Indici globali in rialzo, buone notizie dal fronte USA-Cina. Europa ottimista per gli indici PMI

Per alcune ora l’accordo commerciale di “Fase 1” tra le due principali economie mondiali è sembrato a rischio, in nottata la rassicurazione di Trump. Azionari globali al rialzo, bene Ftse Mib con Atlantia a +5%

L’accordo commerciale con la Cina c’è: lo ha confermato il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ed è bastato per riportare fiducia sugli indici globali dopo che, in un’intervista al canale Fox News, il consigliere per il commercio della Casa Bianca Peter Navarro aveva lasciato intuire che l’insorgere della pandemia di Covid-19 avesse affossato ogni possibilità di tregua commerciale tra le due superpotenze – la cosiddetta “Fase 1”.

“Il mio commento è stato totalmente decontestualizzato” ha dichiarato successivamente Navarro, per poi chiarire che si stava riferendo al comportamento della Cina nei primi momenti dell’esplosione dell’emergenza coronavirus: “Stavo solo parlando della mancanza di fiducia che ora abbiamo nei confronti del Partito Comunista Cinese dopo che hanno mentito riguardo l’origine del virus in Cina”.

Il tweet notturno di Trump ha infine fatto tornare la quiete sui mercati. Al momento, i futures su Wall Street fanno presagire un’apertura al rialzo, con il Dow Jones che guadagna 153 punti, l’S&P500 sale di oltre 20 punti e il Nasdaq ne guadagna 110,35.

Stabile anche il prezzo del petrolio, dopo un breve momento di instabilità i nottata che ne ha portato le quotazioni in calo tra l’1,72% (il Brent) e il 2% (il Wti). Al momento si mantengono entrambi sopra la soglia dei 40 dollari al barile, con il Wti a 40,57 dollari e il Brent a 43 dollari al barile.

Da segnalare anche l’oro che, dopo il picco di ieri, si mantiene stabile intorno ai 1.750 dollari l’oncia.

Come si è chiusa la giornata sui mercati asiatici?

Le parole di Navarro – e di Trump, poi – hanno provocato una certa volatilità anche sui mercati asiatici. Alla fine, l’indice Msci Asia-Pacifico (escluso il Giappone) ha osservato un aumento dello 0,72%, a 517 punti; positive anche le Borse di Hong Kong (+1,49%), Seul (+0,21%), Shanghai (+0,18%) e Tokyo, dove il Nikkei guadagna lo 0,50% e il più ampio indice Topix segna +0,51%.

Sul fronte valutario, con le rassicurazioni in arrivo dagli Usa sull’accordo commerciale scende lo yen come valuta rifugio, che nei confronti del dollaro scende a 107,13.

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Come si prospetta la sessione europea?

Oggi nel Vecchio Continente è il giorno dei dati preliminari sugli indici dei direttori agli acquisti nel settore manifatturiero e in quello dei servizi.

Dopo i minimi storici di marzo e aprile, il momento più critico della crisi coronavirus, torna ad aumentare la fiducia degli investitori nel mercato. La Germania è ancora lontana dalla soglia dei 50 punti, che segna il passaggio da un’economia in contrazione a una in espansione (pmi servizi a 45,8 punti, quelli manifatturiero a 44,6), ma già la Francia dà i primi segni di ripresa, con il manifatturiero a 52,1 punti e il terziario a 50,3.

I dati macro riportano l’euro ai massimi di una settimana rispetto al dollaro, a 1,1296, mentre gli indici europei mettono a segno un deciso rimbalzo rispetto alla chiusura di negativa di ieri: Parigi guadagna l’1,65%, Francoforte sale del 2,06%, Londra viaggia in rialzo dell’1% e Madrid avanza dell’1,84%.

Bene anche Piazza Affari, che segna un rialzo dell’1,9% a 19.849 punti, trainata al rialzo da Atlantia (+5% a 15 euro dopo l’indiscrezione secondo cui Aspi potrebbe conservare la concessione autostradale anche dopo la scadenza del 30 giugno), Buzzi Unicem (+4,35% a 20,37 euro), Fca (+4,27% a 8,93 euro) e ancora Interpump che, dopo il rally di ieri, continua ad avanzare del 3,35%, a 27,78 euro.

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