Indici mondiali nervosi dopo il no di Trump agli aiuti fiscali, Ftse Mib in calo

Per il presidente Usa, le discussioni non riprenderanno prima delle elezioni. Futures Usa in rialzo, EUR/USD a 1,176. Sull’indice Mib bene le azioni Enel, giù Nexi a -5%

  • Alle 10:15 il Dax vira al ribasso e perde lo 0,07%, il Cac40 avanza dello 0,10%, Londra scende dello 0,11%
  • Le quotazioni sul Ftse Mib viaggiano in calo dello 0,11%, bene le azioni Enel a +1,68%, giù Nexi
  • Futures Usa positivi, EUR/USD a 1,176. Prezzo del petrolio di nuovo sopra ai 40 dollari al barile

Dopo un’apertura sottotono gli indici di Borsa europei riprendono quota, scrollandosi di dosso i timori legati alle ultime dichiarazioni del presidente Usa Donald Trump riguardo al piano di aiuti fiscali che gli Stati Uniti attendono per ridare slancio all’economia già pesantemente impattata dal coronavirus.

Ieri sera infatti il presidente Usa ha annunciato che la Casa Bianca non parteciperà ad ulteriori colloqui sul pacchetto di aiuti proposto dai democratici (circa 2.200 miliardi di dollari per imprese e famiglie) almeno fino alle elezioni di novembre – “quanto, subito dopo che avrò vinto, passeremo il nostro decreto legislativo che si concentrerà sugli americani lavoratori e sulle piccole imprese”, ha dichiarato il Tycoon in un Tweet.

La posizione di Trump non sconvolge gli azionari europei

Alla notizia gli indici di Wall Street hanno registrato cali di oltre un punto e mezzo percentuale e anche i futures europei, in mattinata, non promettevano un’apertura migliore.

Invece, dopo iniziali difficoltà, a quasi mezz’ora dall’apertura gli indici di Borsa europei viaggiano frazionati: bene il Dax, a +0,14% (nonostante il dato sulla produzione industriale tedesca, scesa ad agosto dello 0,2%, continui a premere al ribasso sulla Borsa di Francoforte), e il Cac40 di Parigi, a +0,18% mentre anche Londra si mantiene in rialzo dello 0,10%. Perde terreno invece l’indice di Madrid, che scende dello 0,10%, e anche il Ftse Mib di Milano, che segue un andamento particolarmente volatile.

Atteso oggi un nuovo discorso della presidente della Banca centrale europea Christine Lagarde, con focus sulla ripresa economica post-covid dopo che già ieri la numero uno di Francoforte ha paventato una ripresa a W.

Come si stanno muovendo le quotazioni sul Ftse Mib?

Sul Ftse Mib di Milano oggi risalta il crollo delle azioni Nexi che, dopo non aver fatto prezzo per eccesso di ribassi, aprono in calo di oltre il 5,3% dopo che i fondi Mercury hanno chiuso a 15,50 euro il collocamento di parte del loro pacchetto nella società.

Giù anche i petroliferi, con le azioni Eni e Saipem che perdono rispettivamente l’1,42% e l’1,31% in seguito a una leggera flessione del prezzo del petrolio, per quanto nelle ultime ore il greggio sia tornato al di sopra della soglia dei 40 dollari al barile.

Bene invece le azioni Diasorin (+1,03), Ferrari (+1,02%) ed Enel (+0,99%), mentre il comparto bancario soffre leggermente dopo le indiscrezioni secondo cui il presidente del consiglio Giuseppe Conte avrebbe aperto alla revisione della riforma delle banche di credito cooperativo, richiamando l'attenzione sui vincoli pensati per le grandi banche che possono costituire un freno per i prestiti erogati dalle Bcc.

Le azioni Bper scendono dunque dell’1,7%, male anche le quotazioni Unicredit che lasciano sul terreno lo 0,43%.

Come si prospetta la giornata su Wall street?

Virano in positivo anche i futures Usa, nonostante la cattiva chiusura di ieri. I contratti sul Dow Jones vengono scambiati in rialzo dello 0,65%, quelli sull’S&P 500 viaggiano a +0,61% e quelli sul Nasdaq a +0,64%.

A guidare l’andamento degli indici statunitensi sono state soprattutto le dichiarazioni di Trump riguardo al pacchetto di aiuti fiscali: non se ne parlerà fino al dopo elezioni. Solo a quel punto, secondo i piani del Tycoon, sarà possibile licenziare un piano dal valore di circa 3.000 miliardi di dollari – tanto aveva proposto Trump solo pochi giorni prima.

Il tutto mentre, sempre ieri, il presidente della Federal Reserve Usa Jerome Powell è tornato a insistere sulla necessità di stimoli fiscali, da affiancare a quelli monetari messi in atto dalla Banca centrale Usa per far fronte alla crisi scatenata dal covid-19.

Sul fronte valutario il dollaro è schizzato al rialzo subito dopo le dichiarazioni di Trump, con il Dollar Index schizzato quasi a 94 punti (94,96), salvo poi scendere ai valori di inizio settimana, a 93,70.

Al momento il cambio EUR/USD avanza a 1,176, mentre il cross USD/JPY è schizzato in mattinata a 105,880, il massimo da tre settimane.

Leggera flessione invece per il prezzo del petrolio, sebbene il greggio ieri abbia id nuovo sfondato il tetto dei 40 dollari al barile. Al momento il Wti viene scambiato per 40,27 dollari al barile, mentre il Brent viaggia sui 42,35 dollari.

Come si è chiusa la giornata sui mercati asiatici?

Mentre le Borse cinesi sono ancora chiuse per la festività nazionale della Golden Week, nel resto dell’Asia le parole di Trump e i rischi per la ripresa della prima economia mondiale hanno portato a una chiusura contrastata.

In Giappone il Nikkei perde in chiusura lo 0,05% mentre il Topix avanza dello 0,04%, galvanizzato anche da uno yen debole. La Borsa di Hong Kong avanza dell’1,07%, mentre il Kospi coreano guadagna lo 0,89%.

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