Indice Mib in rosso, settore bancario tra i peggiori dopo raccomandazioni FBE

Stop ai dividendi e accesso al credito agevolato: è la ricetta per le banche davanti alla crisi coronavirus

Nonostante il rimbalzo degli indici statunitensi e asiatici, le piazze europee viaggiano in ribasso dopo la deludente conclusione del Consiglio Europeo di ieri. Piazza Affari perde il 3,29%, tornando a quota 16.797,27 punti.

Cosa ha chiesto la Fbe alle banche?

Tra i settori più colpiti c’è quello bancario. Dopo la riunione di ieri sera dei vertici europei, ieri la Banca centrale europea ha annunciato che non vi saranno limiti di acquisto dei Bond per i singoli paesi – il che aveva portato lo spread tra i titoli di stato italiano e quelli tedeschi a scendere a 160 punti ieri in chiusura: oggi il livello è tornato a salire (attualmente quota 177,5 punti).

In mattinata sono state proprio le banche a trainare al ribasso l’indice di Milano. È di stamattina la notizia che la Federazione Europea delle Banche (Feb) ha suggerito al settore di sospendere nel 2020 l’erogazione dei dividendi, oltre ad astenersi da azioni di buyback, al fine di preservare più liquidità possibile per poter fornire credito all’economia reale e, così, assorbire l’impatto del coronavirus.

In una lettera inviata alla vigilanza bancaria della Bce, la Federazione comunica di ritenere “che le banche quotate in Borsa non dovrebbero accumulare dividendi o avviare buyback azionari per mantenere la massima conservazione del capitale e i consigli di amministrazione delle banche decideranno alla fine dell'anno sulla politica sui dividendi e sugli eventuali ammontari da distribuire".

L’operazione segue l’annuncio della Bce, a inizio marzo, di un allargamento dei vincoli di capitale per le banche, sempre per agevolare i flussi di credito per imprese e famiglie.

A metà sessione, il Ftse Italia Banche perde il 4,34%, a 6.069 punti. Tra le peggiori performance rilevano quelle di Intesa Sanpaolo (-3,37%), Unicredit (-5,3%), Banco Bpm (-4,24%), Mediobanca (-6,07%).

Il dato sulla fiducia di aziende e consumatori

Nel frattempo, stamattina l’Istat ha pubblicato il dato sulla fiducia delle imprese italiane, con risultati ancora più negativi rispetto alle attese: rispetto a febbraio, quando il dato aveva registrato 98,8 punti, durante l’ultimo mese si è registrata una flessione di quasi dieci punti, a 89,5, mentre gli analisti avevano previsto almeno 90 punti.

Scende anche la fiducia dei consumatori, che è arrivata a 101 punti rispetto ai 110,9 di febbraio. I dati non stupiscono, in un momento di grande instabilità economica e finanziaria in Italia paragonabile solo al dopoguerra. Secondo le stime di Prometeia, pubblicate stamattina, il Pil italiano nel 2020 scenderà anche fino al 6,5%, mentre il debito raggiungerà il 150% del Pil.

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