Indici di Borsa in cauto rialzo, per l’Europa mattinata di dati macro

Per la prima volta dall’inizio della crisi la Cina riporta buone notizie dal fronte della produzione industriale, in aumento del 3,9% anno su anno. Non accennano però a diminuire le tensioni con gli Usa, ora è corsa al vaccino

Gli occhi degli operatori europei sono puntati oggi sul Pil preliminare della Germania e sull’inflazione dell’Eurozona, entrambi dati relativi al primo trimestre, in grado di fornire ulteriori informazioni sulle condizioni dell’economia comunitaria e sulle prospettive di ripresa post-Coronavirus.

Cosa ci dicono le ultime notizie dall’Asia?

Notizie in tal senso come sono arrivate nelle ultime ore dalla Cina, dove stamattina l’ufficio nazionale per le statistiche ha rilasciato per la prima volta dall’inizio della pandemia di Covid-19 dati postivi sulla produzione industriale di aprile che, rispetto allo scorso anno, è aumentata del 3,9%. Continuano invece a languire le vendite al dettaglio, scese del 7,5% rispetto all’aprile del 2019.

Eppure le tensioni con gli Stati Uniti non permetto alle Borse cinesi di chiudere in area positiva. Il presidente Usa Donald Trump continua infatti a far ricadere la responsabilità di quella che ha definito “la peste cinese” su Pechino, colpevole di mala gestione e poca trasparenza nella fase iniziale della pandemia, e minaccia di ritornare sull’accordo commerciale stilato a metà gennaio. Shanghai ha chiuso in ribasso dello 0,07%, China A50 – 0,44%.

Migliora invece la situazione in Giappone, dove le prospettive di ripresa che i buoni dati in arrivo dalla Cina lasciano intravedere sono bastate per infondere ottimismo sul Nikkei, che alla chiusura guadagna lo 0,62%, mentre il più ampio Topix segna un rialzo di mezzo punto percentuale.

Gli Stati Uniti verso una riapertura?

L’emergenza coronavirus continua invece a tenere sotto scacco il resto del mondo dove, nel frattempo, è iniziata la corsa al vaccino anti-Covid.

Negli Usa oggi la Camera dei Rappresentanti dovrebbe varare un nuovo piano di aiuti fiscali per imprese e cittadini colpiti dall’impatto economico del virus, dal valore di tremila miliardi di dollari. Il pacchetto potrebbe arrivare in Senato la settimana prossima, ma la maggioranza repubblicana ha già minacciato una strenua opposizione.

D’altra parte, stimoli fiscali era esattamente quando richiesto dalla Federal Reserve come accompagnamento alle politiche monetarie implementate dall’istituto centrale per fronteggiare l’emergenza Covid-19, dopo aver escluso la possibilità di ricorrere a tassi di interesse negativi sul dollaro – come invece ipotizzato da Trump.

L’intervento a metà settimana del presidente della Fed Jerome Powell e la decisione della Bank of England di seguirne l’esempio ha portato nella serata di ieri a un’inversione di marcia degli azionari su Wall Street. Dopo aver incassato il dato sulle richieste di sussidi di disoccupazione settimanali (2,89 milioni) e trainate al ribasso dalle tensioni tra Usa e Cina, il settore bancario ha infatti iniziato a registrare notevoli rialzi, con Wells Fargo arrivata a guadagnare oltre l’8%.

All’apertura della sessione europea il dollaro si indebolisce leggermente nei confronti dell’euro, con il cambio EUR/USD a 1.081, mentre il cross USD/JPY scende a 107,126.

In rialzo invece il prezzo del petrolio dopo che, ieri, l’Eia ha pronosticato un calo della produzione di petrolio negli Usa, prevista intorno agli 11,7 milioni di barili al giorno nel 2020, che diventeranno 10,9 milioni nel 2021. Al momento, il Wti quota a 28,28 dollari al barile, mentre il Brent segna oltre 32 dollari al barile.

Come si apre la giornata per le Borse europee?

Nella giornata in cui si riunisce l’Eurogruppo, gli indici europei danno inizio agli scambi in netto rialzo rispetto alla vigilia, trainati dall’ottimismo dei buoni dati macro registrati in Cina, in vista di un graduale ritorno alla normalità dopo lo stop all’economia dettato dal coronavirus.

Tra i principali azionari europei Parigi guadagna l’1,14%, Francoforte segna un rialzo dell’1,26% in attesa del dato preliminare sul Pil del primo trimestre, leggermente più deboli invece Milano (+0,77%) e Madrid (+0,53%).

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