Indici mondiali cauti in apertura, oggi focus su interventi Lagarde e De Guindos, BoE lascia tassi invariati

Cresce l'export cinese (+3,5%) mentre il Pmi servizi resta a 44,4. Gli Usa si concentrano sul dato dei nuovi disoccupati settimanali (attesi 3 milioni). Bene l’Europa, nonostante produzione industriale tedesca e francese a picco

Mattinata di dati macro e conti trimestrali, mentre la Bank of England ha mantenuto invariato il tasso di interesse allo 0,1%, asserendo che il sistema finanziario britannico è abbastanza forte per far fronte alla crisi coronavirus che, sempre secondo le stime dell’istituto centrale britannico, provocherà in tutto il Regno Unito una contrazione del Pil del 14% - salvo poi rimbalzare del 15% nel 2021.

Come si è chiusa la giornata sugli indici asiatici?

E timidi segnali di ripresa arrivano dal paese in cui si è scatenato il primo focolaio di Covid-19, la Cina, che ha riportato dati sulle esportazioni e sulla bilancia commerciale migliori rispetto al previsto, anche se ancora lontani dai vecchi dati – rispettivamente, ad aprile in Cina l’export è salito del 3,5%, rispetto a un calo previsto di oltre il 15%, e l’intera bilancia commerciale è salita a 45,34 miliardi di dollari, laddove gli analisti ne avevano previsti solo 6,35.

D’altra parte, il buon dato non è bastato per aiutare al rialzo gli indici asiatici, su cui continuano a pesare sia le tensioni geopolitiche tra Cina e Usa, sia il fatto che un tale recupero dell’export sia comunque derivato dalle spedizioni in occidente dei prodotti legati all’emergenza Covid (mentre il grosso dell’export si è concentrato verso i paesi del sud-est asiatico) e che, dunque, l’effetto non sia destinato a durare. I mercati scontano inoltre i cattivi dati stilati dall’istituto Caixin/Markit sui Pmi del settore servizi, che ieri ha registrato solo 44,4 punti – ben al di sopra dei livelli europei ma ancora non abbastanza per la Cina, che punta allo spartiacque dei 50 punti.

È così che in Cina Shanghai chiude sotto la parità, a -0,23%, e anche il China A50 perde lo 0,25%, mentre la chiusura giapponese è più contrastata, con il Nikkei giapponese a +0,28% e il più ampio Topix a -0,32%.

Male anche Hong Kong, - 0,44%, e Seul, che non riesce a risalire sopra la parità.

Cosa è accaduto nelle ultime ore negli Usa?

Ieri negli Stati Uniti sono stati annunciati 20,236 milioni di posti di lavoro in meno nel settore privato ad aprile (a marzo erano stati solo 27 mila) e oggi sono attesi gli aggiornamenti sui nuovi sussidi di disoccupazione richiesti negli ultimi sette giorni (si calcola che aumenteranno di altri tre milioni).

Sulla chiusura di ieri di Wall Street hanno pesato i dati sull’occupazione, ma anche l’incertezza sulla gestione dell’emergenza Covid-19. Ieri il presidente Usa Donald Trump ha annunciato di voler sciogliere la task force dedicata al contenimento della pandemia, pur di permettere una rapida ripartenza del settore economico.

Perde leggermente quota il prezzo del petrolio, con il Wti a 23,65 dollari al barile e il Brent a 29,27, nonostante ieri i dati IEA sulle scorte di petrolio si siano rivelati migliori rispetto alle aspettative, con 4,6 milioni di barili stoccati in Usa a fronte di aspettative di 7,76 milioni.

Come si prospetta la giornata sugli indici europei?

La mattinata si apre con il crollo della produzione industriale tedesca, che ad aprile ha segnato un ribasso del 9,2% (a marzo era stato del 7,5%), e francese, dove è scesa del 16,2%. Atteso oggi anche il dato sulle vendite al dettaglio di aprile in Italia.

Torna a salire il cambio EUR/USD, che nelle ultime ore è tornato sopra quota 1,08, grazie anche agli esperti di Commerzbank che hanno chiarito come la sentenza di martedì della Corte costituzionale tedesca sul QE della Banca centrale europea non avrà ripercussioni sulla valuta unica.

Dopo la decisione di stamattina della Bank of England sui tassi di interesse, l’atmosfera torna a scaldarsi per l’intervento del vicepresidente della Bce Luis De Guindos al Parlamento europeo e per quello della presidente Christine Lagarde, che interverrà sulla diatriba giuridica tra la Corte costituzionale tedesca e la Bce.

A dispetto di un avvio atteso frazionato nel Vecchio Continente, sugli indici europei prevale l’ottimismo: Milano guadagna lo 0,57%, Francoforte segna un rialzo dello 0,85%, Parigi +0,49%. Positive anche Londra dopo l’intervento della BoE, a +0,30%, e Madrid, + 0,44%.

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