Indici mondiali in calo, timori per covid-19 sempre più concreti

L’aumento delle restrizioni in Europa e l’allontanarsi degli aiuti fiscali in Usa pesa sugli azionari globali. Leggero rialzo per il dollaro, EUR/USD a 1,1722, oggi al via il Consiglio Europeo

  • Proseguono le perdite sugli indici di Borsa europei: alle 10:30 il Dax scende del 2,75%, il Cac40 del 2,05% e il Fte 100 del 2,06%.
  • In calo anche le quotazioni sul Ftse Mib, che perde il 2,31% e scende a 19.154 punti. Male i titoli oil e gli industriali, Tenaris -4,96%.
  • EUR/USD in calo, dollaro in leggero rafforzamento mentre l’incertezza avanza e il paino di aiuti fiscali made in Usa promette di slittare al post-elezioni

Barcellona chiude i locali per due settimane, in Francia coprifuoco in dieci città per sei settimane, nel Regno Unito già da giorni pub e locali devono chiudere alle dieci di sera: sono gli effetti della seconda ondata (anche se, probabilmente, non si tratta altro che di una recrudescenza della prima) di covid-19, che stamattina spinge gli indici di Borsa europei al ribasso in apertura e grava sull’economia mondiale - una minaccia che il Fondo Monetario Internazionale ha stimato in un calo del 4,4% del pil mondiale.

Gli azionari del Vecchio Continente aprono in territorio negativo: a Francoforte il Dax perde oltre il 2,22% a quasi mezz’ora dall’apertura della sessione europea, il Cac40 scende dell’1,68%, il Ftse 100 di Londra lascia sul terreno il 2,02%; male anche Milano, dove il Ftse Mib scende dell’1,35%.

Al via oggi al Consiglio Europeo. All’ordine del giorno la crisi coronavirus, il cambiamento climatico e, soprattutto, le discussioni con il Regno Unito circa la Brexit: il premier britannico Boris Johnson aveva segnato la data di inizio del Consiglio odierno come paletto per raggiungere un’intesa – altrimenti sarà una Brexit senza accordo -, ma di fatto le discussioni andranno avanti fino alla fine della settimana.

Quali sono le peggiori azioni sul Ftse Mib oggi?

Su Piazza Affari a pochi minuti dall'apertura gli unici due titoli che osservano un lieve aumento sono Bper (+0,54%) e Nexi (+0,26%). Brillano anche le azioni Fca, che avanzano dell’1,51% dopo che, nella notte, i vertici dell’azienda automobilistica hanno raggiunto un accordo preliminare con il sindacato che rappresenta circa 9.000 lavoratori nelle tre fabbriche canadesi del gruppo, che minacciavano lo sciopero generale.

Quanto al resto, spiccano i ribassi delle azioni Tenaris, che lasciano sul terreno il 4,37%, mentre le Saipem perdono il 3,68% e Pirelli il 3,41%.

In calo le quotazioni di Banco Bpm, -1,92%, mentre voci di corridoio già pensano a una fusione con Credit Agricole dopo la sottoscrizione di un accordo di riservatezza per lo scambio di informazioni e dati.

Giù anche Atlantia, che interrompe il rally di ieri scaturito dalle trattative esclusive concesse a Cassa Depositi e Prestiti in vista di un’acquisizione della totalità della partecipazione in Aspi di Atlantia (l’88,06%). Cdp sarebbe già al lavoro per ottenere uno sconto sul valore della partecipazione, per via dei rischi legati al debito e alla manleva dopo il crollo del ponte Morandi. L’accordo prevede la partecipazione di due fondi esteri, Blackstone e Macquaire – e il Ministero delle Finanze anche e soprattutto per questo motivo preme per l’ingresso del fondo italiano F2i.

Cosa si prevede oggi per gli indici di Borsa Usa?

Mentre la campagna elettorale imperversa negli Stati Uniti, di pari passo con il coronavirus, ieri il Segretario al Tesoro Stephen Mnuchin ha annunciato che quasi sicuramente il pacchetto di stimoli fiscali, che imprese e cittadini Usa aspettano dallo scorso agosto, non vedrà la luce prima del 3 novembre – giorno delle elezioni.

Mnuchin ha parlato dopo l’ennesimo rifiuto della Camera dei Rappresentanti (a maggioranza democratica) della controproposta pervenuta all’inizio della settimana dalla Casa Bianca – aiuti fiscali ridotti a 1.800 miliardi di dollari, con focus soprattutto sul salvataggio delle compagnie aeree.

I futures su Wall Street viaggiano al momento in area negativa: i contratti sul Dow Jones perdono lo 0,60%, quelli sull’S&P lo 0,62% e quelli sul Nasdaq arrivano a scendere di circa l’1%.

Il clima di avversione al rischio favorisce anche un timido recupero del dollaro, che spinge al ribasso il cambio EUR/USD, a 1,1734, mentre il cambio USD/JPY avanza a quota 105,207. Sui minimi da oltre un mese invece il cross valutario EUR/GBP, a 0,9019, sulla scia delle tensioni in vista della Brexit.

Male lo yuan, che risente dei cattivi dati macro in arrivo dalla Cina sui prezzi alla produzione di settembre, in calo del 2,1% anno su anno.

Come hanno chiuso la giornata i mercati asiatici?

L’avversione al rischio pesa anche sugli indici asiatici, dove solo il China A50 è riuscito a chiudere al di sopra della parità , in rialzo dello 0,11%; quanto al resto degli azionari, in Cina Shenzhen perde lo 0,48% e Shanghai lo 0,26% in chiusura, mentre in Giappone il Nikkei scende dello 0,51% e il Topix dello 0,74%.

Male anche il resto delle Borse orientali, con Hong Kong in calo del 2,14% e il Kospi coreano a -0,81%.

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