La Bce lascia invariati i tassi e conferma QE da 750 miliardi, ma i mercati si aspettavano di più

Ulteriore allentamento delle operazioni Tltro e sette nuove azioni di rifinanziamento contro la crisi coronavirus, ma gli azionari non riescono a tornare sopra lo zero: Piazza Affari scende dell’1,67%, a 17.764,91 punti

Tassi invariati, allentamento delle condizioni applicate alle aste Tltro e proseguimento del programma di acquisto titoli nell’area euro (il cosiddetto Pepp, il nuovo programma anti-pandemia) da 750 miliardi di euro. Di nuovo, ci saranno sette operazioni di rifinanziamento a tassi agevolati. Il tutto si aggiunge al programma, già in essere, di acquisto di titoli di stati per 20 miliardi di euro al mese.

È la ricetta della Banca centrale europea per far fronte alla crisi economica scatenata dalla pandemia di coronavirus. Secondo i dati pubblicati stamattina, fino ad ora le restrizioni a cui il virus ha costretto l’Ue hanno spinto il Pil dell’Eurozona in ribasso del 3,8% - e tali restrizioni hanno congelato l’economia europea solo negli ultimi venti giorni di marzo: per il secondo trimestre, con l’intero mese di aprile e le prime settimane di maggio in lockdown, la situazione si prevede molto più cupa.

Cosa ha deciso la Bce nella riunione di oggi?

Per far fronte all’emergenza, il Consiglio direttivo dell’istituto centrale ha annunciato di voler mantenere il tasso di interesse principale a quota zero, così come quello sui depositi resta a -0,50% e quello sui prestiti marginali a 0,25%.

Il piano di acquisti da 750 miliardi di euro (così come previsto dal programma Pepp, Pandemic Emergency Purchase Program, annunciato nella riunione straordinaria dello scorso 19 marzo) resterà in vigore per tutto il tempo giudicato necessario alla ripresa economica, ma la Bce ha rinnovato la maggiore flessibilità a cui può sottostare l’acquisto di titoli nel settore pubblico o privato.

La Banca centrale ha inoltre un taglio sui tassi applicati alle aste di liquidità Tltro III di 50 punti base rispetto al tasso di interesse medio dell’Eurozona, che resterà in vigore da giugno 2020 a giugno 2021. Nei piani della Banca centrale, tali misure “dovrebbero incoraggiare le banche a estendere i prestiti”.

Infine, il Consiglio ha annunciato il lancio del nuovo programma Peltro (Pandemic Emergency Longer-term Operations), per “sostenere le condizioni di liquidità nel sistema finanziario dell’area dell’euro e contribuire a preservare il regolare funzionamento dei mercati monetari”. Si tratta di sette operazioni di rifinanziamento aggiuntive, con partenza a maggio e tassi di interesse inferiori dello 0,25% alla media delle principali operazioni di rifinanziamento.

Proseguono inoltre gli acquisti da 20 miliardi di euro al mese previsti dal programma Aap (Asset Purchase Programme) e quelli aggiuntivi annunciati nella riunione di marzo, quando le misure di Quantitative Easing vennero ampliate (tra la delusione generale dei mercati, che si aspettavano azioni ben più volitive) a 120 miliardi di euro.

Cosa ha detto Lagarde in conferenza stampa?

La presidente dell’istituto centrale europeo, Christine Lagarde, ha sottolineato come in tutto il 2020 l’Eurozona subirà una contrazione del Pil compresa fra il 5% e il 12% - una contrazione senza precedenti in tempo di pace e dall’esito incerto.

Il crollo del Pil, ma anche la crisi petrolifera e gli effetti che questa avrà sull’inflazione nella zona euro – stamattina l’indice dei prezzo al consumo è sceso a -0,4%, ben lontano dalla soglia del 2% a cui tende la Bce sono stati al centro della conferenza stampa seguita alla riunione dell’istituto centrale.

“Il Consiglio direttivo è pronto ad adeguare tutti i suoi strumenti per assicurare che l'inflazione converga verso il suo obiettivo in maniera sostenibile e in linea con il suo impegno alla simmetria”, ha annunciato Lagarde. “'Il modo in cui si sono mossi i rendimenti di molti titoli emessi dai governi nel corso delle ultime settimane riflette le azioni che abbiamo intrapreso. Abbiamo usato la capacità di influenzare tutta la curva dei rendimenti in ogni giurisdizione e useremo tutta la flessibilità implicita nel nostro mandato per continuare a farlo”.

La Bce è pronta "a fare tutto il necessario nell'ambito del suo mandato per supportare i cittadini in questa fase", continua Lagarde, "E assicurare che la nostra politica monetaria sia trasmessa a tutte le parti dell'economia e a tutte le giuridiszioni".

Come hanno reagito gli indici europei?

Alle parole di Lagarde, lo spread è schizzato a 235 punti, una variazione di +6,2, mentre i listini europei accelerano al ribasso: Parigi perde l’1,96%, Francoforte l’1,76%, Milano l’1,67% e Madrid scende a -1,71%. L’impressione generale sui mercati è che la Banca centrale avrebbe potuto fare di più, partendo dalla rimozione del tetto al programma di Quantitative Easing, mentre pesano le mancate indicazioni sull’acquisto di nuovi asset.

Poco mosso il cambio euro-dollaro che, dopo esser sceso a quota 1,0833, ha recuperato terreno e ora viaggia a 1.0862.

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