nuova società.

In calo le azioni Stm, che perdono l’1,01% nonostante l’annuncio di una partnership strategica con Sanken per lo sviluppo di moduli per l'industria ad alto voltaggio per i prodotti automotive.

Giù le banche: Bper perde il 2,24%, per cui termina il periodo per l'esercizio dei diritti di opzione relativi all'aumento di capitale, durante il quale è stato sottoscritto il 99,21% delle nuove azioni per un ammontare pari a 796 milioni.

Ma è l’intero settore a soffrire: le azioni Unicredit perdono il 2,4%, quelle Intesa Sanpaolo l’1,96%, Banco Bpm scende del 2,53%, le azioni Mediobanca perdono l’1,64%. A supportare il comparto non è bastato il miglioramento del rating di S&P sull’Italia – l’agenzia di rating ha migliorato l’outlook sul nostro paese a “stabile”, venerdì sera.

Cali infine anche sul comparto petrolifero dopo che, durante il fine settimana, il prezzo del barile è tornato a quota 40 dollari (il Brent), quando non ancora al di sotto (il Wti viaggia al momento a 38,58 dollari al barile).

È così che Tenaris perde il 3,45%, Saipem il 3,34% (a pochi giorni dalla trimestrale) mentre le azioni Eni lasciano sul terreno il 2,09%, a 6,3 euro l’una.

Come si è aperta la sessione per il resto degli azioni europei?

La situazione non migliora nel resto d’Europa, dove il coronavirus è ormai tornato a fare paura tanto quanto in Italia. Il governo spagnolo nelle ultime ore ha annunciato un coprifuoco a copertura nazionale, mentre nelle ultime 24 ore la Francia ha registrato il record di nuovi casi (oltre 52 mila).

A quasi un’ora dall’apertura il Cac 40 perde lo 0,90%, il Dax di Francoforte scende del 2,31% e sulla Borsa di Londra il Ftse 100 lascia sul terreno lo 0,37%.

Pochi dati macro in giornata, tra cui spicca l’indice IFO tedesco sulla fiducia delle aziende in Germania a ottobre. Atteso in leggero calo, a 93 punti (rispetto ai 93,4 di settembre), l’indice si è assestato a 92,7.

La situazione negli Usa

A una settimana dalle elezioni presidenziali, anche gli Stati Uniti si preparano ad affrontare la recrudescenza della pandemia di coronavirus.

E lo fanno con poca convinzione, la stessa per cui il pacchetto di aiuti fiscali per i cittadini e le imprese colpite dagli effetti economici del primo lockdown ancora stenta a vedere la luce del sole e, ormai, presumibilmente non la vedrà prima del voto del 3 novembre.

Le speranze degli investitori in tal senso sembrano ormai sfumate del tutto e oggi i futures su Wall Street preannunciano un avvio al ribasso: i contratti sul Dow Jones viaggiano in calo dell’1,01%, quelli sul Nasdaq dello 0,90% e quelli sull’S&P 500 perdono lo 0,99%.

Sul fronte valutario l’euro viaggia in calo: la moneta unica vale 1,1811 dollari, in ribasso dello 0,36% rispetto a 1,1864 dollari segnato venerdì sera dopo la chiusura di Wall Street. Rispetto allo yen l'euro vale 123,9.

In rialzo il dollaro, a 104,867 rispetto allo yen, mentre l’intero Dollar Index sale a 92,99.

Come si è chiusa la sessione di mercato asiatica?

I cali con cui il Dow Jones ha chiuso la sessione di venerdì si sono riflettuti anche sui mercati orientali. La Borsa di Tokyo ha chiuso la prima sessione della settimana in calo dello 0,09%, mentre anche in Cina registrano cali quella di Shanghai (-0,82%) e il China A50 (-0,92%), mentre si mantiene al di sopra della parità Shenzhen, a + 0,48%.

Frazionato anche il resto dei mercati asiatici: il Kospi coreano lascia sul terreno lo 0,72% mentre la Borsa di Hong Kong avanza dello 0,54%.

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