Indici di Borsa cauti tra timori per una nuova ondata di contagio e tensioni geopolitiche

La Cina chiede la rinegoziazione degli accordi commerciali con gli Usa, mentre cerca di contenere i contagi di ritorno di coronavirus. Azionari europei aprono sulla parità, Milano la migliore in rialzo dello 0,50%

Come prevedibile, all’allentamento delle misure di lockdown tornano ad aumentare i casi di coronavirus. In Germania l’istituto Robert Kock ha annunciato che l’indice di contagio R0 è tornato a 1,1 (ovvero, una persona contagia più di una persona, facendo girare il virus in maniera esponenziale), mentre un nuovo focolaio è scoppiato a Seul (dove l’economia non si è mai fermata del tutto), che nelle ultime 24 ore ha registrato 34 nuovi casi. In Giappone lo stato di emergenza è stato prolungato fino al 31 maggio, mentre in Cina torna sotto i riflettori la provincia di Wuhan, che conta decine di contagi di ritorno.

Come si è chiusa la giornata sulle Borse asiatiche?

La preoccupazione di una seconda ondata, che potrebbe costringere l’economia a un secondo blocco totale, ha pressato i principali indici in Asia.

In Giappone il Nikkei ha chiuso in ribasso dello 0,12% e il Topix ha perso lo 0,26%, complici anche i pessimi dati trimestrali pubblicati dalla casa automobilistica giapponese Toyota, che ha anunciato un calo dell’utile operativo del 79,5%.

Sotto la parità anche la Cina, con Shanghai che perde lo 0,11% e China A50 a -0,06%. Stamattina l’ufficio nazionale statistiche cinese ha rilasciato i dati sull’inflazione, scesa al 3,3% ad aprile rispetto all’anno scorso e a -0,9% rispetto a marzo, mentre i prezzi al consumo hanno subito un crollo del 3,1% rispetto all’aprile 2019.

In calo anche l’Hang Seng, che perde l’1,78%, e il Kospi coreano, -0,85%.

Gli Stati Uniti sono pronti alla riapertura?

Ieri il cuore dell’automobile Usa, a Detroit, ha riparto i battenti e gli operai sono tornati a lavoro, in anticipo rispetto alla data concordata dalle case automobilistiche con i sindacati dell’Uaw – il 18 maggio.

Dal punto di vista macro, oggi è atteso l’indice dei prezzi al consumo negli Usa di aprile, oltre alle scorte settimanali di petrolio dell’Api (American Petroleum Institute). A proposito di greggio, il prezzo è tornto a stabilizzarsi nelle ultime ore, con il Wti a 24,76 dollari al barile e il Brent a 30,11 dollari al barile, grazie anche all’aumento dei tagli da parte dell’Arabia Saudita.

Stabile anche il dollaro, con il cambio EUR/USD a 1,081, GBP/USD a 1,233 e USD/JPY in rialzo a 107,626.

A livello geopolitico, il rimbalzo delle responsabilità circa la pandemia di coronavirus tra Usa e Cina sta portando a un’escalation diplomatica che minaccia di sforare nell’ambito commerciale. Ieri alcuni consiglieri di Pechino vicini alle trattative sembrerebbero aver suggerito l’ipotesi di ritrattare gli accordi commerciali della “Fase 1” che, a metà gennaio, sembravano aver chiuso la guerra commerciale tra le due superpotenze. La risposta del presidente Usa Donald Trump non si è fatta attendere: non ci sono margini di contrattazione per la Cina.

Come si prospetta la giornata per gli indici europei?

I timori sull’evoluzione della pandemia di coronavirus, ma anche le tensioni commerciali tra le due principali superpotenze economiche mondiali hanno portato a un avvio contrastato per le Borse europee, in una giornata povera di dati macro per il Vecchio Continente.

Parigi viaggia infatti leggermente al di sotto della parità, perdendo lo 0,04%, Francoforte segna un ribasso dello 0,14%. Bene invece Londra (+0,22%) e Madrid (+0,36%), mentre Milano corre in rialzo di mezzo punto percentuale.

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