Indici mondiali in calo, oggi occhi puntati su BCE e richieste disoccupazione Usa

Dopo una serie di sessioni chiuse in positivo, torna la cautela sugli azionari globali – nonostante le previsioni sui dati macro e sulle mosse di Francoforte facciano ben sperare. Apertura negativa per l’Europa

Giornata densa di appuntamenti per Europa e Stati Uniti. Dopo una raffica di dati macro, ieri, migliori del previsto, oggi è la volta della riunione del Consiglio direttivo della Banca centrale europea, mentre gli Usa attendono di sapere quanti nuovi cittadini avranno avanzato domanda per un sussidio di disoccupazione negli ultimi sette giorni – in attesa, domani, del dato sulla disoccupazione di maggio.

Nel frattempo le proteste per l’assassinio di George Floyd da parte di un poliziotto, a Minneapolis, sebbene sembrino aver perso l’iniziale carica violenta, non accennano a fermarsi. Eppure Wall Street ieri ha chiuso in area positiva, tornando quasi ai livelli pre-crisi.

L’unica ombra all’orizzonte nel percorso verso una ripresa dalla crisi coronavirus sono i rapporti con la Cina. Le ultime schermaglie riguardano il traffico sui cieli dei due paesi: ieri, l’amministrazione Trump ha annunciato la sospensione dei voli di quattro compagnie cinesi da e verso gli Usa, oggi è arrivata la risposta di Pechino, disposta a far ripartire a volume pre-pandemia il traffico aereo sulla Cina – compagnie Usa incluse, anche Delta e United Airlines, inizialmente lasciate fuori fino al 16 giugno.

Come si è chiusa la giornata in Cina?

L’ottimismo per la ripresa economica e le aspettative per novi stimoli fiscali da parte dei governi (come è accaduto in Australia, che ha guadagnato lo 0,93%) hanno contribuito a far raggiungere alle Borse asiatiche il massimo da due mesi.

L’indice Msci escluso il Giappone alla fine della sessione di giovedì ha guadagnato lo 0,43%, il massimo dal 9 marzo. La Cina ha chiuso contrastata, con Shanghai in calo dello 0,14% mentre Shenzhen sale dello 0,26% e China A50 sale poco oltre la partià, +0,02%.

Meglio il Giappone, dove il Nikkei segna un rialzo dello 0,36% e il Topix dello 0,30%, mentre l’Hang Seng perde 0,11 punti percentuali dopo l’approvazione, la settimana scorsa, della legge sulla sicurezza nazionale da parte della Cina, che ha fatto tornare in strada i manifestanti pro-democrazia.

Quali sono i prossimi appuntamenti negli Usa?

In ribasso anche i futures su Wall Street, che perdono lo 0,15%, nel mezzo di una settimana carica di nuovi dati sul fronte occupazionale. Ieri un report dell’Automatic Data Processing ha messo in luce come il numero dei posti di lavoro andati persi nel settore privato nell’ultimo mese sia stato di circa 2,7 milioni: ben più contenuto rispetto al dato precedente, 19,55 milioni, e di buon auspicio in vista della pubblicazione delle buste paga nel settore non agricolo (i Non-farm Payrolls), che diranno qualcosa in più sul tasso di disoccupazione negli Usa a maggio. Nel frattempo, oggi è il turno dell’appuntamento settimanale con le richieste di sussidi di disoccupazione, che si spera restino al di sotto dei due milioni negli ultimi sette giorni.

Quanto alle materie prime, il prezzo del petrolio si muove in leggero ribasso (Wti a 36,50 dollari al barile, Brent 39,16 dollari), sulla scia dell’incertezza sul meeting dell’Opec+, previsto inizialmente per oggi ma su cui regnano ancora molti dubbi. Il focus dell’incontro dovrebbe ruotare ancora sulla questione dell’estensione dei tagli alla produzione, fortemente voluti dall’Arabia Saudita ma su cui la Russia continua a non lasciar mai intuire troppe garanzie.

Come hanno aperto la giornata gli indici europei?

Per quanto la decisione della Banca centrale europea sia di fatto già scontata, gli indici europei si mantengono cauti e scendono sotto i massimi raggiunti nelle ultime sessioni (che non si vedevano da inizio marzo).

A quasi un’ora dall’apertura Piazza Affari perde lo 0,64%, trainata al ribasso da Atlantia (-3,42%) e Fca (-2,77%). Non migliora la situazione nel resto d’Europa: Parigi viaggia al ribasso dello 0,32%, Francoforte segna -0,44%, Londra lascia sul terreno lo 0,23% e Madrid lo 0,77%.

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