Indici di Borsa rallentano, stima Zew peggiore del previsto. Bene le banche su Wall Street

L’aumento dei contagi da Covid-19 e relative ripercussioni economiche fanno vacillare la fiducia degli investitori europei. Bene invece il Dow Jones, le perdite per le grandi banche Usa non sono gravi quanto previsto

La stagione delle trimestrali statunitensi si appresta a partire e le prime banche che hanno pubblicato i dati relativi al secondo trimestre 2020 prima dell’apertura di Wall Street (JP Morgan Chase 4,7 miliardi di dollari di utili, Wells Fargo 2,4 miliardi, Citigroup 1,3 miliardi: forti perdite, ma comunque migliori del previsto), gli azionari europei proseguono al ribasso dopo dati macro peggiori rispetto alle stime del consensus.

Cosa prevede l’indice Zew sull’economia tedesca ed europea?

Non c’è più di tanta fiducia nel futuro secondo le imprese tedesche, come si evince dalla rilevazione condotta dallo Zentrum für Europäische Wirtschaftsforschung (Zew) su 350 investitori istituzionali e analisti tedeschi. Dopo due mesi di ottimismo, seguiti a crollo dell’economia europea causato dalla crisi coronavirus, gli stakeholder tornano a temere per il futuro dell’economia locomotiva d’Europa: rispetto al dato di giugno, a 63,4 punti, e alle previsioni degli analisti (60 punti), il valore è infatti tornato a scendere a 59,3 punti. Sulle prospettive di ripresa europea pesa la minaccia del Covid-19 che, sebbene sotto controllo nel Vecchio Continente, continua a dilagare soprattutto negli Stati Uniti, dove il numero dei contagi giornalieri si aggira intorno alle 60 mila unità.

Migliora leggermente invece l’indice Zew riferito alla fiducia sulle condizioni attuali dell'economia tedesca, passato da -83,1 punti di giugno a -80,9 punti di luglio. Quanto alle aspettative sull’Eurozona, l’indice di fiducia è salito a 59,6 punti dai 58,6 punti di giugno, risultando migliore delle attese pari a 55,8 punti.

Gli altri dati macro della mattinata

La giornata si era aperta con il dato sul Pil del Regno Unito che, nell’ultimo mese, ha registrato un aumento dell’1,8%: più basso rispetto alle aspettative, che avevano previsto un rimbalzo del 5,5%, ma di certo un balzo avanti rispetto al dato del mese precedente, che aveva visto il prodotto interno lordo in contrazione di oltre il 20%.

Il rialzo della crescita del Regno Unito tuttavia non è bastato a far riprendere quota alla Borsa di Londra, che al momento segna un calo dello 0,48%.

La proiezioni della rilevazione Zew, ma anche i tiepidi dati sull’inflazione in Germania (ferma allo 0,9% su base annuale e a 0,6% su base mensile) non aiutano il Dax, che sia avvia a una chiusura in ribasso e al momento segna una contrazione dell’1,57%.

L’Europa insomma inizia a scontare l’impatto dell’aumento dei casi di Covid-19, soprattutto negli Usa, e il timore delle conseguenze di un nuovo lockdown.

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Come hanno aperto gli indici su Wall Street?

Le trimestrali pubblicate prima dell’apertura dei mercati hanno annunciato dati in generale migliori del previsto, con una contrazione del solo 0,34% per JP Morgan Chase e del 2,3% per Citigroup – unica in forte ribasso Wells Fargo, che perde 2,4 miliardi di dollari per la prima volta dalla crisi finanziaria del 2008.

Dal punto di vista macro l’indice dei prezzi al consumo di giugno negli Usa segna un rialzo dello 0,6%, leggermente superiore rispetto allo 0,5% atteso dal consensus e in netto miglioramento rispetto al dato di maggio, quando l’inflazione era scesa a -0,1%.

Il tutto si è tradotto in un’apertura contrastata per Wall Street, dove il Dow Jones avanza dello 0,78% e guadagna oltre 202 punti mentre l’S&P 500 lotta per mantenersi al di sopra della parità e viaggia leggermente in rialzo dello 0,04%. Il balzo in avanti del Dow si spiega proprio grazie alla performance relativamente buona di JP Morgan Chase, che nel secondo trimestre ha potuto compensare le perdite con l’aumento del 79% dei ricavi in arrivo dal settore trading.

Male invece il Nasdaq: l’indice tecnologico perde lo 0,82%, 87,16 punti. D’altra parte, proprio in vista delle trimestrali iniziano a far paura le perdite nel settore industriale, che gli analisti stimano aggirarsi intorno al 44% - a fronte di un calo del 25% nel settore finanziario.

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